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Liliana Cavani riceve il Leone d'Oro alla carriera: il discorso femminista all'inaugurazione di Venezia80

Liliana Cavani riceve il Leone d'Oro alla carriera: il discorso femminista all'inaugurazione di Venezia80
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Liliana Cavani è la prima regista donna a ricevere il prestigioso premio. Una particolarità che la regista novantenne non si è tirata indietro dal sottolineare, chiedendo un cambiamento.
di Ileana Dugato

Durante la cerimonia di inaugurazione dell'80esima Mostra Internazionale d'Arte cinematografica di Venezia, Liliana Cavani ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera. Amatissima regista che ha scritto la storia del cinema italian, oggi novantenne, ha stregato il pubblico del Lido con il suo discorso di ringraziamento.

Il premio è stato introdotto dall'attrice australiana Charlotte Rampling, che ha recitato nel suo Portiere di notte del 1974, dopo l'esibizione di Malika Ayane, che ha aperto la cerimonia di inaugurazione con un'interpretazione de Il cielo in una stanza di Gino Paoli.

Quando ti prepari, in che ordine fai le cose?

Leone d'Oro alla carriera per Liliana Cavani: chi è la regista

Liliana Cavani è stata accolta da un'ovazione quando è salita sul palco di Venezia80. Amatissima dal pubblico e dalla critica, classe 1993, ha segnato la storia del cinema italiano con i suoi film, firmati da regista e sceneggiatrice.

Tra i suoi più grandi successi, che l'hanno consacrata nell'olimpo del cinema, c'è Il portiere di notte, film del 1974 con Charlotte Rampling e Dirk Bogarde. La sua produzione cinematografica si ferma momentaneamente nel 2002, per continuare poi sul piccolo schermo alla regia di fiction e serie tv.

Nel 2023 il suo ultimo film, L'ordine del tempo, tratto dall'omonimo saggio di Carlo Rovello con protagonisti Alessandro Gassman, Claudia Gerini ed Edoardo Leo.

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Il discorso di Liliana Cavani per il Leone d'Oro alla carriera

La madrina di Venezia80, Caterina Murino, chiama sul palco proprio Charlotte Rampling per introdurre l'entrata sul palco di Liliana Cavani. L'attrice e la regista hanno scambiato qualche ricordo da Il portiere di notte, per poi passare al discorso di ringraziamento di Liliana Cavani:

"Il premio mi ha sorpreso, perché pensavo di essere una di quelle sarte che lavorano per un giro di clienti affezionati. Ho iniziato facendo i documentari per la Rai sul conflitto più devastante, la Seconda Guerra Mondiale. Ho passato un paio d’anni a guardare le immagini alla moviola. Io che ho studiato Lettere antiche e conoscevo un’altra guerra, quella del Peloponneso, che pareva uno scherzo a confronto. Non potete immaginare quello che ho visto: con il montatore si andava al bar per tirarci su. Questo è solo per dire che la Storia è fondamentale"

La regista non si è tirata indietro dal sottolineare come sia la prima volta che una donna riceve il Leone d'Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia: "Sono la prima donna regista a ricevere questo premio, trovo che non sia del tutto giusto", per poi passare a parlare di come le donne del mondo cinema debbano avere più spazi e più riconoscimenti.

"Ci sono donne sceneggiatrici e registe che probabilmente lavorano bene al pari degli uomini. È un quadro che il festival dovrebbe considerare, e dovrebbe considerare anche che le donne possono fare bei film."

Liliana Cavani ha concluso il suo discorso con un appello diretto al Festival: "La Mostra c'è già da tanti anni, è l'ottantesima edizione. È necessario senz’altro un riequilibrio in questo senso. Ci sono tante donne nel cinema molto brave e mi auguro che questo inizio abbia un seguito nel tempo"

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Liliana Cavani a Venezia80 commenta i "rigurgiti del fascismo"

Oltre a ricevere il Leone d'Oro alla carriera, a Venezia80 Liliana Cavani presenta anche fuori concorso il suo film L'ordine del tempo con Claudia Gerini, Alessandro Gassman ed Edoardo Leo. Tratto dal saggio di Carlo Rovelli, il film si concentra su un gruppo di amici che, in vacanza in una villa a Sabaudia, una sera vengono a scoprire che il mondo sta per finire a causa di un asteroide che colpirà la Terra, mostrando quindi le ultime ore dei protagonisti.

Intervistata dal Corriere della Sera sul film, Liliana Cavani ha avuto modo di parlare del film e dell'attuale clima politico, lasciandosi andare a un commento sull'ignoranza derivante dai retaggi del fascismo:

"I rigurgiti del fascismo? C’è un popolare detto che dice: “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Credo sia quasi inevitabile che ci siano delle persone che vivono nella nostalgia di un passato che, per fortuna per noi, non c’è più. Purtroppo ci sono ancora oggi persone che ragionano in un certo modo, ma è dovuto all’ignoranza della storia. Ma sono tranquilla: un pericolo fascista oggi alle porte non c’è. […] Ci sono ancora persone che negano, nonostante sia stato tutto filmato, l’orrore dei campi di concentramento. Li metterei legati costretti a vedere tutto. Mi stupisco però, credo nasca dall’ignoranza dei fatti. La storia a scuola si studia troppo poco e non sempre con il desiderio di capire, non adeguato alla ferocia dei tempi"