La protesta degli attivisti in Lombardia a favore della carriera alias
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Lo strumento della carriera alias, introdotto da centinaia di istituti in tutta Italia per favorire il percorso scolastico di ragazzi e ragazze transgender, è sempre stato oggetto di attacchi da parte della politica, o meglio di quella parte che si definisce contro la presenza della cosiddetta "ideologia gender" nelle scuole.
Fratelli d'Italia ha così presentato una mozione in Lombardia, che intende fermare tutti quei presidi favorevoli alla creazione di un registro per le carriere alias all'interno dei propri istituti. La mozione al primo giro non ha trovato l'intesa di tutte le forze del centrodestra e, in occasione di una nuova discussione sul tema, gli attivisti hanno indetto una protesta davanti al palazzo della Regione.
Carriera alias nelle scuole: di cosa si tratta
In Italia l'iter burocratico per la riassegnazione del sesso per le persone transgender è a dir poco estenuante. La riassegnazione di sesso e genere anagrafico è consentita dalla legge apposita del 1982, ma i paletti e i tempi della burocrazia sono estremamente dilatati. E si applicano alle persone maggiorenni.
Per i ragazzi e le ragazze transgender minorenni, infatti, non c'è la possibilità di procedere legalmente al cambio di sesso e genere, in quanto è richiesta anche un certificato medico che attesta il cambio di sesso, possibile solo al compimento dei 18 anni.
I casi in cui i minorenni dichiarano di essere transgender, tuttavia, sono in costante aumento e per far fronte alle loro necessità è stata introdotta la possibilità della carriera alias all'interno del percorso scolastico. Non si applica solo alle scuole dell'obbligo, ma anche all'università, e permette di registrarsi con un nome fittizio scelto dagli studenti che corrisponde al genere con cui si identificano.
I più recenti studi hanno dimostrato che l'utilizzo delle carriere alias ha un effetto positivo sulla salute mentale degli studenti transgender, permettendogli di vivere in modo più sereno il proprio percorso scolastico attraverso il riconoscimento formale del genere con cui più si identificano.
Carriera alias: gli attacchi del centrodestra
Da quando le carriere alias sono state introdotte qualche anno fa, il centrodestra ha attaccato la scelta degli istituti, sostenendo che si tratti di un'agevolazione della cosiddetta "ideologia gender". Anche l'attuale Governo, quindi, si pone contro l'uso della carriera alias e con una mozione ha provato a ostacolare i presidi che la accettano.
La mozione è stata presentata dal deputato di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini al consiglio regionale della Lombardia lo scorso luglio, ma era stata poi ritirata dallo stesso presentatore. La mozione contro le carriere alias nelle scuole è stata però nuovamente calendarizzata per l'11 settembre, con una nuova discussione in programma.
Negli scorsi giorni, Luca Paladini, fondatore dell'associazione LGBTQ+ I Sentinelli di Milano, aveva denunciato la mail che Pietro Macconi consigliere di FdI in Lombardia, ha inviato ai dirigenti scolastici lombardi, avvisando della mozione. Paladini ha definito la mail irrituale, sottolineando come l'intervento del Ministero sulla carriera alias possa avere gravi conseguenze sugli studenti transgender.
Nella mail, Pietro Macconi scrive: "La richiesta al ministero è di intervenire in ragione del contrasto alla diffusione della carriera alias nelle scuole, che desta giusta preoccupazione nelle famiglie, attesa l’innaturale ideologia volta alla fluidità di genere".
Carriera alias: la protesta contro la mozione di FdI
Come era accaduto lo scorso luglio, quando la mozione è stata presentata, gli attivisti hanno indetto un'altra protesta contro la mozione, che si terrà proprio l'11 settembre alle ore 18 davanti al palazzo della Regione Lombardia. Presenti alla protesta diverse associazioni per i diritti LGBTQ+, tra cui I Sentinelli di Milano di Luca Paladini, che è ora consigliere regionale, insieme a Michela Palestra di Patto Civico. La speranza è che la mozione non venga approvata, soprattutto così a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico.
Presente anche Guglielmo Giannotta, presidente di Acet, l'Associazione per la cultura e l'etica transgender, che ha sperimentato in prima persona gli effetti e i benefici della carriera alias. Come riportato da Repubblica, Giannotta ha affermato:
"Le scuole devono mettere tutti gli studenti nella condizione di avere lo stesso diritto di accesso allo studio. Chi va tutti i giorni in un luogo dove la propria identità non viene rispettata, specie se questo luogo è la scuola dove si studia e ci si prepara alla vita e al lavoro, rischia di essere preso in giro, bullizzato, di non avere un buon rapporto con i prof. La carriera alias serve proprio a evitare questo e a riconoscere l’identità dello studente. Per questo è molto grave ciò che sta facendo Fratelli d’Italia con quella mozione ideologica che vuole solo intimidire i presidi che portano avanti gli strumenti per riconoscere una tutela di tutti gli studenti"
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