Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Social media Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Dopo il caso Chiara Ferragni, l'Agcom introduce una stretta per gli influencer in Italia: ecco cosa cambia

Agcom linee guida influencer cosa cambia
Agcom linee guida influencer cosa cambia  (getty images)
Nuove linee guida e norme per le pubblicità e le collaborazioni sponsorizzate da aziende, mentre il governo lavora alla "legge Ferragni".
di Ileana Dugato

Dopo il Pandoro Gate che ha coinvolto Chiara Ferragni nelle ultime settimane, le luci dei riflettori sono tornare a puntare gli influencer e, nello specifico, le pubblicità sponsorizzate con brand e aziende e le iniziative benefiche. L'Agcom ha introdotto una stretta sul lavoro degli influencer, con nuove norme e linee guida, mentre il governo ha già proposto di lavorare a una "legge Ferragni" ad hoc per quanto riguarda social media, influencer e beneficenza. Ecco cosa cambia.

Lino Guanciale e l'amore in Forrest Gump: non possedere l’altro, ma averne cura

A chi si rivolgono le linee guida Agcom dopo Chiara Ferragni

Il caso giuiziario che ha coinvolto Chiara Ferragni - indagata per truffa aggravata a seguito della collaborazione con Balocco e il ricavato dei pandori da devolvere in beneficenza - l'opinione pubblica e le istituzioni sono tornate a concentrarsi sugli influencer e, soprattutto, sulla necessità di regolarizzare a livello legislativo il lavoro degli influencer tramite i social media.

Nello specifico, le nuove linee guida introdotte dall'Agcom riguardano gli influncer con un ampio raggio di ricezione. Si tratta di "un insieme di norme indirizzate agli influencer operanti in Italia che raggiungono almeno un milione di follower sulle varie piattaforme o social media su cui operano e hanno superato su almeno una piattaforma o social media un valore di engagement rate medio pari o superiore al 2%".

Le disposizioni, quindi, coinvolgono i creator di contenuti che hanno generato risposte dagli utenti, attraverso commenti o like, in almeno il 2% delle pubblicazioni. Le linee guida riguardano, nello specifico, le azioni per quanto riguarda la pubblicità, la salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui, dei minori e dei principi dello sport, includendo un sistema di richiami e di ordini mirati a eliminare o adattare i contenuti.

Cosa cambia con le nuove linee guida Agcom

Ma cosa dicono, quindi, le nuove linee guida dell'Agcom e cosa cambia per gli influencer in Italia? Secondo le linee guida appena introdotte, nel caso di contenuti che includono prodotti, è obbligatorio per gli influencer inserire una dichiarazione che chiarisca la natura pubblicitaria del contenuto in modo immediatamente riconoscibile. Le direttive prevedono anche l'avvio di un Tavolo tecnico per sviluppare un codice di condotta che stabilisca le misure cui gli influencer devono conformarsi.

Questo codice include "sistemi di trasparenza e riconoscibilità degli influencer", che devono essere facilmente identificabili e contattabili. Nel Tavolo tecnico parteciperanno anche attori che di solito non rientrano nel quadro normativo e regolamentare dell'Autorità, come coloro che operano come intermediari tra gli influencer e le aziende. Ciò consentirà di prendere in considerazione le esigenze di tali soggetti e di guidare le azioni, utilizzando le migliori pratiche nel settore, per garantire il rispetto delle regole.

L'Agcom conclude che questa iniziativa "segue altre iniziative nazionali adottate da altri Stati membri dell'Unione e è in linea con le analisi e le soluzioni proposte dal Gruppo dei regolatori europei dell'audiovisivo - Erga" riguardo alle attività degli influencer.

linee guida influencer
linee guida influencer  (getty images)

Cos'è la "legge Ferragni" ipotizzata dal governo Meloni

A seguito del caso che vede coinvolta Chiara Ferragni, anche il governo Meloni si è interessato alla questione beneficenza e influencer. Attualmente, sembra che il governo Meloni stia esaminando la possibilità di introdurre una legge che imponga alle aziende di divulgare in modo dettagliato le cifre associate alle loro iniziative benefiche e che è già stata ribattezzata "legge Ferragni".

Tra le opzioni considerate, vi è la richiesta di specificare se l'importo da devolvere è stato stabilito in modo arbitrario o se è legato alle performance delle vendite, indicando chiaramente la percentuale dei profitti destinata alla causa. Inoltre, si prospetta un aumento della trasparenza riguardo alle sponsorizzazioni, con l'intento di informare i consumatori sulla remunerazione dei testimonial nelle partnership commerciali.