Tutte le polemiche sulla copertina di Avetrana, la serie Disney+ sull'omicidio di Sarah Scazzi (e quando esce?)
La serie Avetrana – Qui non è Hollywood, in uscita il 25 ottobre su Disney+, racconta uno dei casi di cronaca nera più noti d’Italia: l'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi. Tuttavia, la copertina promozionale ha sollevato un acceso dibattito sui social. Alcuni spettatori la trovano irrispettosa, mentre altri difendono la scelta stilistica. Di cosa stiamo parlando?
La nuova serie di Disney+, Avetrana – Qui non è Hollywood, sta già facendo parlare di sé, ma non solo per la storia drammatica che racconta. Dopo la pubblicazione della copertina promozionale, i social media si sono scatenati in una pioggia di critiche, accusando l'immagine di essere irrispettosa nei confronti della tragedia che raccnta, l'omicidio di Sarah Scazzi. Non mancano però voci a difesa della scelta stilistica, ipotizzando un significato più profondo legato alla narrazione mediatica del caso. Scopriamo insieme cosa ha scatenato le polemiche e quando esce la serie più discussa del momento.
Il trailer della docu-serie "Il Caso Yara: Oltre Ogni Ragionevole Dubbio"
Cosa racconta la serie Avetrana e, quando uscirà, dove vederla?
Avetrana – Qui non è Hollywood, diretta da Pippo Mezzapesa, arriverà su Disney+ il 25 ottobre 2024. La serie racconta il brutale omicidio di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto 2010 nel piccolo comune pugliese di Avetrana. Le responsabili del delitto - divenuto un vero e proprio caso mediatico in Italia - secondo le sentenze giudiziarie, furono la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano, mentre lo zio Michele Misseri, che inizialmente si era autoaccusato, fu condannato per occultamento di cadavere.
Il cast della serie include nomi di rilievo del cinema e della televisione italiana: Federica Pala interpreterà Sarah Scazzi, mentre Vanessa Scalera, conosciuta per il suo ruolo in Imma Tataranni, sarà Cosima Serrano. Paolo De Vita darà volto a Michele Misseri, e Giulia Perulli interpreterà Sabrina Misseri.
Di quanti episodi è composta Avetrana?
La serie sarà composta da quattro episodi, ciascuno della durata di circa 60 minuti.
Cosa è successo nel delitto di Avetrana?
L’omicidio di Sarah Scazzi: una tragedia che sconvolse l’Italia
L’omicidio di Sarah Scazzi è uno dei casi di cronaca nera più seguiti e discussi della storia recente italiana. Il 26 agosto 2010, Sarah, una quindicenne come tante altre, scomparve nel nulla mentre si recava a casa della cugina Sabrina, con la quale avrebbe dovuto andare al mare. Le ricerche della ragazza durarono oltre un mese, durante il quale la madre di Sarah e i suoi familiari fecero numerosi appelli pubblici. Il caso ebbe un'enorme risonanza mediatica, con trasmissioni televisive che analizzavano ogni dettaglio della vita privata della ragazza, fino alla lettura del suo diario personale, ipotizzando scenari di fuga o rapimento, alimentati dagli appelli televisivi della cugina che chiedeva a gran voce a Sarah di tornare a casa.
La svolta avvenne quando Michele Misseri, lo zio di Sarah, trovò il cellulare della nipote, semibruciato, in un campo. Poco dopo, Misseri confessò di aver ucciso la ragazza e indicò agli inquirenti dove aveva nascosto il corpo: in un pozzo nelle campagne di Avetrana. Tuttavia, la sua versione cambiò più volte, e alla fine le indagini si concentrarono su Sabrina e Cosima, la cugina e la zia della vittima, che furono condannate all'ergastolo per omicidio premeditato: il movente fu la gelosia di Sabrina per le attenzioni che la cugina Sarah riceveva da Ivano Russo, un cuoco di Avetrana del quale Sabrina - secondo la tesi della Procura - sarebbe stata innamorata. Michele Misseri fu invece condannato a 8 anni di reclusione per occultamento di cadavere.
