Tutte le frasi di Zerocalcare dai fumetti e serie tv
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Zerocalcare è uno dei fumettisti italiani più acclamati e riconoscibili della nostra generazione. Con il suo stile distintivo e la sua narrazione sincera, ha conquistato un vasto pubblico. Le opere di Zerocalcare sono caratterizzate da una combinazione unica di umorismo, introspezione e critica sociale, che lo hanno reso un punto di riferimento per una nuova generazione di lettori e appassionati di fumetti. Infatti, l'artista è molto attivo a livello sociale e, da sempre, dà voce e sostegno a chi è emarginato, chi vive situazioni disagiate e alle periferie, un po' come ha fatto la scuola di basket nel video qui sotto che ha dato vita a un luogo di aggregazione sociale inclusivo.
Chi è Zerocalcare?
Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, è nato ad Arezzo il 12 dicembre 1983 e ha trascorso parte della sua infanzia in Francia, paese della madre. Si è poi trasferito a Roma, dove ha iniziato la sua carriera di fumettista dopo aver completato gli studi superiori. Il suo nome d'arte è nato proprio da uno spot televisivo di un prodotto anticalcare.
Attivo nei centri sociali italiani, Zerocalcare ha realizzato numerose locandine per eventi e segue lo stile di vita Straight Edge, che promuove l'astinenza da droghe, alcol e tabacco, influenzato dalla corrente hardcore punk.
A partire dal 2003, ha iniziato a collaborare come illustratore con diverse testate giornalistiche cartacee e online, tra cui Carta, Liberazione e Repubblica XL. Nel 2006 ha pubblicato il fumetto La politica non centra niente, ispirato all'omicidio di Renato Biagetti, seguito da A.F.A.B, una storia autobiografica in occasione del decennale del G8 di Genova.
Il 2011 è stato un anno importante per Zerocalcare, con la pubblicazione della sua prima raccolta di fumetti, La profezia dell'Armadillo, che ha riscosso grande successo tanto da essere ristampata ben cinque volte.
I fumetti di Zerocalcare
Se desideri conoscere tutte le più belle frasi tratte dai fumetti di Zerocalcare, continua a leggere di seguito perché abbiamo raccolto tutte le citazioni più belle e memorabili.
La Profezia dell’Armadillo (2011)
Il primo fumetto di Zerocalcare è La Profezia dell’Armadillo uscito nel 2011. Questa prima opera racconta di Zerocalcare che si confronta con la notizia della morte di Camille, un amore mai confessato dai tempi dell'adolescenza. Tra le pagine che narrano la vita di un uomo che si avvicina ai trent'anni, Zerocalcare mescola i ricordi di Camille e della loro gioventù. Il fulcro del racconto ruota attorno al tema della transizione verso la maturità. Questo libro ha superato la diciottesima ristampa e ha venduto oltre centomila copie. Di seguito alcune delle frasi più belle dal libro:
Capito? I videogiochi sono come il sogno americano. Lavora duro e avrai la tua villetta col barbecue. Non ci sono porte chiuse a priori. Per questo si mischiano con l'adolescenza.
Si chiama profezia dell'armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli _AMEN_
I vampiri sono ricchi e fascinosi, invece gli zombie sono proletariato.
È che proprio i trentenni non esistono più, come gli gnomi, il dodo e gli esquimesi. Adesso c'è l'adolescenza, la postadolescenza e la fossa comune. I trentenni sono una categoria superata, a cui ci si attacca per nostalgia, come il posto fisso.
Un polpo alla gola (2012)
Un polpo alla gola rappresenta il secondo romanzo grafico di Zerocalcare, articolato in tre macro-capitoli che delineano tre fasi cruciali della vita: infanzia, adolescenza ed età adulta. In questa opera, emerge chiaramente la capacità dell'autore di trasformare piccoli eventi legati alla propria sfera personale in simboli universali di ansie e preoccupazioni. Un altro elemento ricorrente è la presenza di personaggi della cultura popolare, come Dart Vader, He-Man, Kurt Cobain, Joe Strummer e i tre porcellini, che fungono da punti di riferimento per il protagonista durante le diverse fasi della sua crescita.
