Dalla “frociaggine” al “chiacchiericcio, roba da femmine”: cosa pensa davvero Papa Francesco sulle donne e gli omosessuali
Da un capo della Chiesa apparentemente “moderno” alle uscite omofobiche e misogine a porte chiuse: la svolta nell’immagine pubblica di Papa Francesco non può mancare di lasciare un segno. Qual è dunque la sua vera posizione sui temi LGBT e sulle donne?
Papa Francesco ne avrebbe detta un’altra. Dopo l’uscita sui seminaristi gay che ha fatto sgranare gli occhi a tutta Italia, ora è il turno delle donne. Se non è bastata la “frociaggine” a intaccare l’immagine pubblica della più alta carica della Chiesa cattolica, lo farà la sua uscita misogina? Vediamo cosa è successo ma soprattutto proviamo a rispondere ad una domanda: cosa pensa davvero il Papa delle questioni sulle quali, in passato, sembrava avere una visione “più moderna” dei suoi predecessori?
Cosa significa essere una famiglia lgbt+ cristiana in Italia?
Cosa ha detto Papa Francesco? Le infelici uscite a porte chiuse
“Il chiacchiericcio è da donne, noi abbiamo i pantaloni”: una dichiarazione sessista
Era mercoledì 29 maggio il giorno in cui Papa Francesco, durante una riunione a porte chiuse con dei giovani sacerdoti romani, ha fatto una seconda uscita, all’apparenza meno scandalosa della prima ma altrettanto evidente. Sempre con tono colloquiale, infatti, il Pontefice avrebbe invitato i presenti a non sparlarsi alle spalle con le parole: “il chiacchiericcio è una roba da donne, noi abbiamo i pantaloni e dobbiamo dire le cose direttamente". Questo genere di espressione fa parte di quella che colloquialmente è chiamata “casual misogyny”, la "misoginia casuale": si tratta di atteggiamenti o commenti che denigrano, sminuiscono o insultano le donne fatti in modo apparentemente non intenzionale o senza malizia evidente. Questi atti spesso sono percepiti come accettabili all'interno di certi contesti sociali, quando invece si dimostrano comunque dannosi perché perpetuano la mentalità e la cultura di oppressione che si traduce anche in gesti più gravi.
Contro i seminaristi omosessuali: “C’è già abbastanza frociaggine”
Questa è la seconda espressione che fa sollevare più di un sopracciglio ad evadere alle stanze vaticane. Infatti, già i fatti avvenuti lunedì 20 maggio alla Conferenza episcopale italiana avevano suscitato scandalo. In quell’occasione la discussione verteva su uno dei problemi contemporanei della Chiesa: stabilire se ammettere o no in seminario candidati al sacerdozio dichiaratamente gay, con la nozione che qualunque seminarista, omosessuale o eterosessuale che sia, è tenuto al celibato. È stato allora che Papa Francesco si è espresso contro la possibilità, commentando: “Nei seminari italiani c’è già troppa “frociaggine”.” Un’espressione talmente forte che non è trascorso molto tempo prima che le chiacchiere si diffondessero anche fuori dal Vaticano.
Misoginia casuale e omofobia esplicita: non una questione di gravità
È probabile che questa recente notizia suscitati meno scalpore della prima ma non per questo bisogna sottovalutarne la gravità. La colloquialità di certe dichiarazioni, infatti, non è una scusante: si tratta anzi di atteggiamenti discriminatori che, in questo modo, passano più inosservati di altri e tendono ad essere meno contestati. Ci troviamo davanti a due uscite che aprono una questione importante tanto per i cristiani che i non-credenti: qual è la vera opinione di Papa Francesco sulle donne e le persone LGBT+, per le quali sembrava essersi dimostrato più disponibile ed accogliente in passato?
La linea aperturista di Francesco nei confronti della comunità LGBT+ e le donne è una bugia?
In passato, Papa Francesco era sempre apparso al pubblico come un Pontefice piuttosto “aperto” su certe questioni rispetto ai suoi predecessori e ad altri membri della Chiesa, tanto è vero che parlando delle persone omosessuali aveva difeso il loro diritto di avere una famiglia e non essere cacciati o discriminati, in quanto figli di Dio, e perfino di “essere accolti con rispetto, compassione e sensibilità senza ingiustizia e discriminazione”. Note le parole in occasione delle diverse ricorrenze sulla violenza di genere, un problema che in Italia si è dimostrato gravissimo negli ultimi anni: “La violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici”. Come conciliare queste dichiarazioni con le ultime rivelazioni? O forse già in passato c’erano i germi di questo risvolto? La situazione presenta indubbiamente delle sfumature e complessità.
Cosa ne pensa il Papa sulle donne e sugli omosessuali: una prospettiva a ritroso
Nonostante qualche dichiarazione in apparenza "progressista" in materia di diritti LGBT e discriminazione di genere, bisogna riconoscere Papa Francesco è sempre rimasto fermo su certe posizioni e non ha mai compiuto nulla di davvero rivoluzionario in termini di consuetudini ecclesiastiche (almeno, in tema omosessualità e donne). È contrario ai matrimoni gay – ha sempre distinto nettamente matrimonio cattolico (solo tra uomo e donna) e unione civile – e ha detto un solido “no” al diaconato per le donne. In verità, ha perfino fatto uscite simili a quelle di oggi. Già all'inizio del 2023, in un'udienza a un gruppo di religiosi, aveva esortato i sacerdoti a comportarsi come “persone che hanno i pantaloni". E non dimentichiamoci quando, incontrando gruppi di suore, ha ripetutamente detto loro di non fare "le zitellone". Nel 2016, ha stabilito che “la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”. Qual è dunque la sua vera posizione sull’argomento? Questi fatti aprono sicuramente una finestra di riflessione per tutti noi.