Perché la copertina di Avetrana ha scatenato così tante polemiche?
La locandina di Avetrana – Qui non è Hollywood, la nuova serie di Disney+ che narra l'efferato omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, è stata al centro di una tempesta di critiche sui social media fin dalla sua pubblicazione qualche giorno fa. Molti utenti l'hanno definita "irrispettosa" e "imbarazzante", sottolineando la vicinanza dello stile visivo con quello tipico di una commedia leggera all'italiana, con paragoni che si sono spinti dai film di Checco Zalone a quelli di Maccio Capatonda. Il malcontento è nato dalla percezione che la tragedia raccontata, una vicenda drammatica che ha sconvolto l'Italia nel 2010, non ricevesse il rispetto dovuto.
Su piattaforme come X (ex Twitter) e Instagram, le reazioni sono state particolarmente dure. Un utente ha commentato: "quando avevano annunciato la serie sul delitto di Avetrana ero curioso perché il caso mi ha sempre interessato. dopo aver visto la locandina mi vergogno per disney e per aver approvato una cosa del genere. mi sembra solo una mancanza di rispetto”. Altri commenti recitano: "Di cattivo gusto, degna di una sit-com francese", "Ma non vi sentite neanche un po' in imbarazzo nel momento in cui avete anche solo pensato di proporre una locandina del genere?", "Ma chi ha dato l'ok a fare questa locandina? È la caricatura di una tragedia e risulta imbarazzante oltre ogni livello. Mi vergogno per voi", "Ma siete impazziti?".
La copertina è davvero così irrispettosa?
Nonostante le critiche aspre, alcuni utenti sui social hanno cercato di offrire una diversa interpretazione della locandina. Secondo loro, la scelta stilistica potrebbe non essere semplicemente una svista o un errore di valutazione. Al contrario, potrebbe trattarsi di una provocazione voluta. L’effetto grottesco, che ricorda lo stile di una commedia, potrebbe essere un modo per evidenziare uno degli aspetti più controversi del caso Scazzi, identificato peraltro dal titolo: la strumentalizzazione dei media nella vicenda.
Infatti, l’omicidio di Sarah Scazzi è stato seguito con un’attenzione importante dai media italiani, con interviste e appelli rilasciati dalla stessa Sabrina, poi rivelatasi colpevole, culminando nell’annuncio in diretta del ritrovamento del suo cadavere durante la trasmissione Chi l’ha visto?, con la madre della vittima, Concetta Serrano, collegata in tempo reale. La copertina potrebbe voler sottolineare proprio questo: come la cronaca nera si trasforma, sotto la lente dei media, in un prodotto di intrattenimento e shock, portando spesso a far sbiadire il dolore reale dietro ogni notizia.
Il titolo stesso, Avetrana – Qui non è Hollywood, sembra alludere a questa contraddizione: da un lato la provincia italiana, dall’altro la messa in scena mediatica degna di un film.
Polemiche a parte, cosa aspettarsi dalla serie?
Nonostante le polemiche legate alla copertina, Avetrana – Qui non è Hollywood si preannuncia come una delle serie più attese della stagione. Il fascino morboso dei casi di cronaca nera è indiscutibile - pensiamo a prodotti su vicende americane come Dhamer o la più recente Monsters - e la storia di Sarah Scazzi, con tutti i suoi risvolti drammatici e mediatici, ha tutti gli ingredienti per catturare l'attenzione del pubblico. Molti sui social media non hanno mancato di evidenziare l'abisso tra l'accoglienza che questo prodotto italiano ha suscitato e le reazioni del pubblico al true crime di matrice estera: "Quanta ipocrisia nei commenti," scrive un utente di Instagram: "Appena esce la serie su Dahmer o su qualsiasi omicidio americano tutti a guardarla. Invece una serie che racconta uno dei casi di cronaca nera italiani più famosi è un oltraggio anche se non è ancora uscita. L'intrattenimento true crime va bene solo se è americano?"