La vera vittoria sta nelle battaglie perse in partenza ma combattute fino in fondo.
Un dolore che ha un nome è un dolore sopportabile.
L’ingenuità, come la stupidità, è una condizione permanente.
La Rivelazione è una, unica e universale, non richiede né aggiunta né revisione e nemmeno la fede, l’amore o la critica. Solo l’Accettazione e la Sottomissione.
Nessuno guarisce dalla propria infanzia.
Quanto dolore si irradia dalle nostre azioni? Quanti continuano, nel tempo, a pagare per esse?
Non c’è mezzo migliore della speranza e del fiabesco per incatenare i popoli alle loro credenze, poiché chi crede ha paura e chi ha paura crede ciecamente.
Dodici (2013)
In questo fumetto, Zerocalcare (il personaggio) è in stato di coma, mentre gli zombie minacciano di sterminare ciò che rimane della popolazione di Rebibbia. Spetta a Secco, Katja e al compagno Cinghiale trovare un modo per fuggire da una situazione ormai disperata.
Non verrete qui a suonare i vostri bonghi!
Questa non sarà mai una terra di fottute apericene!
Quantevveriddio Rebibbia non sarà il nuovo Pigneto.
Ogni teenager degli anni ‘90 ha plasmato la sua identità a partire da uno dei dodici personaggi che potevi scegliere.
Ogni maschio eterossessuale ha scoperto il corpo femminile mettendo in pausa.
Che te quando ti innamori diventi uno zerbino.
Ogni maledetto lunedì (2013)
Questo volume raccoglie molte delle vignette pubblicate da Zerocalcare sul suo blog durante l'ultimo anno e mezzo. In aggiunta, vi è il racconto A.F.A.B., centrato sul tema del G8 di Genova, e una storia inedita di cinquanta pagine. Tra le vignette raccolte, emerge il filo conduttore del passaggio all'età adulta e delle sfide legate alle nuove responsabilità che essa comporta.
Non è invidia, giuro. È quella cosa che ti fa rimanere male se i cazzi tuoi mettono a disagio qualcun altro. Misto tra dispiacere e senso di colpa.
Le parole, caro Blanka, non sono mai neutre.
"Trentenne” in italiano non è solo una fredda nozione anagrafica.
Forse qualcuno lassù ascoltava le mie speranze infantili. E invece no, non sarà mai così. E manco piglierai la pensione.
“Trentenne” si riferisce ad una famiglia di grossi mammiferi con caratteristiche di maturità, emancipazione e stabilità, estinta da decenni, più o meno con l’entrata in vigore del pacchetto Treu sul lavoro.
Dimentica il mio nome (2014)
Dimentica il mio nome è il romanzo grafico che molti considerano il punto di svolta nella maturità artistica di Zerocalcare. Dopo la morte della nonna, il protagonista intraprende un viaggio alla ricerca delle proprie radici, offrendo uno sguardo sulla storia di tre generazioni: la sua, quella di sua madre e quella della nonna. Questa narrazione, più lineare e coerente rispetto alle opere precedenti, ha ricevuto apprezzamenti anche da parte di critici letterari, arrivando secondo al Premio Strega Giovani del 2015.
Però c'è un'altra parte del corpo a cui le risposte non cambiano nulla. Che se ne frega del cervello. È tipo qui, all'altezza dell'esofago, circa. Dove ci sta quel groviglio brutto di nostalgia. E di rimpianti. E di rimorsi. Di quello che non sei riuscito a dire. Di chi non sei riuscito a capire. Finché eri in tempo.
Sono l'anello che si fa i cazzi suoi nella catena alimentare.
