Incoronata Boccia, vicedirettrice del Tg1, durante la trasmissione "Che Sarà" definisce l'aborto un delitto
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Le dichiarazioni della vicedirettrice del Tg1, Incoronata Boccia, durante la trasmissione Che sarà su Rai 3, condotta da Serena Bortone, hanno suscitato una tempesta di critiche e reazioni sui social e tra le parlamentari del Pd. Le sue parole, quali "l'aborto è un omicidio" e "stiamo scambiando un delitto per un diritto", sono state fortemente condannate da Cecilia d'Elia e Chiara Braga, che le definiscono rispettivamente vergognose e inaccettabili, in quanto offensive nei confronti delle donne e delle leggi.
Incoronata Boccia: “L’aborto è un delitto”
La vicedirettrice del Tg1 si scaglia contro l’aborto a Che Sarà
Durante la parte della puntata di Che sarà dedicata all'aborto, argomento al centro della discussione politica, Incoronata Boccia ha fatto dichiarazioni forti, sottolineando il rischio di scambiare un delitto per un diritto. Ha espresso preoccupazione riguardo all'emendamento della maggioranza di centrodestra e alle critiche sull'uso politico del Pnrr, che prevede l'opzione di coinvolgere soggetti del Terzo settore nell'organizzazione dei consultori, una mossa criticata dalle opposizioni che accusano il governo Meloni di voler introdurre associazioni pro-vita in queste strutture.
Dopo il caso Scurati, che la vicedirettrice ha definito come “un intellettuale militante che vuole raccontare un pezzo di storia”, Incoronata Boccia ha espresso la sua opinione sul diritto all’aborto. Ha ricordato anche che in Italia l'aborto è un diritto secondo la Legge 194, ma ha anche sottolineato la paura diffusa nel definire l'aborto un omicidio, citando le parole di Madre Teresa di Calcutta del 1979: "Quando le fu fatta la domanda su quale fosse il più grande dramma dell’umanità, con coraggio quella piccola donna disse l’aborto, non la guerra".
E ha continuato "Sto per pronunciare parole che mi rendo conto sono forti, e lungi da me giudicare le persone, le storie. Ma si giudica il principio. Stiamo scambiando un delitto per diritto. Qua si ha paura di dire – persino la politica ce l'ha – che l’aborto è un omicidio".
Incoronata Boccia e le critiche contro le affermazioni sulla Legge 194
Le dichiarazioni di Incoronata Boccia hanno suscitato diverse reazioni e critiche. Innanzitutto, la capogruppo alla Camera Chiara Braga ha sottolineato che chi offende le donne e le leggi non può continuare a ricoprire ruoli di responsabilità. Le parole sono state definite "inammissibili" da Braga e vengono contestate anche da Alessandra Maiorino del M5s, che le considera contrarie all'autodeterminazione della donna. Luna Zanella di Avs denuncia che tali frasi denigrano le conquiste delle donne e ignorano la legge dello Stato in modo categorico.
Reazioni immediate anche sui social network, dove molte persone hanno giudicato le dichiarazioni della giornalista inascoltabili, specialmente quando proponeva di cancellare l'aborto dall'albo dei diritti civili.
Inoltre, ha affermato di non considerare crudele il fatto di far ascoltare a una donna che sta per abortire il battito del cuore del bambino, paragonando tale situazione all'ipocrisia presente nelle esecuzioni capitali.
Chi è Incoronata Boccia, la vicedirettrice del Tg1
Incoronata Boccia è nata ad Abbasanta, in provincia di Oristano. Dal 2007 è sposata con Ignazio Artizzu, giornalista ed esponente politico di Forza Italia, attivo nel Consiglio Comunale e Regionale della Sardegna e caporedattore della Tgr Rai Sardegna.
Laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università La Sapienza ha iniziato a lavorare in televisione sostituendo Enrico Mentana al Tg5, per poi passare a La vita in Diretta durante la conduzione di Michele Cucuzza. Successivamente ha lavorato al Tg Regionale della Sardegna e a Uno Mattina Weekly su Rai1. Nel 2023 è stata nominata vicedirettrice del Tg1.
Cosa dice la Legge 194
La Legge 194, promulgata nel 1978, è conosciuta come la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza (IVG) in Italia. Questa legge stabilisce le condizioni e i termini entro i quali è consentito l'aborto nel paese. In sintesi, la Legge 194 permette l'aborto gratuito entro i 90 giorni di gestazione e se la gravidanza mette a rischio la salute fisica o mentale della donna, se è il risultato di uno stupro o di un incesto, o se ci sono gravi anomalie nel feto, ma anche in caso di problemi economici, sociali e familiari. L'aborto deve essere eseguito da personale sanitario qualificato in strutture autorizzate; inoltre, la legge prevede anche il sostegno e l'assistenza alle donne che decidono di portare avanti la gravidanza.
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