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Valentina Ferragni racconta la sua SS24: il trionfo dell’estate â la italiana

Valentina Ferragni racconta la sua SS24: il trionfo dell’estate â la italiana
(courtesy of valentina ferragni )

Veste, diverte, non passa inosservata, ammicca con sensuale ironia: è la nuova collezione SS 24 di Valentina Ferragni Studio

di Arianna Chirico

In un nuvoloso pomeriggio milanese, Valentina Ferragni, influencer e imprenditrice di notevole fama, si apre ad una conversazione spontanea, con una dolcezza e allegria che contrastano nettamente con il grigio esterno. Con questa intervista, esploriamo i segreti della sua nuova collezione e le sue sfaccettature più personali. Consapevole e determinata, appassionata e autentica, Valentina ha dato voce al suo estro, declinandolo in collezioni gioiello che parlano delle sue passioni.

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Com’è nata la SS 24?

Questa collezione nasce dalla nostalgia provata quando si ritrovano nei cassetti della propria adolescenza, tutti i gioielli indossati durante quella fase della propria vita. Nostalgia del passato, di una spensieratezza libera, di uno stile superato ma d’ispirazione, in un mix di emozioni intrinsecamente connesse ad un sentimento di gioia. Una nostalgia serena

La SS 24 di Valentina Ferragni Studio si lascia ispirare da questi feelings e reinterpreta questa parure, tipica della nostra adolescenza e a tratti poco cool, estrapolandone tutti i punti di forza.

Nasce un connubio tra passato e presente, che connette i ricordi con il gusto e lo stile contemporaneo. 

Ad esempio, la nuova collana Penny nasce dalla combinazione di due collane diverse, trovate nel cassetto dei ricordi, legate l’una all’altra in una metafora che rende il passato nuovamente attuale. Un inno all’iconografia pop dell’adolescenza si manifesta anche per l’orecchino Poppy, in cui un triangolo geometrico sostiene ciliegie e fragole nei colori rosa e verde baby, e per la collana Teddy, impreziosita da giocosi charms a forma di orsacchiotto e cornetto della buona sorte placcati in oro, che sono un chiaro richiamo ai gioielli che indossavo da piccola, reinterpretati però in chiave moderna.

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(courtesy of valentina ferragni studio)

Cosa non possiamo perderci di questa nuova collezione?

Per la prima volta, da Valentina Ferragni Studio, entra in gioco la possibilità di personalizzare il proprio gioiello grazie a ciondoli con iniziali dal design bombé, che richiamano i font di tendenza di inizio millennio, impreziositi da sottili pavé di zirconi incastonati per esaltare la silhouette dello charme. Le iniziali sono presenti nella collana Penny, caratterizzata dalla catena a maglia intrecciata ed asimmetrica, che viene venduta in dotazione di un laccio nero morbido che offre più possibilità di styling, e nel mono-orecchino Maggie.

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(courtesy of valentina ferragni studio)

Un altro elemento a cui sono molto affezionata è il cuore, che diventa portante per gli orecchini Candy, dalla struttura apparentemente piena, ma svuotata, per rendere il gioiello più comodo e leggero, con zircone incastonato al centro. La vena romantica investe gli orecchini pendenti Sweety, anche loro a forma di cuore, in questo caso attraversato da una piccola freccia ricoperta da zirconi. Cindy è il choker perfetto da indossare in ogni occasione della giornata. Per favorire e agevolare l’utilizzo delle collane in abbinamento alle altre della collezione, per uno styling all’insegna del layering, sono state realizzate di diverse lunghezze e strutture materiche, così da evitare la sovrapposizione tra loro.

Una new entry a cui sono particolarmente affezionata è il baciamano Lea, una novità assoluta nella gioielleria italiana che viene dalla tradizione araba. É un accessorio sexy, ma anche sbarazzino, che veste elegantemente la mano. Abbiamo studiato a lungo il suo design, fino ad ottenere la sua versione migliore, comoda e versatile. Siamo molto esigenti!

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(courtesy of valentina ferragni studio)

L’attenzione ai dettagli è sicuramente enfatizzata anche dalla scelta di una produzione completamente Made in Italy.

Si, i nostri gioielli, in argento 925 placcato oro, sono tutti realizzati artigianalmente presso i laboratori del brand nell’eccellenza del distretto orafo di Arezzo; quindi completamente Made in Italy. Una peculiarità di cui andiamo molto fieri e che ci rende molto orgogliosi. Ci teniamo molto ad istruire le persone su ciò che questo significa realmente: all'inizio di questa avventura,  ci siamo trovati a far fronte a molte critiche sui prezzi dei prodotti, imposti non da libere scelte, ma da una produzione meticolosa e artigianale. Quindi abbiamo scelto di mostrare attraverso dei video, le modalità dei nostri processi creativi, offrendo al customer la possibilità di scoprire le minuzie che li contraddistinguono, dai materiali alla preziosità delle mani artigiane che ne curano tutti i dettagli e che rendono ogni creazione unica e speciale.

Cos’è per te Valentina Ferragni Studio? Come è iniziata questa avventura e perché hai puntato proprio sui gioielli?