Forse crescere significa anche questo. Accettare che quel monte che protegge la vallata ha anche un altro versante, nascosto. Che il terreno non è tutto uguale,ci sono zone più fertili, altre più aride.Alcune parti sono addirittura a rischio frana. Ci sono angolazioni e scorci che non avresti mai potuto scorgere dalla tua prospettiva iniziale.E' così che si diventa uomo o donna? Accettando che una montagna è l'insieme di quelle prospettive, sennò è solo un fondale teatrale?
È difficile trovare una persona capace di rispettare questo silenzio. Rispettarlo. Ma anche riempirlo. Non lasciarlo alle ombre . Perché il silenzio è l'acqua in cui nuotano. Mi sa che con gli anni accumuliamo facce, angolazioni, caratteri. Con la vita diventiamo poligoni. Il dolore crea buchi nella trasmissione della memoria. Poi ognuno li riempie come può.
I nomi possono essere comuni a tanta gente l'identità invece è una cosa solo tua.
Un uomo senza un segreto, è un uomo senza identità.
L’elenco telefonico degli accolli (2015)
L'elenco telefonico degli accolli (2015) rappresenta la seconda raccolta di storie, con l'aggiunta di 45 pagine inedite, pubblicate sul blog di Zerocalcare. In questo caso, il tema principale che lega le tavole non riguarda più il passaggio dalla giovinezza alla maturità, ma piuttosto riflessioni sulle responsabilità e sulle aspettative che si teme di deludere una volta raggiunto un certo grado di successo.
Ciò che consente all'uomo di superare i propri demoni, è quando gli pesa troppo il culo per assecondarli
Se uno ti fa una domanda, rispondere è cortesia, è scritto. Ma ciò regolava un mondo in cui la gente ti faceva le domande guardandoti in faccia.
Sono stupito da questo tuo senso di responsabilità. Ti prenoto le analisi per l’andropausa?
La rigorosa cronaca di una piaga esistenziale ancora poco indagata. Il demone dell’inadempienza.
Kobane calling (2016)
Nel 2015, Zerocalcare ha realizzato un reportage a fumetti per il settimanale Internazionale, documentando il suo viaggio fino a pochi chilometri da Kobane, al confine tra Siria e Turchia. Attraverso le tavole, l'autore narra la sua esperienza con il popolo curdo del Rojava e mette in luce i combattimenti e le contraddizioni della politica internazionale che influenzano gli abitanti della zona.
Se anche stanotte durasse cent'anni, staremo svegli abbracciandoci al buio...il nemico è alle porte della nostra città. Se anche stanotte durasse cent'anni, staremo in piedi abbracciati a un sogno che ha una scritta sul volto: da qui non si passerà.
Oggi Kobane è un museo a cielo aperto della vergogna dell'umanità. Di cosa è stato lasciato accadere. Non vogliamo ripulire tutto solo perché il mondo possa tornare a far finta di niente.
Le parole cambiano proprio tanto a seconda delle bocche da cui escono, e dagli spazi in cui risuonano.
I cuori non sono tutti uguali. Si modellano, si sagomano, sulle esperienze. Come un tronco che cresce storto adattandosi a quello che c'ha intorno. E tutto quello che ha dato forma al tuo...gli insegnamenti, le cose trasmesse, quelle che ti hanno fatto piangere, quelle che ti hanno fatto ridere, il sangue che ti ribolliva dentro e quello che ti hanno fatto sputare fuori. Ogni cosa. Oggi sta a Kobane.
Ogni tanto mi scordo che prima di fare ipotesi devo aggiornare il cervello con i parametri di questa parte del mondo.
Siete i benvenuti in Rojava. Questa è' casa vostra. Siamo molto contenti che siate qui. Perchè le relazioni con i sistemi, la diplomazia, sono cose importanti, sì. Ma è nella relazione coi popoli, con le persone, che cresce davvero, insieme.
