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In Abruzzo è stata uccisa l'orsa Amarena. La Regione e il Parco nazionale: "Fatto gravissimo"

In Abruzzo è stata uccisa l'orsa Amarena. La Regione e il Parco nazionale: Fatto gravissimo
(instagram)
L'orsa si aggirava in città con i suoi cuccioli quando è stata uccisa dai colpi di fucile di un macellaio residente. I cuccioli sono spariti dopo gli spari.
di Ileana Dugato

Puntava ai pollai di San Benedetto dei Marsi, una piccola città abruzzese, l'orsa Amarena. Da qualche giorno si aggirava in città con i suoi cuccioli e alcuni residenti erano spaventati. L'orsa è stata vista anche nella sera del 31 agosto ed è stata uccisa a fucilate da uno dei residenti.

A pochi mesi dalla vicenda dell'orsa Jj4, sono scoppiate nuovamente le polemiche per la gestione e la convivenza dell'uomo con questi animali.

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L'orsa Amarena è stata uccisa: cosa è successo

L'orsa Amarena era ben conosciuta, uno degli orsi più famosi del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Non particolarmente aggressiva, negli ultimi giorni era stata avvistata più volte nella città di San Benedetto dei Marsi, vicina al Parco, mentre si aggirava nelle vie con i suoi cuccioli, probabilmente puntando ai tanti pollai della zona in cerca di cibo.

Un residente di cui sono state rivelate solo le iniziali, L.A., macellaio di 51 anni, ha visto l'orsa Amarena dalla sua casa e, imbracciato il fucile da caccia, l'ha uccisa. Subito sono accorsi sul posto i Carabinieri, i Guardiaparco e il veterinario del Parco che, vista la gravità delle ferite, ha purtroppo potuto solo constatarne il decesso. I cuccioli, invece, sono spariti dopo gli spari, probabilmente scappati nel bosco, e sono in corso le ricerche per rintracciarli.

Interrogato dai Carabinieri l'uomo che ha ucciso l'orsa Amarena si è giustificato: "Ho sparato per paura ma non volevo uccidere, l'ho trovata dentro la mia proprietà. È stato un atto impulsivo, istintivo". Mentre sono in corso gli accertamenti sull'uomo e sull'arma che ha usato, sono iniziate ad arrivare le prime condanne sul crudele gesto.

L'orsa Amarena, inoltre, era la mamma di Jwan Carrito, mascotte del Parco e uno degli orsi più famosi in Italia, che lo scorso gennaio è tragicamente morto, travolto da un'auto sulla Statale 17 a Castel di Sangro.

L'orsa Amarena è stata uccisa: la condanna della Regione e del Parco nazionale

L'accaduto ha scosso profondamente i residenti e ha immediatamente scatenato la reazione della regione Abruzzo e dei responsabili del Parco Nazionale. Le polemiche non sono mancate nemmeno sui social, soprattutto da parte delle associazioni animaliste che da anni si battono per la salvaguardia di questi animali per cui è sempre più difficile convivere con gli spazi usurpati dall'uomo.

In un post ufficiale condiviso dal Parco nazionale d'Abruzzo si legge: "L'episodio è un fatto gravissimo, che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l'episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati dal Parco anche fuori dai confini dell'Area Contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all'uomo".

Al Parco nazionale ha fatto eco un comunicato ufficiale della Regione Abruzzo, che allo stesso modo condanna quanto accaduto a San Benedetto dei Marsi.

"Un atto gravissimo nei confronti dell'intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile. In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l'uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L'atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione"

L'orsa Amarena riaccende l'attenzione sulla salvaguardia degli orsi

Il tema della salvaguardia degli orsi è diventato sempre più pressante e torna ad animare l'opinione pubblica nei sempre più frequenti casi in cui questi animali perdono la vita a causa dell'uomo. Il caso di Jj4 a Trento è solo uno degli ultimi esempi. 

Dopo che per difendere i propri cuccioli l'orsa ha attaccato e ucciso un turista uscito dal sentiero di montagna prestabilito, una parte di opinione pubblica e di politica si era schierata a favore dell'abbattimento dell'orsa. Dall'altro lato, erano montate le polemiche contro l'insensibilità della decisione ed erano nate campagne a difesa dell'orsa.

Nei mesi non sono stati fatti molti passi avanti, oltre alla proposta di uno spray anti-orso di cui dotare i turisti con cui allontanare gli animali in caso di incontro senza causare gravi danni o incidenti. Ma la questione della convivenza tra uomo e orsi non è ancora risolta. L'orsa Amarena ne è l'ennesima e tragica prova.