Tutte le polemiche delle Olimpiadi a partire da Claire Michel, l'atleta che ha contratto l'Escherichia coli dopo la gara nella Senna
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Non si arrestano i commenti per quanto sta accadendo nella capitale francese. Delle Olimpiadi così social non si erano mai viste, ma forse non si erano mai sentite tante critiche tutte insieme. Che cosa sta alzando il polverone? L'accoglienza insufficiente, il pessimo cibo o le pessime condizioni dell'acqua?
Olimpiadi di Parigi 2024: Claire Michel ricoverata dopo la gara nella Senna
Mercoledì 31 luglio aveva preso parte alla gara individuale di triathlon, ma ora non potrà più gareggiare. L'atleta belga Claire Michel, infatti, è stata ricoverata per un malore al centro clinico del Villaggio Olimpico e tutto sarebbe avvenuto dopo la sua prestazione alla gara, nuotata nella Senna compresa. Anzi, a dire il vero, pare proprio che sia stata quest'ultima a causarle il malessere, e ora il Belgio si ritira dalla prossima tappa (staffetta mista) prevista per oggi, lunedì 5 agosto.
Claire Michel ha contratto l'Escherichia coli? Ecco cosa sarebbe successo
L'episodio che ha coinvolto Claire ha riacceso inevitabilmente le polemiche sulle qualità dell'acqua della Senna, già finita nel mirino delle critiche pochi istanti dopo l'inizio delle Olimpiadi. Sono andate virali (purtroppo) le immagini di alcuni triatleti che dopo avere gareggiato e nuotato nel fiume francese hanno manifestato malori come vomito e nausea accasciandosi subito a terra. Il caso di Claire Michel è l'ennesimo e ad avere colpito l'atleta belga, molto probabilmente, è il batterio dell'Escherichia coli (assai presente nelle acque della Senna, specie dopo forti piogge).
Che cos'è l'Escherichia coli e quali sono i sintomi principali
"Specie batterica che vive normalmente nell'intestino umano e degli animali. Si trova naturalmente anche nell'ambiente, nelle acque e negli alimenti", si legge sul sito dell'ISS. L'Istituto fa chiarezza anche sulla natura e sulle conseguenze dell'Escherichia coli, scrivendo che "sebbene la maggior parte dei ceppi siano innocui per la salute umana, alcuni sono dotati di caratteristiche particolari che li rendono in grado di causare malattia, talvolta anche grave". Se contratto, questo batterio solitamente provoca: dolore addominale talvolta anche molto intenso, diarrea, nausea e vomito. Avere nuotato nella Senna (forse contaminata da Escherichia coli) è costato a Claire la comparsa di tutti questi sintomi.
La protesta belga contro l'organizzazione olimpica (e contro i francesi)
Un ritiro olimpico costa molto e fa indubbiamente rosicare. Claire dovrà riprendersi e tornare in salute, ma tutta la squadra belga dice addio al possibile podio, cosa che scatena la polemica. La protesta del Comitato olimpico belga è durissima: "Il Coib e il Triathlon belga sperano che si possano imparare lezioni per le future gare di triathlon. Pensiamo a giornate di allenamento che possano essere garantite, giornate di gara e forma chiari in anticipo e circostanze che non causino incertezze tra atleti, entourage e tifosi".
Ma chi è Claire Michel? Età, vita privata, carriera sportiva
Classe 1988, nata a Bruxelles, Claire è una grandissima atleta professionista di triathlon. Pensate che è vice-campionessa del mondo di Aquathlon del 2013 ed è stata nominata ben due volte atleta femminile dell'anno belga (2014 e 2015). Ha anche partecipato, rappresentando il Belgio, alle Olimpiadi di Rio del 2016. Insomma, una sportiva a 360°: passione e dedizione sono sempre stati gli elementi della sua vita. C'è da dire che lo sport l'ha respirato anche in casa: sua mamma Colette Crabbé, infatti, ha rappresentato il Belgio alle Olimpiadi di Montreal del 1976 nel nuoto. Claire è laureata e "masterizzata", come si è soliti dire in gergo: una donna fatta e finita e che oggi rappresenta il Brussels Triathlon Club.
Le altre polemiche delle Olimpiadi: Thomas Ceccon dorme fuori dall'hotel per il troppo caldo
Qual è la ricompensa per avere vinto i 100 metri dorso? Dormire nel parco del villaggio olimpico
Il nuotatore campione olimpico è diventato virale un'altra volta, ma non per la sua grande performance sportiva (o per il fisico, TikTok docet). Il giovane azzurro è stato ripreso dormire letteralmente sull'erba proprio nel parco del Villaggio Olimpico e le immagini, ovviamente, hanno fatto il giro del web in men che non si dica. Il motivo di questa scelta, forse considerata dai più "estreama" o "insolita" è solo e solamente uno: il troppo caldo. A quanto pare nell'hotel che ospita gli atleti mancava l'aria condizionata e la situazione era diventata insostenibile, vergognosa, a detta di molti degli ospiti.
"La verità è che mi ero appoggiato lì per stare un po' per i fatti miei e basta"
Thomas Ceccon ha parlato della foto dicendo di non sapere chi l'avesse scattata (pare sia stato il canottiere arabo Husein Alireza) e ha raccontato di essersi appoggiato lì per stare un po' per conto suo e per riposarsi e per "fare ordine", ma i ricordi legati all'esperienza dell'hotel non sono proprio ottimi, proprio come il cibo. Il nuotatore, infatti, si era lasciato andare a qualche forte dichiarazione: "Adesso non sto a dirvi cosa c'era e cosa non c'era nel villaggio, però soprattutto per un evento così importante per i primi 3-4 giorni magari puoi resistere. Però se ne passano dieci, col cibo che c’è, non è semplicissimo. È stato così, per molti ma non per tutti. Però ahimè, le difficoltà c'erano sicuramente".
Caldo, cibo non invitante, ma non togliete i muffin al cioccolato agli atleti!
Tra il caldo delle stanze, l'aria condizionata mancante, i "letti antisesso"... gli atleti e le atlete che si lamentano, Paltrinieri che ammette che questo villaggio olimpico si è rivelato "il peggiore" tra quelli frequentati finora, si aggiunge anche la questione "cibo". Sono tante le polemiche a riguardo: i piatti non sarebbero invitanti, le presentazioni ai limiti della sufficienza e i sapori discutibili. Una lamentela e un'insoddisfazione, ma a salvare una situazione traballante c'è lui: il muffin al cioccolato. Su TikTok è un'invasione di video e l'acquolina alla bocca viene spontanea. Insomma, in un mare di polemiche e un palato poco soddisfatto, è un dolce a mettere una toppa, o forse due.
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