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Video sfogo su TikTok, parla un ragazzo di Modena: "Venti euro per sei ore di lavoro"

Video sfogo su TikTok, parla un ragazzo di Modena: Venti euro per sei ore di lavoro
Su TikTok, i giovani hanno deciso di non stare in silenzio davanti alle ingiustizie lavorative: a parlare, oggi, è un cameriere di Modena.
di Alice Michielon

“Mi sfrutti, vuoi pagarmi 20 euro per 6 ore di lavoro. Tu accetteresti queste condizioni?”. Queste le parole di un ragazzo modenese, su TikTok come @chinwii.730, che ha deciso di pubblicare sui propri canali social una discussione avvenuta tra lui, cameriere, e il proprietario del ristorante presso cui ha lavorato quella sera.

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Il video su TikTok

Mi stai sfruttando, sono stanco morto e i soldi vuoi darmeli pure in nero”, esclama il ragazzo nel video che è impazzato sui social, scatenando commenti, like e condivisioni a non finire. Questo perché, purtroppo, lo sfruttamento giovanile non è esattamente una novità, in questi tempi. Lo sottolineiamo ricordando, tra i tanti video, anche quello della giovane ingegnera, Ornela Casassa, che su TikTok lamentava: “Io a 27 anni devo vivere con 750 euro?”, criticando il sistema delle assunzioni “all’italiana” e le disuguaglianze retributive. 

"Venti euro in sei ore"

Nel video del ragazzo di Modena, i temi sono due: l’essere sottopagato e l’essere pagato in nero, il che evidenzia il tema, sentitissimo, del lavoro irregolare nel nostro Paese. “Ho fatto avanti e indietro e non sono andato a rubare. Il lavoro nero lo pagano minimo minimo otto euro all’ora”. Tra l’altro, la cifra di 20 euro che il proprietario stava per lasciargli, non rispettava neppure quella pattuita precedentemente, di 50 euro. Dopo averlo minacciato di denuncia per lavoro nero, il proprietario del locale si convince a dargli i soldi concordati. Ma la critica del giovane non finisce qui: “E dicono che i giovani qua in Italia non vogliono lavorare, vergognatevi imprenditori italiani. Poi vi chiedete perché i ragazzi spacciano o commettono reati. Lo fanno perché esistono persone come queste”.
“Trovateci una soluzione”, chiede il ragazzo: “Chi lavora deve essere tutelato”.