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Letteratura Aggiornato alle 5 minuti di lettura

Cinque voci femminili tra i finalisti dello Strega 2025: ecco chi sono e di cosa parlano le loro storie

Premio Strega 2025: chi sono le 5 scrittrici finaliste e di cosa parlano i loro romanzi
Premio Strega 2025: chi sono le 5 scrittrici finaliste e di cosa parlano i loro romanzi  (getty images)
Cinque scrittrici tra i dodici finalisti del Premio Strega 2025. I loro romanzi affrontano temi profondi e attuali: dalle eredità familiari alle ossessioni matematiche, dalle migrazioni alle identità di genere. Ecco chi sono e di cosa parlano le loro opere.
di Maya Artusi Moro

I 12 finalisti del Premio Strega 2025 sono stati resi noti, e tra loro ci sono cinque scrittrici. Donne che hanno saputo raccontare la complessità del reale, partendo da storie intime e trasformandole in esperienze letterarie universali. Ma chi sono queste autrici e cosa ci raccontano nei loro romanzi? Vi portiamo a scoprirle, una per una, tra saghe familiari, riflessioni filosofiche, viaggi nel tempo e nei sentimenti.

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Premio Strega 2025: annunciati i nomi, ecco le 5 scrittrici finaliste e i loro romanzi​

Il 15 aprile 2025 sono stati annunciati i dodici finalisti del Premio Strega, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi in Italia. Tra questi, cinque sono scrittrici che con le loro opere hanno saputo catturare l'attenzione della giuria e del pubblico. I loro romanzi affrontano temi profondi e attuali, offrendo uno spaccato intenso della narrativa contemporanea italiana. Ecco i titoli:

La signora meraviglia di Saba Anglana

Tra Etiopia e Italia con la memoria delle madri​

Saba Anglana esordisce nella narrativa con La signora meraviglia, un romanzo che intreccia la storia familiare con la memoria collettiva. Una storia che parte da Mogadiscio nel 1938 e arriva alla Roma del 2015, attraversando generazioni, frontiere e identità. La signora meraviglia è il nome che la famiglia dà alla cittadinanza italiana, una sorta di chimera che la zia Dighei tenta di ottenere nei labirinti burocratici, con l’aiuto della nipote Saba. In questo percorso kafkiano, fatto di burocrazia grottesca e tenace resilienza, emergono le voci del passato: la nonna Abebech, scappata dall’Etiopia e inghiottita da un destino misterioso, la figura enigmatica di Wezero Dinkinesh, e un’intera genealogia al femminile segnata da sradicamento e ricerca di sé.  Nel romanzo, ogni elemento si fonde in un “racconto vertiginoso che arriva fino a noi, le nostre strade, il cuore del nostro presente”, come scrive Marino Sinibaldi. Il tono è ironico, spesso comico, ma non manca di affrontare con profondità temi come la migrazione, la memoria intergenerazionale e l’identità diasporica.

Chi è Saba Anglana?

Attrice, cantante e ora anche scrittrice, Saba Anglana è nata a Mogadiscio nel 1970 da padre italiano e madre etiope. Dopo l'infanzia in Somalia, si trasferisce a Roma e studia Storia dell'Arte alla Sapienza. Inizia una carriera tra teatro, tv (La squadra), musica e letteratura. Ha inciso diversi album, tra cui Jidka, Biyo e Life Changanyisha, cantati in somalo, inglese e swahili.

Nel 2024 debutta in narrativa con La signora meraviglia, pubblicato da Sellerio, portando sulla pagina la stessa energia e profondità che ha sempre contraddistinto le sue performance artistiche.

La signora meraviglia di Saba Anglana
La signora meraviglia di Saba Anglana  (getty images)

Incompletezza - Una storia di Kurt Gödel di Deborah Gambetta

L’ossessione della matematica, i limiti della conoscenza e la fragilità di un genio

Con Incompletezza - Una storia di Kurt Gödel, Deborah Gambetta firma un romanzo sorprendente, dove la storia di un amore tossico si intreccia con l’ossessione per uno dei più grandi matematici del Novecento.

Gödel, genio fragile, autore dei celebri teoremi di incompletezza, diventa il nuovo amore della narratrice: un rifugio mentale e intellettuale, un’ancora per la salvezza. Come Virgilio con Dante, Gödel la guida in un viaggio dentro sé stessa. La matematica, fredda e perfetta, si rivela uno specchio delle nostre fragilità più profonde. Il libro si muove tra passione e pensiero astratto, tra biografia scientifica e narrazione emotiva, trovando un equilibrio raro. “Solo così troverà la chiave per fare i conti con l’assenza di senso, l’incaponirsi del destino, la casualità delle vicende umane”, si legge.

Chi è Deborah Gambetta

Deborah Gambetta è nata a Torino nel 1970 e vive a Massa Lombarda. Dopo l'esordio con Viaggio di maturità, pubblica La colpa e Il silenzio che viene alla fine. Ha collaborato con Rizzoli e Einaudi, distinguendosi per una scrittura densa, introspettiva, e sempre alla ricerca di nodi esistenziali da sciogliere. Con Incompletezza torna alla narrativa con un libro che sfida le convenzioni di genere, tra memoir, romanzo filosofico e indagine emotiva.

Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco

Il canto di una donna tra la vita e la morte

Di spalle a questo mondo: di cosa parla il nuovo romanzo di Wanda Marasco?

Il nuovo romanzo di Wanda Marasco è una meditazione potente su vita e morte, cura e fallimento, alienazione e amore. I protagonisti di Di spalle a questo mondo sono Ferdinando, medico ossessionato dalla salvezza, e Olga, donna fragile e visionaria. Attraverso la loro storia, l’autrice ci parla dell’imperfezione come condizione umana, della vocazione che si scontra con l’impossibile, della fragilità come destino. Olga, reduce da un’infanzia traumatica in Russia, si rifugia nel legame con Ferdinando, ma non può guarire del tutto. “Io gli dico che sento intorno a me una luce cieca. È uguale a quella delle primavere russe”.

Chi è Wanda Marasco, l’autrice di La compagnia delle anime finte

Wanda Marasco, nata a Napoli, è autrice e poetessa. Ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Montale. Già finalista allo Strega con La compagnia delle anime finte, ha portato i suoi romanzi anche in teatro. La sua scrittura è riconoscibile per l'intensità lirica e la capacità di dare voce all'invisibile. Con Di spalle a questo mondo, torna a raccontare l'anima femminile, i margini dell'esistenza e il mistero dell'amore assoluto.

Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy

La scrittura come forma di resistenza, una donna esule dal Mar Mediterraneo

Con Perduto è questo mare, Elisabetta Rasy firma uno dei romanzi più intensi di questa edizione. È la storia di una donna che, dalla Napoli degli anni Cinquanta, viene strappata via alla sua infanzia e portata in un altro mondo. Ma il passato non dimentica, e riemerge con forza quando muore un amico e maestro: Raffaele La Capria.

Da quel lutto si apre un viaggio nella memoria personale e collettiva, un percorso tra i fantasmi dei padri – amati, perduti, rimpianti – e i ruoli imposti alle donne in un’Italia ancora ostile all’indipendenza femminile.

Il romanzo è anche un omaggio alla scrittura come resistenza, alla parola come possibilità di ridefinire i legami spezzati. “È possibile reinventarsi una paternità ideale, altrove?”, si chiede l’autrice. E ancora: “Nella memoria incontriamo davvero di nuovo le persone amate e scomparse?”.

Chi è Elisabetta Rasy

Elisabetta Rasy vive a Roma e ha dedicato molta parte della sua produzione alla scrittura delle donne. Collabora con Il Sole 24 Ore e ha vinto il Premio Selezione Campiello. Tra i suoi titoli più noti: Posillipo, L’estranea, Tre passioni. Con Perduto è questo mare, torna con una narrazione profonda e luminosa, capace di coniugare analisi personale e visione storica.

Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy. La scrittura come forma di resistenza, una donna esule dal Mar Mediterraneo
Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy. La scrittura come forma di resistenza, una donna esule dal Mar Mediterraneo  (getty images)

Quello che so di te di Nadia Terranova

Madri e figlie, una verità familiare sepolta e transizioni di genere

Nel suo ultimo romanzo, Quello che so di te, Nadia Terranova scava nella mitologia familiare per raccontare una storia fatta di donne, di fragilità, di verità nascoste. Protagonista è una madre che, guardando la figlia neonata, capisce che non potrà più permettersi di impazzire. Troppo forte l’eco di Venera, la bisnonna internata in manicomio.

Per scoprire chi era davvero questa donna dimenticata, bisogna tornare a Messina, tra i resti del Mandalari, tra i sussurri della storia e della psichiatria. In questo spazio sospeso, si muovono anche padri ingombranti e assenti, figure maschili fragili e distanti, e figlie in cerca di un senso.

La narrazione si dipana tra memoria e invenzione, tra documento e sogno, come in un’indagine esistenziale. Il tema delle transizioni di genere si insinua nella trama, toccando corde profonde e mai scontate.

Terranova, già finalista allo Strega con Addio fantasmi, dimostra ancora una volta la sua capacità di dare voce al non detto, con una scrittura densa, intima, necessaria.

Chi è Nadia Terranova, autrice di Addio fantasmi

Nadia Terranova è tra le voci più forti della narrativa italiana contemporanea. Dopo Gli anni al contrario e Addio fantasmi, entrambi pluripremiati, ha scritto romanzi per ragazzi, tra cui Il segreto e Omero è stato qui. Finalista allo Strega nel 2018, torna ora con Quello che so di te, pubblicato da Guanda nel 2025.

Terranova esplora con coerenza i temi della memoria, dell'identità e della perdita, dando vita a storie che parlano direttamente al cuore e alla mente dei lettori.

Quando si saprà il vincitore del Premio Strega 2025?

La serata finale del Premio Strega 2025 si terrà a luglio nella splendida cornice di Villa Giulia a Roma. Solo allora sapremo chi tra i 12 finalisti conquisterà il prestigioso riconoscimento. Nel frattempo, questi cinque romanzi firmati da donne rappresentano già una vittoria: quella della letteratura capace di cambiare sguardo, di raccontare storie nuove, di lasciare il segno.