Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Aggiornato alle 4 minuti di lettura

La saggezza di Elena Cecchettin: "Lo stupro è un'arma di guerra, tutto il corpo delle donne è sotto attacco". Dal Salone del Libro alle citazioni più memorabili

Chi è Elena Cecchettin: tutte le frasi memorabili dalla lettera per la sorella Giulia al Salone del Libro di Torino
Chi è Elena Cecchettin: tutte le frasi memorabili dalla lettera per la sorella Giulia al Salone del Libro di Torino  (getty images)
Il suo intervento al Salone del Libro di Torino è stato interrotto da una contestatrice pro-vita, ma le parole della sorella di Giulia Cecchettin, giovane vittima di femminicidio, continuano a risuonare, pregne di un significato che il mondo ha bisogno di sentire.
di Maya Artusi Moro

Elena Cecchettin, sorella della vittima di femminicidio Giulia, attivista contro la violenza di genere, è stata al Salone del Libro di Torino per tenere un monologo. Nonostante le interruzioni di una contestatrice, la sua si solleva ancora una volta come una giovane ma potente voce italiana che dimostra ancora una volta incredibili lucidità e coraggio. Ecco tutte le frasi più potenti da lei pronunciate in questa e in altre occasioni. Qui sotto trovate il video integrale del suo intervento. 

Il monologo di Elena Cecchettin al Salone del libro di Torino: "La lotta contro la violenza è una lotta per la libertà"

Il monologo di Elena Cecchettin viene interrotto al Salone del Libro di Torino 

Elena Cecchettin al Salone del Libro di Torino 

Elena Cecchettin è stata ospite del Salone del Libro di Torino: sul palco dell’Arena Robinson Repubblica il 12 maggio 2024 la ragazza ha tenuto un monologo sulla resistenza alla violenza di genere, in dialogo con Alessia Chiricosta di Resistenza Femminista. La giovane sorella di Giulia, vittima di femminicidio, indossava una t-shirt nera con la scritta “Stop al genocidio” e nel leggere il suo discorso aveva la voce che tremava dall’emozione. In prima fila anche il padre, Gino Cecchettin, presente al Salone per presentare il libro scritto con Marco Franzoso per Rizzoli, Cara Giulia, in ricordo della figlia scomparsa. 

Il monologo di Elena Cecchettin al Salone del Libro 

“Viviamo in un mondo che continua a essere plasmato da concetti arcaici di dominio e sottomissione, dove il tentativo di sopraffare l'altro è il metodo principe per dimostrare la propria forza." Ha letto Elena di fronte al pubblico del salone: "Forza bruta, aggressione. Questo mondo, pregno di strutture e comportamenti patriarcali vuole che le donne stiano zitte, a subire, ad adempiere al ruolo che la società ci ha riservato, ad accettare i soprusi e le mancanze di rispetto, anche quando sentiamo di esserci distaccate dal ruolo di “angelo del focolare”, se prestiamo attenzione non siamo comunque considerate al pari degli uomini che occupano il nostro stesso ruolo (...) La storia ci insegna che le libertà delle donne sono state conquistate a fatica, spesso dopo anni di lotta e sacrificio. Ma anche oggi, nonostante i progressi, le donne continuano a essere trattate come cittadine di seconda classe. La libertà di scelta riguardo al proprio corpo è ancora una battaglia in corso, una battaglia che non dovrebbe nemmeno essere necessaria in un mondo giusto ed equo. La cultura dello stupro, radicata nel tessuto stesso della nostra società, legittima ogni forma di violenza e di sopraffazione nei confronti delle donne”. 

Elena Cecchettin, sorella, e Gino Cecchettin, padre di Giulia, ed il loro attivismo
Elena Cecchettin, sorella, e Gino Cecchettin, padre di Giulia, ed il loro attivismo  (getty images)

L’interruzione della contestatrice pro-vita: “Vade retro, Satana” 

Prima che la giovane attivista potesse finire l’intervento, una contestatrice pro-vita, armata di rosario, è irrotta sul palco, intimando queste parole: “Vade retro Satana. Il patriarcato è un insulto in confronto a voi. Le bestie hanno mantenuto l'istinto materno, voi invece uccidete i vostri figli. Giù le mani dai bambini. Non si uccidono". La donna è stata poi allontanata. 

Chi è Elena Cecchettin? Dalla storia della sorella Giulia all’attivismo 

Elena Cecchettin: età, famiglia e storia 

Elena Cecchettin è la sorella maggiore di Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni uccisa nel 2023 dall’ex fidanzato a pochi giorni dalla laurea. Attualmente ha 24 anni. Gli altri membri della sua famiglia sono Davide, suo fratello minore ed il papà Gino Cecchettin. La madre di Elena, Monica Camerotto, è scomparsa nel 2022 all’età di 51 anni, proprio un anno prima di Giulia, a causa di una malattia. La giovane si era trasferita a Vienna per studiare ma ora, dopo gli eventi drammatici che hanno stravolto la sua esistenza, si sta dedicando anche all’attivismo, oltre a cercare di riappropriarsi della sua vita dopo questi terribili, come lei stessa ha dichiarato. 

