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true crime Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Massimo Bossetti, la vita in carcere dell’uomo condannato per il delitto di Yara: il lavoro, la famiglia e la sua verità

Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, è oggi detenuto a Bollate. Lavora in carcere, partecipa a concorsi di cucina e continua a dichiararsi innocente. A Belve Crime torna a parlare il volto di uno dei casi più sconvolgenti d’Italia.
di Maya Artusi Moro
Bossetti a Belve Crime
Bossetti a Belve Crime  (getty images)
Ospite a Belve Crime, Massimo Bossetti torna sotto i riflettori. Ma dove si trova oggi l’assassino di Yara Gambirasio? Cosa fa in carcere, come ha trascorso gli ultimi anni e quali prove hanno portato alla sua condanna?
Bossetti a Belve Crime: "Come sia finito il mio DNA sugli slip di Yara? Me lo chiedo anch'io"

Dov’è oggi Massimo Bossetti: la vita in carcere dopo la condanna

Dopo la condanna all’ergastolo confermata dalla Cassazione nel 2018, Massimo Bossetti è detenuto nel carcere di Bollate, alle porte di Milano. In quello che è considerato uno degli istituti più avanzati in termini di rieducazione e reinserimento, l’ex muratore di Mapello ha iniziato un percorso lavorativo interno e oggi è impiegato in un’area industriale metalmeccanica legata al progetto 2121.

Nel 2024, in un’intervista a Telelombardia, Bossetti ha descritto con orgoglio la sua attività: “Mi occupo dello sviluppo di componenti in alluminio e lamiera per coibentazioni termoacustiche”, racconta, specificando di aver progettato e ristrutturato interamente lo spazio di lavoro.

Il concorso culinario

Oltre al lavoro, ha anche partecipato al concorso culinario Cuochi Dentro, ricevendo un riconoscimento per la ricetta “Portafoglio farcito full optional”. Ha raccontato: “Ogni volta che cucino penso a tutto quello che ho perso. Ma resta nel mio cuore”.

Chi è Massimo Bossetti, l'assassino di Yara Gambirasio che ancora oggi si professa innocente

L’arresto di Massimo Bossetti avviene il 16 giugno 2014, quattro anni dopo la scomparsa e l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, sparita nel nulla il 26 novembre 2010 da Brembate Sopra. Il suo corpo fu trovato tre mesi dopo in un campo a Chignolo d’Isola, con evidenti segni di violenza.

A collegare Bossetti alla scena del crimine fu una traccia di DNA maschile isolata sui leggings della ragazza. Il profilo genetico, inizialmente anonimo, fu ribattezzato “Ignoto 1” e divenne il fulcro di un’indagine genetica su scala nazionale.

Come fu scoperto Ignoto 1: il Dna e la rivelazione sui genitori

La svolta arrivò tramite una mappatura genealogica: partendo dal DNA parzialmente compatibile di Damiano Guerinoni, si risalì a suo padre, Giuseppe Guerinoni, ex autista di pullman morto nel 1999. Ma chi era la madre?

Un gigantesco screening su oltre 20.000 donne portò a Ester Arzuffi, madre di Bossetti. Le analisi dimostrarono che Massimo Bossetti era figlio biologico di Guerinoni, e il suo profilo genetico coincideva perfettamente con quello di Ignoto 1. Confrontato il suo DNA con la traccia su Yara, il match fu totale.

“Ignoto 1” torna in TV: cosa fa oggi Massimo Bossetti in carcere, 11 anni dopo la condanna per l’omicidio di Yara
“Ignoto 1” torna in TV: cosa fa oggi Massimo Bossetti in carcere, 11 anni dopo la condanna per l’omicidio di Yara  (ansa)

Le prove a carico di Bossetti oltre al DNA: fibre, celle telefoniche e bugie

Oltre all’identificazione genetica, gli inquirenti misero insieme altri tasselli che inchiodarono Bossetti:

  • Fibre compatibili con il furgone usato da Bossetti furono trovate sui vestiti di Yara.

  • Il suo cellulare agganciò celle telefoniche nella zona di Brembate Sopra proprio nel giorno della scomparsa.

  • Fornì un alibi falso, sostenendo di essere a casa, versione poi smentita.

Secondo gli investigatori, conosceva Yara solo di vista, avendola incrociata vicino alla palestra. Non ci fu mai alcun legame diretto o relazionale tra i due.

Bossetti oggi: il carcere, la famiglia tra moglie e i tre figli, la lotta per la revisione

In carcere, Bossetti continua a dichiararsi innocente e a chiedere la revisione del processo, finora sempre respinta. Intanto, mantiene un rapporto saldo con la moglie Marita Comi, che non l’ha mai abbandonato. Nonostante il clamore del caso, Marita vive lontano dai riflettori con i tre figli, ora adulti. L’unico segnale pubblico è arrivato nella docuserie Netflix Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio, in cui ha detto: “Io sono ancora ferma a quel giorno di giugno in cui lo arrestarono. Ero in cucina e piangevo”.

 

La presenza a Belve Crime: una nuova occasione per raccontarsi insieme ad altri ospiti

Nella prima puntata di Belve Crime, in onda stasera su Rai2, Massimo Bossetti torna davanti alle telecamere. Un’intervista intensa e controversa condotta da Francesca Fagnani, preceduta dal racconto di Stefano Nazzi, autore del podcast Indagini. Accanto a lui, anche Tamara Ianni, Eva Mikula e Mario Maccione, volti legati ad altri casi di cronaca nera italiana.

Sarà l’occasione per riaprire un dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni, e ascoltare la versione dell’uomo che, a distanza di 11 anni dall’arresto, continua a dichiararsi innocente.