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Women in power Aggiornato il: 3 minuti di lettura

La storia dietro l’abbraccio con Jasmine Paolini: la rivincita di Sara Errani dopo la squalifica per doping

Mesi di inattività dopo che nel suo sangue le furono trovate tracce di un medicinale antitumorale con cui curava la madre; oggi Sara Errani, 37 anni, sta vivendo la sua rivincita, la ricompensa per non aver mai mollato. La sua impresa, insieme all'amica Jasmine Paolini, con cui si è scambiata un abbraccio emozionante, è valsa alle due donne e all'Italia la prima medaglia d'oro mai ottenuta nel tennis doppio.
di Maya Artusi Moro

Un oro scintillante a Parigi come mai prima d’ora: la prima medaglia d'oro alle Olimpiadi mai vinta dall'Italia nel doppio femminile di tennis, con il nome di Sara Errani e Jasmine Paolini. Il loro abbraccio commovente al trionfo ha davvero toccato il cuore di tutti, ma soprattutto chi sa che per Sara, questa vittoria rappresenta il riscatto di una vita. A 37 anni, dopo una squalifica per doping e numerose difficoltà, il trionfo l'ha ricompensarla per non aver mollato mai. Ma ora vi raccontiamo la sua incredibile storia.

Jasmine Paolini e Sara Errani: si festeggia la vittoria in doppio con il tuffo da un trampolino

Sara Errani e Jasmine Paolini oggi fanno la storia: l'abbraccio "'d'oro" tra le due atlete

Nessun abbraccio commuove più di quello che si sono scambiate le due tenniste alla fine della partita. In coppia, Jasmine Paolini e Sara Errani hanno conquistato tutto: Parigi, una medaglia nel tennis che all’Italia mancava da un secolo, un oro che non si era mai visto tra gli azzurri. L'idea di giocare insieme era nata quasi per scherzo, a tavola, al ristorante dopo gli Open di Francia. "Magari ci qualifichiamo alle Olimpiadi," avevano detto. E oggi, quel sogno nato per gioco è diventato una realtà storica.

Ma chi è Sara Errani e qual è la sua storia? 

Età, famiglia, vita privata, dove è nata e dove vive 

Sara Errani viene da Bologna, più precisamente da Massa Lombarda, dove è nata 37 anni fa. Quello è il paese in cui è cresciuta e per cui prova un amore, fortemente ricambiato: lo stesso paese che, per scaramanzia, ha deciso di riunirsi tutto insieme per guardare la finale, quella che è sfociata poi in una grande festa. La passione di Sara per il tennis nasce dalla storia della sua famiglia, in particolare dal legame con il padre Giorgio, con cui ha condiviso questa passione e con cui ha persino giocato in doppio misto in Inghilterra, quando lei aveva solo 11 anni. La famiglia è sempre stata il punto fermo per la donna: sono stati loro a sostenerla, con la loro vicinanza, anche durante il difficile periodo della squalifica per doping.

Sara Errani: amori, fidanzato, figli?

Non sono conosciuti molti dettagli sulla vita sentimentale di Sara Errani. La tennista, che ha sempre mantenuto un certo riserbo sulla sua vita privata, ha in passato dichiarato che la sua vita ha preso altre direzioni, concentrandosi sul tennis.

Una carriera nel tennis che conosce la sua gloria a 37 anni

Sara Errani è la dimostrazione vivente che l'esperienza è fondamentale per ottenere trionfi sportivi, e che non è necessario essere sotto i trent'anni per fare la storia dello sport. La sua carriera è un esempio di resilienza e determinazione: dai trionfi nei tornei del Grande Slam a una controversa squalifica per doping, vissuta ancora oggi come un'ingiustizia, Sara ha conosciuto sia la gloria che il rischio di vedere svanire i propri sogni. Nonostante le difficoltà, Sara non ha mai smesso di credere in se stessa, anche quando le dicevano che stava tentando un'impresa folle. Ha continuato a lottare, a provarci e riprovarci, fino a riuscirci: il suo viaggio perfetto si è completato con la vittoria nel doppio, raggiungendo l'apice della sua carriera con un career golden slam.

L’accusa di doping con i farmaci antitumorali della madre

In passato, Sara Errani ha temuto che non avrebbe mai più avuto l’opportunità di partecipare a un’altra Olimpiade. Nel 2017, il momento più difficile per lei: accusata di doping per tracce di Letrozolo nel suo sangue. Questo farmaco antitumorale era utilizzato dalla madre, con cui Sara viveva, e la tennista ha sempre dichiarato di non averlo mai assunto personalmente, sostenendo che la contaminazione fosse avvenuta tramite il brodo dei tortellini cucinati proprio da mamma.

La Federazione Internazionale Tennis (ITF) inizialmente accolse questa versione, imponendo una squalifica leggera di due mesi. Tuttavia, l'organizzazione italiana antidoping si appellò alla decisione, e Sara fu successivamente bandita per altri dieci mesi. Solo nel 2019 poté tornare in campo. "In quei momenti mi hanno abbandonata in molti, ma il tennis e la mia famiglia sono rimasti accanto a me," ha raccontato. "Avrei potuto lasciare, ma non ci ho pensato un attimo: il tennis è la mia vita. Ho sofferto, faticato, e sono ripartita dai tornei minori. Dicevano fossi pazza, e invece..."

A Tokyo 2021, Sara era incerta se sarebbe stata la sua ultima Olimpiade, ma oggi corona il sogno dell’oro, dimostrando la sua incredibile forza e determinazione.

I commenti sessisti alle Olimpiadi colpiscono anche Sara

Sara Errani non ha dovuto affrontare solo avversarie sul campo, ma anche un'altra battaglia fuori dal terreno di gioco: quella contro i commenti sessisti che l'hanno colpita durante la semifinale del 30 luglio. L’emittente radiofonica Radio Monte Carlo ha infatti trasmesso un commento assolutamente fuori luogo: "A sinistra c'è Sara Errani che comanda, fa tutto lei: i piatti, cucina, lava," accompagnato dalle risate compiacenti dei presenti in studio. Ma non è tutto. Questo episodio si inserisce in una serie di attacchi sessisti che hanno investito le atlete in queste Olimpiadi

Jasmine Paolini è stata etichettata come "la bellissima" dopo la sua performance eccezionale, come se stesse competendo ad un concorso di bellezza e non ad una gara sportiva; il commentatore Bob Ballard non ha mancato di far notare le sue opinioni sulla squadra di staffetta australiana, con frasi come: “Beh, le donne finiscono di truccarsi. Sapete come sono le donne... se ne stanno in giro a rifarsi il trucco.” Senza dimenticare le critiche gratuite a Simone Biles per i suoi capelli spettinati.

Questo è il vero doppio standard: mentre le conquiste sportive delle donne dovrebbero essere celebrate, la stampa e i commentatori continuano a concentrarsi ossessivamente sui loro corpi, sul loro stato civile e sulle loro vite private. Le atlete, invece di essere ammirate per i loro successi, vengono spesso ridotte a stereotipi di genere. È ora di cambiare narrazione e riconoscere le donne dello sport per il loro talento e le loro vittorie, piuttosto che per le frivolezze che circondano la loro immagine, come nel caso di Sara e Jasmine.