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L’abbattimento è la soluzione migliore per il problema degli orsi in Trentino? Il caso dell’orsa Kj1

Come è nato il problema degli orsi in Trentino e esistono soluzioni alternative all’abbattimento? 

Un decreto firmato a mezzanotte per un'esecuzione rapida entro la mattina: così è stata abbattuta l'orsa responsabile di aver morso un turista francese lo scorso 17 luglio. Il problema degli orsi in Trentino è ormai endemico, ma il Ministero per la Tutela dell'Ambiente non è sicuro che l'abbattimento di esemplari singoli sia la soluzione migliore. 

Il decreto di abbattimento è stato firmato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, a mezzanotte del 31 luglio 2024. Poche ore dopo, l’orsa Kj1, madre di nove cuccioli, è stata uccisa come animale "ad alto rischio" a causa delle sue sette interazioni con l’uomo. La decisione ha sollevato molte domande tra gli animalisti e i cittadini di tutta Italia: era davvero la soluzione migliore tra quelle possibili? 

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Chi era l’orsa Kj1, uccisa in Trentino dalla guardia forestale perché pericolosa? 

Kj1 non era solo un'orsa di 22 anni, era la più anziana della popolazione trentina, madre inoltre di nove cuccioli. Tre di questi sono ora rimasti orfani ancora piccoli. Secondo il Pacobace (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali) e l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), il destino dell’orsa Kj1 era segnato: classificata come esemplare pericoloso a causa dei suoi incontri con l'uomo era una minaccia da contenere. 

Come sono avvenuti gli incontri dell’orsa Kj1 con l’uomo?

Sette le interazioni che l'animale aveva avuto con esemplari della specie umana: un'escalation che ha portato alla sua fine. Il primo incontro risale al 19 giugno 2017, quando sorpresa da un agricoltore mentre mangiava ciliegie da un albero. In quell'occasione Kj1 se ne è andata soffiando non appena l'uomo è sceso dall'auto per allontanarla. Il 23 agosto 2022 è stata invece trovata su una pista ciclabile con i suoi cuccioli, manifestando un atteggiamento minaccioso in difesa dei piccoli. L’11 giugno 2023 ha tentato di entrare in una legnaia e si è poi allontanata, indisturbata e calma, mentre gli abitanti le tiravano addosso vari oggetti. Il 13 luglio 2023 ha soffiato a un uomo che si stava avvicinando. Infine, il 16 luglio 2023, Kj1 ha morso Vivien Triffaux, un turista francese di 43 anni che si era addentrata nel bosco.

Con la firma di Maurizio Fugatti, una squadra del Corpo forestale non ha tardato ad entrare in azione nei boschi sopra Padaro di Arco, dove l’animale era stato localizzato grazie al radiocollare, abbattendola la mattina.

Esistono soluzioni alternative all’abbattimento?

La vicenda ha suscitato pareri contrastanti e sollevato la questione se la soppressione dei singoli esemplari di orsi sia davvero la giusta risoluzione al problema del Trentino. Secondo gli esperti, non è così. La proposta alternativa verso cui stava lavorando il Ministero dell'Ambiente è la sterilizzazione, che tuttavia deve essere accompagnata da una corretta informazione ai cittadini e nuove azioni per gestire l'aumento del turismo nelle zone naturali. Massimo Vitturi ha scritto: “C’erano tante alternative possibili nel caso di Kj1, tra cui anche quella del trasferimento in Romania che avevamo suggerito. Denunceremo per la violazione dell’articolo 544 bis, ossia uccisione non necessitata".

Come è nato il problema degli orsi in Trentino Alto-Adige? 

Il problema che ha sviluppato il Trentino con le interazioni tra la fauna locale potenzialmente pericolosa e gli abitanti deriva dalla sua storia. Nel 1999 infatti, per salvare il piccolo nucleo di orsi sopravvissuti a un’inevitabile estinzione e con i fondi dell’Ue, il Parco Adamello Brenta, la Provincia autonoma di Trento e l’Istituto nazionale della fauna selvatica idearono il progetto Life Ursus per ricostruire un nucleo nelle Alpi centrali attraverso l'inserimento di esemplari sloveni. Da allora la situazione è però decisamente sfuggita di mano, con conseguenze inaspettate. Queste le parole del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, contrario alla manovra di abbattimento: "Oggi viviamo gli effetti di un errore del passato, dovuto a un’incauta scelta di sfruttamento turistico dell’immagine dell’orso in Trentino compiuta 25 anni fa".

Colpevole di aver difeso i propri cuccioli? I pareri della Camera e degli animalisti

Sono stati espressi pareri di preoccupazione, come quello del vicepresidente della Camera Sergio Costa, che ritiene la morte di Kj1 assurda, crudele e inconcepibile, oltre che un segnale di pericolo per la popolazione degli orsi trentina: “La colpa? Essere mamma e avere agito per proteggere i suoi cuccioli. Ormai basta una passeggiata nei boschi vicino a un centro abitato, in una montagna sempre più affollata, a far emettere sentenze di morte.” 

Le associazioni animaliste stanno al momento protestando contro il provvedimento. "Vergogna Fugatti,” scrive Michela Vittoria Brambilla: “Ha mandato i suoi dipendenti sicari ad uccidere mamma orsa! Mi dà il voltastomaco questo personaggetto con la sua crudeltà. Ha firmato di notte, in un orario in cui il Tar non poteva intervenire. Vergogna, vattene!". 

È chiaro che l’abbattimento di Kj1 sta sollevando interrogativi sulla gestione della fauna selvatica e sulle politiche di convivenza tra uomo e natura. Le reazioni contrastanti evidenziano la necessità di trovare soluzioni alternative più etiche e sostenibili per garantire la sicurezza delle persone e la conservazione degli orsi, che ci auspichiamo porteranno presto ad un cambiamento nella gestione di queste situazioni.