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Scoperti cinque casi di HIV dopo il "lifting del vampiro": cos'è il trattamento estetico fatto anche da Kim Kardashian

Cos'è il lifting del vampiro e quali sono i rischi 

La vicenda avvenuta in una clinica senza licenza medica per realizzare il trattamento, i cui rischi non sono ancora del tutto conosciuti e che suscita pareri contrastanti.

Sempre alla ricerca di nuovi metodi e tecnologie per ringiovanire la pelle, soprattutto il viso, il lifting del vampiro è una pratica diventata famosa diversi anni fa e pubblicizzata anche da diverse star. In New Mexico, cinque clienti che si sono sottoposte al trattamento di bellezza sono tuttavia risultate positive all'HIV. Ma cos'è il lifting del vampiro, cosa comporta e quali sono i rischi? Ce ne parla anche il video qui sotto:

Video - "Body Shopping": il docufilm sulla chirurgia estetica

Cinque casi di Hiv dopo il lifting del vampiro

In New Mexico, ad Albuquerque, il Dipartimento della Salute ha individuato cinque casi di positività al virus dell'HIV. Questi casi sono emersi tra quattro clienti di un centro estetico, insieme al partner di una di loro e la scoperta è stata il risultato di un'indagine condotta dal Dipartimento in collaborazione con i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti. Nel 2018, una donna è risultata positiva all'HIV nonostante non avesse rapporti sessuali al di fuori della sua relazione stabile, non facesse uso di droghe e non fosse stata sottoposta a trasfusioni: per esclusione, l'indagine ha portato all'identificazione del centro estetico in cui la donna si era sottoposta al lifting del vampiro.

Cos'è il lifting del vampiro

Il trattamento di bellezza noto come lifting del vampiro è in realtà una procedura chirurgica il cui vero nome è Plasma Ricco di Piastrine, o PRP. La procedura utilizza il sangue del paziente da cui vengono estratte le piastrine tramite centrifugazione, da cui deriva il nome. Dopo l'estrazione, le piastrine vengono trattate con il plasma e iniettate sottopelle: l'obiettivo principale della tecnica è migliorare il tono della pelle, ridurre le rughe e ringiovanire il viso grazie ai fattori di crescita rilasciati dalle piastrine. Tuttavia, le opinioni sulla sua efficacia sono alquanto contrastanti.

Cos'è il lifting del vampiro 

Perché si chiama lifting del vampiro

Ma perché la procedura ha preso un nome così curioso come lifting del vampiro? Il nome è dovuto al suo aspetto temporaneamente "sanguinolento" a seguito della procedura: è infatti comune la comparsa di chiazze rosse sul viso, come se il sangue iniettato trasudasse dalla pelle. Il lifting del vampiro ha guadagnato popolarità anche grazie alla promozione di celebrità sui social media. Kim Kardashian, ad esempio, nel 2015 condivise una foto su Instagram dopo aver subito il trattamento.

Quali sono i rischi del lifting del vampiro

Il lifting del vampiro è una procedura mini-invasiva e non ci sono quindi particolari effetti collaterali, anche se non sono ancora stati realizzati studi completi a lungo termine. Tuttavia, sebbene sia considerato sicuro quando eseguito in centri autorizzati, ci sono rischi significativi se fatto in strutture non conformi alle norme di sicurezza, poiché coinvolge l'uso del sangue e dispositivi per l'iniezione. Ed è stato proprio il caso delle cinque persone che hanno contratto l'HIV negli Stati Uniti.

Quali sono i rischi del lifting del vampiro 

Il caso HIV dopo il lifting del vampiro

Il caso delle cinque persone risultate positive all'HIV dopo essersi sottoposte al lifting del vampiro è emerso dopo un'indagine condotta tra il 2018 e il 2023. La clinica presso cui si sono recate è risultata senza la necessaria autorizzazione medica per realizzare il trattamento, mettendo così a rischio la salute dei clienti. Inoltre, dai sopralluoghi sono emerse molte altre infrazioni come provette di sangue senza etichetta conservate insieme al cibo, siringhe disperse su banconi e in cassetti e mancanza di un sistema di sterilizzazione adeguato. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla mancanza di un registro completo dei clienti, per cui è stato necessario diverso tempo per contattarli e avvertirli del rischio di HIV, dopo la chiusura del locale e l'arresto della proprietaria.