Macerie prime (2017)
Il graphic novel esplora la generazione di Zerocalcare, nata negli anni '80, attraverso l'evento catalizzatore del matrimonio dell'amico Cinghiale. Questo permette al protagonista di riunirsi con il gruppo dei suoi amici d'infanzia e di riflettere sulle loro vite adulte e le relative sfide. Vengono affrontati i disagi tipici di questa generazione, insieme alle difficoltà intergenerazionali legate alla crescita, come la disillusione e la distanza dalle proprie aspirazioni. Sono evidenziate anche questioni sociali fondamentali, come il precariato, che insieme ad altre difficoltà viene dipinto come un "cumulo di macerie".
È come se tutta la sua vita si fosse cristallizzata. Fissata per sempre in una condizione che non evolve mai. Come un mammut dell’era glaciale. Ma questa non è la cosa peggiore, no. La cosa peggiore è che se guardo dentro a quel blocco di ghiaccio io non ci vedo Deprecabile. Ci vedo il riflesso mio. E i plumcake col latte gelato. E le serie tv prima di dormire. Tutte le mie coperte di Linus, insomma.
Ecco, è in quei pomeriggi che si è cementata un'amicizia che dura ancora oggi. Un'amicizia tra potenzialità e talenti inespressi, tra crisalidi di belle speranze che non sono mai riuscite a trasformarsi in farfalle, che per tutti questi anni hanno continuato a correre, in quel campo di calcio infinito con le porte che sparivano dietro l'orizzonte. Oggi tu finalmente hai tirato in porta, Cinghiale. Un tiro a effetto a due piedi con Christine, tipo quello dei gemelli coi dentoni. E avete segnato. Ed è giusto che voi due festeggiate, perché questo gol è vostro. Ma oggi festeggiamo anche noi, perché noi restiamo sempre la tua squadra.
Alla fine noi siamo 'sta roba qua. Sopravvissuti, imperfetti, pieni di cicatrici che ci siamo fatti tra di noi. Se ci guardi da vicino, ti accorgi che, non si sa come, restiamo attaccati. Siamo tenuti insieme con lo sputo. È così, quando attraversi la vita. Ti usuri. E non puoi più tornare com'eri prima. Ci devi stare. L'importante è che capisci quali sono i pezzi più importanti, quelli di cui non puoi fare a meno, che ti fanno essere quello che sei... E te li tieni stretti.
Mi sento come un pezzo degli scacchi. Tipo il cavallo, che può muoversi solo a elle. Pure se lo sa che è una mossa di merda. Però è il turno suo, e le regole quelle sono.
La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (2019)
La scuola di pizze in faccia del professor Calcare è una nuova compilation di tavole, stampata nel 2019, che comprende non solo le storie a fumetti pubblicate sul suo blog, ma anche quelle realizzate in collaborazione con altre testate con cui Zerocalcare ha lavorato, come Wired, Best Movie, Internazionale e l’Espresso. Questa raccolta unisce i temi ricorrenti nelle tavole dell'autore, come l'ironia sugli aspetti della vita quotidiana, l'impegno sociale e i riferimenti alla cultura popolare. Inoltre, sono incluse venticinque pagine inedite appositamente create per l'uscita del volume.
Tu fatti solo una domanda: si può risolvere con due o più bomboni?
Avus paternus meus centum annos vixit quod se facebat cazzos suos.
È successo che a Orlando, Florida, uno che c'aveva un sacco di mostri entro, nutriti da un sacco di mostri fuori, é entrato in un locale gay e ha ammazzato 49 persone.
È successo che a Orlando, Florida, uno che c'aveva un sacco di mostri dentro, nutriti da un sacco di mostri fuori, é entrato in un locale gay e ha ammazzato 49 persone.
