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Il caso Yara torna in prima serata con un film di Marco Tullio Giordana

Stasera va in onda su Canale 5 Yara, il film sul caso che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso.
di Maya Artusi Moro
Il caso Yara torna in prima serata con un film di Marco Tullio Giordana
Il caso Yara torna in prima serata con un film di Marco Tullio Giordana  (getty images)

Il film diretto da Marco Tullio Giordana va in onda questa sera su Canale 5 e racconta l’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio. Al centro, la PM Letizia Ruggeri, l’indagine genetica più estesa d’Europa e il caso giudiziario che ha portato all’ergastolo Massimo Bossetti, ancora oggi al centro del dibattito pubblico.

Il trailer della docu-serie "Il Caso Yara: Oltre Ogni Ragionevole Dubbio"

Stasera 23 giugno in tv il film Yara: un caso ancora vivo torna su Canale 5

Questa sera, lunedì 23 giugno, Canale 5 trasmette in prima visione assoluta il film Yara, diretto da Marco Tullio Giordana. L’opera ripercorre uno dei casi di cronaca nera più drammatici dell’Italia recente: l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, scomparsa nel 2010 da Brembate di Sopra e ritrovata senza vita tre mesi dopo. La protagonista della vicenda è la PM Letizia Ruggeri, che guidò un’indagine destinata a diventare emblematica, culminata nella condanna di Massimo Bossetti.

Il caso Yara Gambirasio: scomparsa e ritrovamento

Il 26 novembre 2010, Yara Gambirasio, ginnasta di 13 anni, esce di casa per consegnare uno stereo alla palestra dove si allena. Non farà mai più ritorno. Il suo corpo verrà ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola, con indosso ancora gli abiti del giorno della scomparsa. Il corpo presentava colpi da oggetto contundente, ferite da taglio e un trauma cranico, ma nessuna violenza carnale evidente.

L'indagine genetica e il ruolo di Letizia Ruggeri

L'inchiesta, condotta dalla PM Letizia Ruggeri, ha portato alla raccolta di oltre 25.000 campioni di DNA in tutta la zona. È grazie a questa inchiesta genetica senza precedenti che si è arrivati all’identificazione di “Ignoto 1”: il profilo genetico ritrovato sui leggings e sugli slip della vittima. L’indagine genealogica ha rivelato una scoperta clamorosa: “Ignoto 1” era Massimo Bossetti, muratore di Mapello, figlio biologico del defunto Giuseppe Guerinoni, identificato attraverso un’indagine sui legami di sangue.

Le prove contro Massimo Bossetti

Oltre al DNA che lo incastra, gli inquirenti raccolgono altri indizi: fibre compatibili con la tappezzeria del suo furgone trovate sugli abiti di Yara, celle telefoniche agganciate nei luoghi e orari sospetti e un falso alibi fornito da Bossetti. La difesa ha più volte sostenuto che il DNA non fosse completo e che la catena di custodia dei reperti fosse compromessa, ma per la giustizia italiana, gli elementi raccolti bastano per una condanna.

La condanna definitiva e la battaglia per la revisione

Massimo Bossetti viene arrestato il 16 giugno 2014. Il 1º luglio 2016 la Corte d’Assise di Bergamo lo condanna all’ergastolo per omicidio pluriaggravato. La condanna viene confermata dalla Corte d’Appello nel 2017 e dalla Cassazione il 12 ottobre 2018. Da allora, Bossetti non ha mai smesso di dichiararsi innocente, chiedendo la revisione del processo. Tutte le richieste sono state respinte, compresa l’ultima istanza di riesame dei reperti.

Stasera su Canale 5 il film su Yara Gambirasio: storia vera, condanna di Bossetti e novità
Stasera su Canale 5 il film su Yara Gambirasio: storia vera, condanna di Bossetti e novità  (qui mediaset)

L'intervista a Belve Crime e la docuserie Netflix

La figura di Bossetti è tornata recentemente al centro del dibattito grazie all’intervista a Belve Crime, condotta da Francesca Fagnani, e alla docuserie Netflix Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio. La serie, molto seguita, ha rilanciato le teorie innocentiste sui social, dove non mancano i commenti divisi tra chi crede nella colpevolezza e chi grida al complotto.

Vita in carcere e il ruolo della moglie Marita Comi

Oggi Bossetti è detenuto nel carcere di Bollate, dove lavora nel settore metalmeccanico e partecipa a iniziative di rieducazione. La moglie Marita Comi non ha mai divorziato e continua a sostenerlo, seppure lontana dai riflettori. I tre figli, ormai adulti, sono stati sempre protetti dalla stampa e vivono nell’anonimato.

Un caso che divide l’Italia

Nonostante le sentenze, il caso Yara Gambirasio continua a generare divisione nell’opinione pubblica. Tra chi crede che il DNA non basti e chi invece considera le prove inoppugnabili, il film in onda stasera su Canale 5 è l’ennesimo tassello di una storia che ha segnato per sempre la memoria collettiva. E che, a distanza di oltre dieci anni, continua a far discutere.