Ho sempre amato i gioielli, lì indosso praticamente da sempre, ma mi sono realmente avvicinata al mondo della gioielleria, quindi in una maniera professionale, quando ho avuto l’occasione di firmare delle collaborazioni con altri brand. Mi è piaciuto molto mettermi alla prova da un punto di vista creativo e una volta concluse le collabo, ho sentito la necessità di creare qualcosa di mio che avesse una continuità nel tempo e che soprattutto potesse sposare il mio gusto, il mio stile e la mia personalità, ma anche quelli di Alessandra Osio, la mia partner in quest’avventura. Il nostro obiettivo è quello di creare dei gioielli divertenti, giocosi, sbarazzini, ma anche glamour e alla moda, senza mai dimenticare la qualità.

Il mondo dei gioielli ci piace perché è inclusivo e democratico: puoi parlare a chiunque senza problemi di taglie, di genere o di età. 

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(courtesy of valentina ferragni studio)

Qual è il fil rouge che unisce tutte le collezioni Valentina Ferragni Studio?

Il fil rouge delle collezioni Valentina Ferragni Studio è rappresentato dall’orecchino Uali, che diventa anche charme mini per la collana Teddy o parte dell’orecchino Maggie, un modello che si indossa singolarmente e che unisce la forma Uali ad un ciondolo a forma di lettera.

Uali per questa SS 24 viene presentato in una palette cromatica nuova, pur mantenendo come continuativa quella già precedentemente in commercio. La nostra signature si traduce proprio nel colore, con il quale vengono impreziositi i nostri gioielli: ogni items viene definito a mano e questo rende ogni charme diverso ma unico, proprio per l'artigianalità di cui si caratterizzano. Attraverso queste note di colore, il nostro desiderio è di regalare allegria a chi sceglie di indossare le nostre creazioni, per uno stile spensierato e divertente, dinamico e versatile, ma anche chic. 

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(courtesy of valentina ferragni studio)

Quali sono le principali fonti di ispirazione?

Le nostre ispirazioni derivano davvero da ogni cosa: guardiamo principalmente ai trend del momento, a quello che più ci piace, a quello che ci fa provare emozioni. Devo dire che io mi lascio prendere sempre la mano da tutto ciò che mi circonda e spesso tiro fuori idee mentre stiamo già scattando la collezione, perché vorrei sempre creare qualcosa in più. I gioielli che creiamo rispecchiano tutto quello che mi piace: li indosso sempre per i red carpet o per occasioni importanti.

Alessandra Osio: “Probabilmente il leitmotiv di Valentina Ferragni Studio è proprio l’anima di Valentina, che dà un indirizzo coerente a tutto ciò che creiamo”.

Hai un pubblico notevole e per molti sei tu stessa una fonte di ispirazione, grazie al tuo lavoro di influencer e imprenditrice. Cosa ti rende più fiera di quello che sei?

Da quando è nato Valentina Ferragni Studio, sono super orgogliosa del lavoro che stiamo facendo e vado fiera della notorietà che sta acquistando il brand al di là della mia immagine. Mi capita spesso di vedere in giro persone che indossano i miei gioielli che non sanno nemmeno chi io sia e questo mi lusinga maggiormente, perchè mi fa pensare che il mio gusto è condiviso e apprezzato incondizionatamente.

Spesso sui social ti sei esposta su temi delicati, quali la salute e la body positivity, avvicinandoti ai cuori di molti. Qual è la parte più bella e quella più difficile di avere una voce così forte?

É sicuramente bellissimo, perchè si ha la possibilità di dare voce a delle tematiche a volte trascurate e condividere gioie e preoccupazioni ed empatizzare con chi è più vicino. Allo stesso tempo però, può risultare complicato, perché non sempre la tua audience è disposta a comprendere il tuo punto di vista.  Cerco sempre di riflettere bene sugli argomenti da trattare, per evitare che le persone possano trarre conclusioni sbagliate, che innescano misunderstanding e polemiche sterili e ingiustificate. Provo sempre ad essere me stessa, a condividere le mie visioni più sincere e autentiche, intervenendo quando so di avere padronanza di una determinata questione.

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(courtesy of valentina ferragni )

Come affronti invece critiche e haters? 

Provo sempre a non farmi colpire troppo da quello che viene detto. Sono sicuramente aperta alle critiche costruttive, a riconoscere quando sbaglio, a prenderne atto e a migliorare lì dove possibile. É necessario invece non farsi scalfire dagli haters, che attaccano per il semplice gusto di farlo, perché quello non porta mai a nulla di buono. Nessuno dovrebbe ostinarsi e lottare per piacere a tutti. 

Ho imparato che è salvifico nonché fondamentale piacersi e stare bene con se stessi: il rapporto con il mondo dipende maggiormente da questo. Sono comunque molto grata a tutte le persone che mi sostengono e che mi amano per il loro affetto e supporto.

Da donna, circondata da una famiglia piena di donne che si sostengono vicendevolmente, hai un pensiero che ti piacerebbe condividere con quella parte del genere femminile che si ostina ad essere sempre antagonista e mai solidale?

É un discorso molto complesso: ci hanno insegnato a lungo ad essere l’una l’avversaria dell’altra. A mettersi in guardia da chi lavora ad un bel progetto o a guardare con sfida un’altra donna, per la paura che questa possa essere migliore di te. La realtà però è che nel 2024 questa tipologia di considerazioni non è minimamente accettabile. Guardo con tenerezza questo genere di commenti, perchè mi rendo conto che siamo tutti esseri umani imperfetti, che trovano più semplice offendere un’altra persona che considerare i propri errori. Riconoscerli sarebbe già uno step verso il miglioramento. A pochi passi per volta ci riusciremo. Per fortuna ci sono già tante donne che si sostengono vicendevolmente e senza riserve.