“Pace, pace, pace…”: il primo discorso di Papa Leone XIV verte su un punto fondamentale
Papa Leone XIV, il primo pontefice statunitense, lancia dal Vaticano un appello globale alla pace e all’unità, evocando il Perù, citando Papa Francesco e Sant’Agostino, ma evitando l’inglese. Salvate l'articolo per rileggere il discorso integrale.
Papa Leone XIV si affaccia alla Loggia centrale della Basilica Vaticana e pronuncia dieci volte la parola pace nel suo primo discorso da pontefice. Un messaggio potente che richiama l’uguaglianza di tutti i popoli e la fine delle divisioni. L’invito è a costruire ponti.
Leone XIV, il Papa della pace: nel suo discorso la parola è nominata 10 volte
Il primo discorso di Papa Leone XIV, integrale
“La pace sia con voi”: il saluto che ha aperto un pontificato
Con la frase “La pace sia con voi”, ripetuta ben sei volte, Papa Leone XIV ha lasciato un’impronta nei primi minuti del suo pontificato. Un’esortazione che echeggia con forza in un mondo spaccato da guerre e diseguaglianze. Il nuovo Papa, al secolo Robert Francis Prevost, si è affacciato alla Loggia centrale della Basilica di San Pietro alle 19.02 di giovedì 8 maggio, davanti a decine di migliaia di fedeli. Il suo messaggio è chiaro: "Una pace disarmata, disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti, incondizionatamente".
Le parole di Leone XIV risuonano come una chiamata a deporre le armi e i pregiudizi. Rimaniamo a chiederci dell’Ucraina e il massacro in Palestina, anche se l'allusione non è mai esplicita: “Tutti i popoli, tutta la terra” sono stati inclusi nella sua invocazione alla pace.
Chi è Papa Leone XIV: il primo pontefice nato negli Stati Uniti
Robert Francis Prevost, agostiniano, classe 1955, nato a Chicago da una famiglia di origini europee, è il 267° Papa della Chiesa Cattolica. Ma è anche il primo a venire dagli Stati Uniti e il primo a scegliere il nome Leone XIV, un richiamo alla tradizione. La sua storia personale è un ponte tra Nord e Sud America: nato a Chicago, missionario in Perù, conoscitore delle sfide del continente con il maggior numero di cattolici nel mondo. Nel suo curriculum spiccano l’impegno formativo, le missioni in America Latina e una lunga esperienza nella Curia romana. Dal 2023 era a capo del Dicastero per i Vescovi. Una figura di mediazione, con una forte impronta spirituale e accademica.
Un discorso in tre lingue, ma niente inglese
Nel suo primo discorso da Papa, Leone XIV ha parlato in italiano, ha ricordato il Perù in spagnolo e ha impartito la benedizione in latino. Nessuna parola in inglese, la sua lingua madre. Forse un gesto di apertura a una dimensione universale, più cattolica che americana.
Costruire ponti, non muri: l’appello per l’unità
"Aiutateci a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro" – ha detto il Papa. E ancora: "Unendo per essere un solo popolo, sempre in pace". Le sue parole sembrano cucite per la contemporaneità: dialogo, incontro, unità, popoli. Senza mai nominarli, richiama i conflitti dimenticati, le crisi ignorate, e lo fa con la forza dell'amore come unica vera arma.
Una Chiesa missionaria: “vicina a chi soffre”
L’aggettivo più usato da Papa Leone XIV? Missionaria. Il suo discorso è un manifesto per una Chiesa che non sta chiusa nei palazzi, ma che esce, ascolta, soccorre. "Vogliamo essere una Chiesa vicina a coloro che soffrono". Una frase che, nel giorno della supplica alla Madonna di Pompei, risuona come una preghiera.
Lui stesso si definisce “figlio di Sant’Agostino” e riprende una delle frasi più celebri del Santo: “Con voi sono cristiano, per voi Vescovo”. Un riferimento che riporta al centro la spiritualità dell’accoglienza e della compassione, cardini del messaggio agostiniano.
Le parole su Francesco: “Dio ci ama tutti. Il male non prevarrà”
Il Papa ha voluto ringraziare il suo predecessore, Papa Francesco, raccogliendone il testimone spirituale: "Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione. Dio vi ama tutti. E il male non prevarrà: siamo tutti nelle mani di Dio". È una frase potente, che va letta anche come un richiamo alla resilienza collettiva. Un incoraggiamento a non arrendersi alle tenebre, a rimanere uniti anche quando il mondo vacilla.
Il profilo del nuovo Papa: tra dialogo, mediazione e qualche ombra
Missionario, professore, amministratore: Leone XIV è un uomo dal profilo pragmatico. È progressista su temi come povertà, clima, migrazione, ma resta più conservatore su diritti civili, donne nella Chiesa e comunità LGBTQIA+.
Due ombre segnano il suo passato: in Perù, è stato accusato di non aver allontanato due sacerdoti accusati di abusi; a Chicago, di non aver segnalato la vicinanza di un prete problematico a una scuola. Non sono mai partiti procedimenti formali, ma le domande restano.
I simboli forti: agostiniano, peruviano, figlio delle Americhe
Dall’Illinois a Chiclayo, da Sant’Agostino a Maria di Pompei: la biografia di Leone XIV è un mosaico simbolico. È forse il meno americano tra i Papi USA, ma anche il più rappresentativo della Chiesa globale.
Nel suo discorso ha sottolineato l’importanza della Chiesa sinodale, cioè una Chiesa che cammina insieme, in ascolto reciproco. E ha invocato la preghiera finale dell’Ave Maria come gesto di affidamento, ricordando che “Maria vuole sempre camminare con noi”.
Il testo integrale del discorso
"La pace sia con tutti voi. Fratelli, sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel nostro cuore, le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi. Questa è la pace di Cristo risorto. Una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio. Dio che ci ama tutti incondizionatamente.
Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole, ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediva a Roma. Il Papa che benediva Roma dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero. Quella mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione. Dio ci vuole bene. Dio vi ama tutti e il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi, gli uni gli altri, a costruire i ponti con il dialogo, con l’incontro, unendo per essere un solo popolo, sempre in pace. Grazie a Papa Francesco. Voglio ringraziare anche tutti confratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro.
Camminare insieme a voi come chiesa unita, cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura per proclamare il Vangelo, per essere missionari. Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano che ha detto: “Con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso, possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che il quale, la quale Dio ci ha preparato. Alla chiesa di Roma un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme come essere una chiesa missionaria, una chiesa, una chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le faccia aperte a tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo, l’amore. E se mi permettono anche una parola, un saluto a tutti, in modo particolare al Perù. Un popolo fedele ha accompagnato dal suo Vescovo, ha condiviso la sua fede, tanto, tanto, essendo chiesa fedele di Cristo.
A tutti voi fratelli e sorelle di Roma, di Italia, di tutto il mondo, vogliamo essere una chiesa sinodale, una chiesa che cammina, una chiesa che cerca sempre la pace, cerca sempre la carità, cerca sempre di essere vicino, specialmente a coloro che soffrono. Oggi il giorno della supplica alla Madonna di Pompei. Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione, il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi.
Preghiamo insieme per questa nuova missione, però per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo, e chiediamo questa grazia speciale di Maria, nostra madre.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte. Amen."
Papa Leone XIV, 8 maggio 2025.