Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Ma quale utopia Aggiornato il: 3 minuti di lettura

La scelta di abitare senza uomini

Tra cohousing e sorellanza: Jude Tisdall vive a New Ground, a nord di Londra, insieme ad altre 26 donne. 
Ma "non chiamateci utopia femminista", dice, "è questione di amicizia e cura reciproca"

di Eugenia Nicolosi
La scelta di abitare senza uomini

"Vivo con altre 26 donne in un alloggio esclusivamente dedicato alle donne ma non è un'utopia femminista", racconta una delle residenti di New Ground: comunità di cohousing nata ormai diversi anni fa a nord di Londra. "Ci prendiamo cura l'una dell'altra e nessun uomo vive con noi".

Il cohousing di New Ground

È stato creato dalla rete di cohousing nel 2016 e le residenti hanno un'età compresa tra i 58 e i 94 anni. A raccontare la vita in questo spazio è Jude Tisdall, che mette l'accento su cosa significa abitarci. "Avevo 66 anni e avevo appena iniziato a pensare a come avrei vissuto con l'avanzare dell'età. Ero già stata sposata, mia figlia era cresciuta e anche i miei nipoti erano cresciuti. Avevo sentito parlare del rischio di soiffrre di solitudine con l'invecchiamento: perché non importa quanti amici si abbiano, i legami sociali con l'età non possono che cambiare". La signora viveva già a nord di Londra, ma desiderava trovare una dimensione più simile a un piccolo villaggio che alla gigantesca metropoli che è la capitale dell'Inghilterra. Cercava un posto che fosse sempre a Londra ma in cui poter frequentare e poter contare su vicini e vicine di casa sempre a portata di mano. "Una comunità in cui ci si aiuta l'un l'altra", spiega. E un giorno ha sentito alla radio del progetto New Ground.

dividere la "casa" con 26 donne

Hanno un buon rapporto, dice. "All'epoca non cercavo necessariamente un cohousing. Non era nemmeno necessario che fosse per sole donne. I media l'hanno definita utopia femminista ma ho riso quando l'ho letto. È meraviglioso sotto molti aspetti, ma non è un'utopia, ma d'altronde la vita non lo è", sottolinea la donna.

Ogni residente del New Ground coousing ha il suo spazio: ognuna abita nel proprio appartamento privato con una, due o tre camere da letto e un posto auto, ma c'è anche una sala comune con un'enorme cucina condivisa, uno spazio esterno condiviso in cui praticano yoga settimanalmente, in cui alcune seguono lezioni di Tai Chi e poi è prevista una serata di cinema ogni due settimane. Si incontrano nelle varie case o nelle sale grandi per prendere il té o bere del vino, cenare, per organizzare uscite di gruppo o per dedicarsi alle attività di volontariato o agli hobby. 

Le residenti del New Ground di Londra
Le residenti del New Ground di Londra 

uomini banditi? no (ma quasi)

Alcune delle donne più anziane che hanno fondato il progetto provenivano da una generazione in cui gli uomini spesso cercavano di prendere il sopravvento e dominare le cose, le case e loro. Infatti gli uomini possono andare a trovare le loro amiche, ex mogli, sorelle, cugine, zie, madri ma non abitare al cohounsing in pianta stabile.. "Certo che ci piacciono gli uomini", ha risposto la residente a una domanda che le è stata posta durante una intervista. "Abbiamo fratelli, nipoti e amici, ma non possono essere proprietari né affittuari di uno degli appartamenti. È questo il bello di arrivare a una certa età.  Se avessi un partner, potrebbe ovviamente rimanere qui". 

Donne over 50 che chiedono solo pace

"Siamo un gruppo di donne sopra i cinquanta che hanno creato questa comunità a nord di Londra: in alternativa alla vita da sole, abbiamo vicinie amichevoli e disponibili". Questa è la brevissima descrizione che si legge non appena si raggiunge il sito web del New Ground. Un progetto innovativo che risponde alle sfide del mondo moderno: sostenere l'indipendenza delle persone più anziane che a loro volta rispondono a un nuovo modello di "anzianità".

Quasi tutti i Paesi del mondo stanno assistendo ad un aumento del numero e della percentuale di individui anziani all’interno della loro popolazione: un cambiamento che ha provocato cambiamenti nel modo in cui le famiglie sono strutturate e nel modo in cui le diverse generazioni interagiscono tra loro. In tal senso, sia il settore privato che quello pubblico dovrebbero iniziare a prodigarsi per creare piani abitativi che mirino a ridurre la solitudine e l’isolamento delle persone anziane senza minarne l'autostima e conservandone l'autodeterminazione e l'indipendenza. Come suggerisce la rete di cohousing del Regno Unito (di cui fa parte il centro New Griund) gli accordi di cohousing sono comunità intenzionali gestite dai o dalle residenti, che costruiscono degli spazi condivisi tra diverse case autonome. Il che significa mantenere un buon equilibrio tra privacy e vita di quartiere. Qualcosa che in chiave italiana ha un suo pregresso, se pensiamo ad alcune dinamiche del passato (e del presente).

trent'anni di cohousing

New Ground è stata fondata nel 1998 quando sei donne si sono unite con l'obiettivo di creare una comunità di cohousing per anziane. Dopo anni la comunità ha finalmente aperto i battenti nel 2016, offrendo 25 appartamenti (di cui otto destinati all'edilizia sociale) e spazi condivisi come giardini, un appartamento per gli ospiti dedicato ad amici e parenti e una casa comune in cui poter cenare insieme, guardare film e partecipare a varie attività. Hanno anche una serie di assistenti e professionisti responsabili delle finanze e della manutenzione degli edifici e del giardino.