Scheletri (2020)
In questa nuova graphic novel, Zerocalcare mescola i suoi stilemi consolidati con un nuovo genere, come il thriller e il noir. Ambientata in un contesto di fantasia, la storia riporta l'autore a raccontare un periodo della sua giovinezza: il protagonista, un diciottenne, mente costantemente alla madre fingendo di frequentare l'università. Durante il corso della narrazione fa nuove amicizie, in particolare incontra Arloc, un giovane che rimane sulla metropolitana per scrivere la sua tag sui vagoni. La loro storia si intreccerà con il buio mondo dello spaccio, e un dito mozzato diventerà per il protagonista un enigma da risolvere, simbolo di paura e pregiudizio.
Tutti preoccupati di avere uno scheletro nell’armadio. Lo teniamo chiuso lì, ci ossessiona come fosse una macchia sulla camicia bianca della nostra vita. E intanto non sappiamo, o facciamo finta di non sapere che è tutta la nostra esistenza a essere costruita su una cazzo di fossa comune.
Ci sono cose che vedi tutti i giorni, a cui sei abituato. Persone, oggetti, paesaggi. Eppure quando le incontri fuori dal loro contesto non le riconosci.
Una manifestazione di body shaming molto in voga prima dei social.
A Babbo morto (2020)
Anche in questa occasione, Zerocalcare si avventura in un genere insolito, quello della favola (sebbene rivolta agli adulti più che ai bambini) con A babbo morto. Questo albo è parzialmente illustrato e parzialmente a fumetti, e attraverso una singolare interpretazione del personaggio di Babbo Natale, la storia affronta temi attuali e delicati legati al mondo del lavoro.
Se proprio dovete fare dei figli, almeno dite loro la verità.
Tutta la vita ha lavorato per questi signori! Tutta la vita! E ora me l’hanno ammazzato come un cane mentre chiedeva di lavorare ancora!! E come lo spiego a lei? Eh? Che suo papà non torna più a casa… Cosa le dico? Clementina, papà è morto perché non voleva andare a rubare. Non era meglio rubare?
Niente di nuovo sul fronte Rebibbia (2021)
Questa nuova raccolta di tavole approfondisce ulteriormente temi collettivi e sociali. Emergono questioni come la situazione dei carcerati durante la pandemia, la fragilità del sistema sanitario territoriale e le riflessioni sulla "cancel culture". Si affrontano anche temi più globali, come la vita degli ezidi in Iraq. Tuttavia, non mancano considerazioni sulla sfera personale, profondamente influenzata dagli stravolgimenti della pandemia.
Uno pensa che nella vita a volte devi fare un salto nel vuoto, per vedere coma va avanti. Come se la vita e il salto fossero due cosediverse. Ma non funziona così. La vita è quel salto. Quella materia ignota che scivola via appena la attraversi. È quella cosa che ti cachi sotto. È quella caduta, la vita. Sono tutti gli altri momenti, quello in cui non salti che si dovrebbero chiamare in un altro modo.
La vita è così. Triboli, trotti, ingoi un sacco di merda solo per poter vedere come va a finire.
Se manco ce provi hai già fallito.
Non siamo tutti forti uguali. Alcuni di noi non sono capaci di sconfiggere i propri mostri, imparano solo a camminarci insieme.
No sleep till Shengal (2022)
Con il suo libro No sleep till Shengal, vincitore del premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani 2023, Zerocalcare ritorna al reportage giornalistico. Il racconto a fumetti si basa sul viaggio che l'autore ha compiuto nella primavera del 2021 nel nord dell'Iraq, nell'area di Shengal. Nonostante le molte difficoltà, Zerocalcare riesce a visitare la comunità degli Ezidi, che ora gode di una precaria autonomia grazie anche all'aiuto della popolazione curda. Tuttavia, questa autonomia è minacciata dalle tensioni e dai conflitti che affliggono la zona, rendendo il sogno di un pacifico confederalismo democratico un'utopia. No sleep till Shengal si lega quindi alle tematiche di Kobane Calling, offrendo uno sguardo sulle condizioni di vita e le dinamiche politiche di un'area spesso dimenticata dall'opinione pubblica occidentale.
