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La protesta femminista per la prima del film di Woody Allen a Venezia80

Già negli scorsi giorni erano sorte polemiche per la presenza alla Mostra del Cinema di Woody Allen, Roman Polanski e Luc Besson, accusati di violenze e abusi sessuali.

Le polemiche a Venezia80 per la presenza di registi accusati di abusi e violenza sessuale non si fermano. E le attiviste hanno deciso di agire. La sera del 4 settembre, durante il red carpet per la presentazione di Coup de Chance, il film fuori concorso di Woody Allen, un gruppo di donne ha dato vita a una protesta femminista, mostrandosi in topless con delle impronte di mani rosse dipinte sul proprio corpo. Un appello affinché gli uomini accusati di violenza e abusi non vengano più esaltati dai media.

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Protesta a Venezia contro Woody Allen: cos'è successo

La sera del 4 settembre era prevista la prima ufficiale di Coup de Chance, il nuovo e attesissimo film di Woody Allen che il regista ha presentato proprio a Venezia fuori concorso. Già negli scorsi giorni Allen è stato tra i protagonisti della polemica sollevata da una parte di pubblico, che ha contestato la presenza di registi accusati di violenze sessuali al festival.

E così, durante il red carpet per Coup de Chance, un gruppo di donne esponenti del Centro Sociale Morion di Venezia e del collettivo Non una di meno hanno dato vita a una vera e propria protesta lungo la strada che si trova tra il Palazzo del Cinema e il Casinò.

Le donne si sono disposte in fila a petto scoperto, mostrando le impronte di mani rosse dipinte sul proprio corpo, a simboleggiare le mani non volute che le vittime di violenza hanno dovuto sopportate sul proprio corpo. La protesta è andata avanti con lo slogan "Spegnete i riflettori sugli stupratori". Il gruppo è stato poi allontanato dalle forze dell'ordine, che hanno messo velocemente fine alla protesta.

Il motivo del gesto di protesta è stato proprio la presenza dei registi al Lido, come si legge dai volantini che hanno distribuito ai passanti: "Quest’anno la Biennale del cinema di Venezia ha scelto di dare spazio a registi coinvolti in vicende di violenze sessuali contro donne, anche minorenni. Denunciamo oggi la condotta di luoghi come la Mostra di Venezia, che dovrebbe veicolare la cultura del consenso, del rispetto e del credere a chi subisce la violenza ma che di fatto scelgono di continuare a legittimare la cultura dello stupro".

Protesta a Venezia contro Woody Allen: il messaggio delle manifestanti

Poco dopo, il Centro Sociale Morion di Venezia ha condiviso un lungo post Instagram in cui ha approfondito le motivazioni della protesta al red carpet di Coup de Chance di Woody Allen. Nel post si legge:

"Troviamo inaccettabile che la Mostra del Cinema accolga 3 abusatori seriali su una delle passerelle più famose del mondo in nome di un estro artistico a cui tutto è concesso. Siamo convinte che invitare degli stupratori a solcare il tappeto rosso della Mostra del Cinema vuol dire alimentare la cultura dello stupro e screditare tutte le vittime di violenza di genere. E questo semplicemente non è giusto"

Il messaggio continua commentando la risposta del direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, che ha difeso la scelta di invitare Woody Allen, Roman Polanski e Luc Besson:

"Quest’anno la Biennale del cinema di Venezia ha scelto di dare spazio a registi coinvolti in vicende di violenze sessuali contro donne, anche minorenni. Le scuse, accampate dal direttore della Mostra Alberto Barbera, seguono il vecchio copione della distinzione tra uomo, responsabile davanti alla legge, e l’artista il cui genio non è mai giudicabile poiché superiore e libero da responsabilità terrene"