Cosa è successo alla sorella Giulia Cecchettin   

L’11 novembre 2023, la ventiduenne Giulia, sorella di Elena, è stata assassinata dall’ex-fidanzato Filippo Turetta, poco prima di laurearsi alla Facoltà di Ingegneria biomedica dell’Università di Padova. Dopo una settimana dalla scomparsa della ragazza, il colpevole, in fuga, fu arrestato in Germania. Il corpo della studentessa fu rinvenuto nei pressi del lago di Barcis, in provincia di Pordenone. Tra i due la storia era finita da tempo, ma Filippo non si rassegnava ad accettarlo: dopo aver tentato invano di persuadere Giulia a non laurearsi (era infatti un traguardo che lui non era ancora riuscito a raggiungere), preferì toglierle la vita con un atto di violenza inaudita. 

La storia di Giulia Cecchettin: femminicidio e violenza di genere
La storia di Giulia Cecchettin: femminicidio e violenza di genere  (getty images)

L’attivismo di Elena 

In un momento di incredibile dolore e tragedia, Elena ha dimostrato una lucidità che non ha mancato di far colpo sulla coscienza e la sensibilità del popolo italiano: anziché limitarsi a piangere la vittima, la giovane donna non ha esitato un secondo a dipingere l’accaduto per quello che era, non un incidente ma un problema sistemico a cui assistiamo da troppo tempo. A pochi giorni dalla morte della sorella la lettera da lei scritta che definiva Filippo “non un mostro, ma un sano figlio del patriarcato” fece il giro di Italia, scatenando feroci critiche da parte di persone che l’accusavano di satanismo (per la maglietta metal che indossava) e al tempo stesso generando una vera e propria sommossa di manifestazioni di protesta; non soltanto in ricordo di Giulia, ma per esprimere il bisogno di un vero cambiamento di cultura e mentalità, l'unico modo per fermare l’epidemia della violenza di genere in corso

Da quel momento, Elena fa attivismo sui propri canali social e partecipa ad alcuni eventi, utilizzando la sua voce ed esperienza per sensibilizzare il pubblico sul tema dei femminicidi, la violenza di genere ed il problema della cultura patriarcale, come ha fatto anche al Salone del Libro di Torino.

Le citazioni più memorabili di Elena Cecchettin su femminismo e violenza di genere 

  • "Penso che tutto il corpo della donna sia sotto attacco. Guerra nella guerra. Quando si tratta di conquistare territori lo stupro è considerato arma di guerra. Un modo per dimostrare di essere più potenti.” 
  • Dobbiamo essere rivoluzionarie, riprenderci lo spazio che ci spetta, smettere di farci piccole per rispettare quelle che sono le aspettative della mascolinità fragile che ha bisogno di dominare per sentirsi appagata, che, come un oppressore, ci vuole zitte e ubbidienti.” 
  • “È giunto il momento di mettere in discussione l’idea stessa di forza e di esplorare altre forme di potere, quelle che non si basano sull’oppressione e sulla coercizione”.   
  • “Persone come Filippo (Turetta, l’assassino di Giulia nda) vengono spesso chiamate mostri. Un mostro è un’eccezione, una persona esterna alla società, una persona della quale la società non deve prendersi la responsabilità. E invece la responsabilità c’è.” 
  • “I mostri non sono malati, sono figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro.” 
    Le citazioni più potenti di Elena Cecchettin, sorella di Giulia Cecchettin
    Le citazioni più potenti di Elena Cecchettin, sorella di Giulia Cecchettin  (getty images)
  • “Viene spesso detto “non tutti gli uomini”. Tutti gli uomini no, ma sono sempre uomini. Nessun uomo è buono se non fa nulla per smantellare la società che li privilegia tanto.” 
  • “È responsabilità degli uomini in questa società patriarcale dato il loro privilegio e il loro potere, educare e richiamare amici e colleghi non appena sentano il minimo accenno di violenza sessista.” 
  • “Uomini, rendetevi ostili a comportamenti del genere accettati dalla società, che non sono altro che il preludio del femminicidio.” 
  • “Io dico alle persone che subiscono violenza: parlatene con gli amici, con la famiglia. Cercate di comunicarlo in giro, anche tramite i social, fate in modo che si sappia.” 
  • Il femminicidio è un omicidio di Stato, perché lo Stato non ci tutela, perché non ci protegge. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere.” 
  • “Serve un’educazione sessuale e affettiva capillare, serve insegnare che l’amore non è possesso.” 
  • “Io non starò mai zitta. Non mi farete mai tacere” 
  • “Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto.”