La cosa più importante, per coloro che hanno sacrificato tutto, di solito è… ricordare coloro che hanno versato il proprio sangue per segnare il percorso che li ha portati lì.
I cimiteri dei martiri sono luoghi che ricordano chi ha combattuto contro l’Isis mentre cambiavamo la foto del nostro profilo Facebook.
Lo so che è una domanda ricorrente nella mia vita. Al punto che uno potrebbe pensare che forse sbaglio qualcosa io.
Abbiamo conosciuto persone che da allora sono morte combattendo una guerra di cui noi ci riempivamo la bocca, senza alcuna riconoscenza e riconoscimento.
Quando muori resta a me (2024)
Questo è l’ultimo libro di Zerocalcare, in uscita a maggio 2024. Con 304 pagine, questa nuova storia a fumetti segna un momento significativo: Zerocalcare si apre per la prima volta riguardo suo padre. Il libro narra di un viaggio intrapreso con suo padre verso il paesino tra le Dolomiti da cui proviene la famiglia paterna. Sebbene sarebbe un'opportunità per comprendere meglio il "Genitore 2", Zerocalcare e suo padre si trovano incapaci di affrontare argomenti significativi. Questo rende il viaggio difficile, soprattutto quando si scopre che la loro famiglia non è ben vista nel paese. Anzi, in alcuni casi è addirittura odiata. Le radici di questo odio risalgono prima della Grande Guerra e si intrecciano con il mistero che circonda da trentacinque anni il giorno più enigmatico ed emblematico della vita di Zerocalcare, noto fin dall'infanzia come "Il giorno di Merman".
Film e serie tv di Zerocalcare
Oltre ai fumetti, Zerocalcare ha scritto e prodotto anche film e serie televisive di grande successo. Di seguito esploriamo le principali citazioni e frasi tratte dal lavoro di Zerocalcare.
La profezia dell’Armadillo (2018)
Il primo film di Zerocalcare è l’adattamento cinematografico della sua prima opera La Profezia dell’Armadillo. Esce nel 2018 ed è diretto da dal regista Emanuele Scaringi. Il film viene presentato nella sezione “Orizzonti” alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia.
Zero: Senti qual è il problema del computer?
Mamma: Che hai fatto... 'Start'?
Zero: Eh..
Mamma: E dopo 'Start'? Scrivo 'Cerca'? Dove lo scrivo... sulla scrivania?
Zero: Non ce la faccio.. ti giuro guarda..
Mamma: Che fai?
Zero: T'ammazzo la pianta!
Mamma: Fermo!”
Armadillo: Si chiama profezia dell'armadillo ogni previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per oggettivi e logici, destinata a diventare delusione, frustrazione, rimpianti.
Zero: Potrebbe essere più chiaro?
Armadillo: Un vademecum per prendersela nel culo.
Strappare lungo i bordi (2021)
Strappare lungo i bordi è una serie animata originale di Netflix creata, scritta e diretta da Zerocalcare. Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma il 18 ottobre 2021, la serie è stata resa disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal 17 novembre dello stesso anno. Composta da sei episodi, ciascuno della durata di 15 minuti, la storia segue Zerocalcare, Sarah e Secco in un viaggio in treno attraverso aneddoti e flashback che esplorano temi significativi come gli anni della crescita e l'insicurezza nell'affrontare le sfide dell'età adulta.
Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato? Non ti senti più leggero? (Sarah)
Le persone so complesse: hanno lati che non conosci, hanno comportamenti mossi da ragioni intime e insondabili dall’esterno. Noi vediamo solo un pezzetto piccolissimo di quello che c’hanno dentro e fuori. E da soli non spostiamo quasi niente. Siamo fili d’erba, ti ricordi? (Sarah)
Ho pensato che c’era qualcosa di incredibilmente rasserenante nell’essere un filo d’erba. Che non faceva la differenza per nessuno. E non c’aveva la responsabilità per tutti i mali del mondo. (Zerocalcare)
Erano passati solo tre secondi da quando c’eravamo salutati… E io ero già innamorato. (Zerocalcare)
Sei cintura nera de come se schiva la vita. (Armadillo)
Il mondo è vulnerabile, ai cazzari. (Armadillo)
E semo pure stupidi. Perché se impuntamo a fa’ il confronto co le vite degli altri. Che a noi ce sembrano tutte perfettamente ritagliate, impalate, ordinate. E magari so così perfette solo perché noi le vediamo da lontano. (Zerocalcare)
È una cosa che fa paura, ma è anche una cosa bella. È la vita. (Zerocalcare)
Questo mondo non mi renderà cattivo (2023)
Si tratta della seconda serie di animazione di Zerocalcare, disponibile su Netflix e prodotta da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing.
La storia narra del ritorno di un amico del protagonista nel quartiere dove sono cresciuti, e della difficoltà ad adattarsi dopo aver affrontato anni difficili. Nel quartiere nascono delle tensioni sociali per l’apertura di un nuovo centro di accoglienza, che coinvolge i protagonisti.
La soluzione è solo collettiva, o svortano tutti o non svolta nessuno, e invece alla fine te svorti ma comunque non ti puoi godè un ca**o perché intorno c’hai le macerie. E che ca**o di sciacallo sta bene nelle macerie?
A noi ce capita de ride un sacco, però non sorridiamo quasi mai. Questa sensazione delle facce morbide, distese con ‘sto sorriso è strana. È proprio diversa da come sta la faccia nostra de solito. O tutta accartocciata perché stamo a ride sguaiatamente così non sentimo i mostri nostri che ce strillano dentro oppure tutta in tensione perché ce rode er c**o e stamo a tanto così da fa er botto. Invece tranquilli e sereni praticamente non ce stamo mai.
È che non ce sta Orfeo dentro a ‘sta storia, ce sta solo Euridice che va all’inferno e nessuno che la va a cercà. E dopo 20 anni riesce a tornare da sola, quando nessuno se la ricordava più, e tu te stupisci pure se non è più la stessa.
La verità è che io so’ una specie de balena spiaggiata. Finché c’avevo intorno delle persone che me pungolavano è come se me davano una scossa, me smuovevano. Ma mo giustamente la gente è invecchiata. Chi c’ha i figli, chi c’ha il lavoro. È normale, il mondo non ti sta appresso per sempre.
Tu pensa se intorno hai sempre avuto un punto di riferimento, un faro che ti ricordava dove dovevi andare: potevi stare al buio, nella tempesta, potevi stare allo sbando totale ma lo sapevi che comunque quel faro stava là.
E ti fidavi così tanto di quel faro che ci hai costruito tutto intorno, tutto il villaggio, tutta la vita tua, dando per scontato che sarebbe stato là sempre. E poi un giorno, all’improvviso… Rimani al buio in mezzo alle macerie.
Non te sei accorto che io sto qua come un pilastro, che so’ dieci anni che sto ferma immobile e non faccio mezzo passo avanti? So’ stata cinque anni a sputà sangue, prima l’università, poi col dottorato, con tutti che me dicevano: che brava! Puoi fa’ tutto, sei tanto intelligente! E io solo una cosa volevo fa’: insegnà ai ragazzini.
E so’ passati mesi, e poi anni. E semplicemente l’assenza sua è diventata normale. Come quando cambi l’arredamento di casa e a una certa ti abitui. A me fanno molta paura ‘ste cose. ‘Sto mare che, con naturalezza implacabile, dilaga e cancella tutto, perché non so come arginarlo.
Zerocalcare non solo offre uno sguardo intimo e coinvolgente sui temi della crescita e dell'età adulta, ma dimostra anche la sua abilità nel trasporre le sue esperienze personali in opere d'arte che parlano a un vasto pubblico. La sua capacità di combinare umorismo, introspezione e narrativa visiva lo rende un narratore unico nel panorama contemporaneo.
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