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Tra scienza e fantascienza con l'estetica sci-fi: quando la moda si ispira al futuro

La recente collezione Haute Couture di Schiaparelli, immaginata da Daniel Roseberry, ha fatto parlare di sé ma le ispirazioni scientifiche e fantascientifiche non sono una novità nel mondo della moda. L’estetica sci-fi affascina i maggiori creativi già da molti anni a questa parte: le scoperte scientifiche si legano alle tematiche di fantasia per creare una vera e propria corrente estetica che si esplicita nel cinema così come nella moda.

 

Il fascino misterioso dello spazio, le atmosfere futuristiche, l’impatto della tecnologia e le creature extraterrestri, sono solo alcune tematiche che hanno ispirato il mondo della moda e nel corso del tempo sono state riprese ed interpretate nelle collezioni dei più influenti designer. 

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Tutto parte dagli anni ’60, con l’attitudine modernista affascinata dallo spazio e dalle nuove scoperte, e, negli anni che seguono, la scienza e anche la fantascienza continuano a ispirare le collezioni con differenti punti di vista che prendono come riferimento immaginari cinematografici quanto tematiche più sociali. La tecnologia e le figure aliene ispirano, così, anche la collezione Haute Couture di Schiaparelli, attraverso uno show che ha affascinato particolarmente il pubblico e la critica e che ancora oggi porta l’attenzione sul legame tra la moda e l’estetica sci-fi.

Space Age 

Le origini del legame tra moda e fantascienza: gli anni ’60 e il periodo Space Age

I fenomeni scientifici e fantascientifici hanno da sempre affascinato la letteratura e conseguentemente il cinema e hanno contribuito nel corso degli anni a creare un’estetica definita. I primi racconti fantascientifici risalgono circa ad inizio ‘900, precisamente nel 1926 è stata pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, Amazing Stories, una rivista di fantascienza ideata da Hugo Gernsback. Nel corso del tempo la science-fiction permea la cultura di massa, anche grazie a film come “Metropolis” o “Una donna sulla luna” e a romanzi come “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley e “1984” di George Orwell. É però negli anni ’60, un’epoca di fermento culturale, segnata da rivoluzioni sociali e innovazioni, che il fenomeno raggiunge un punto di svolta: la competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica, culmina con la conquista dello spazio, quando nel 1961 il sovietico Jurij Gagarin è il primo uomo a effettuare un volo spaziale e nel 1969 gli Stati Uniti organizzano il primo sbarco sulla Luna con Neil Armstrong e Buzz Aldrin. In questo contesto emerge un movimento che lascia un'impronta indelebile nella storia della moda: l'era Space Age che permea anche il cinema e la musica - emblematico in questo senso l’album “Space Oddity” di David Bowie . 

Paco Rabanne 1969 

Le collezioni più note a tema scientifico e fantascientifico 

Negli anni ’60, le silhouette degli abiti diventano audacemente futuristiche, le linee pulite e geometriche incontrano i materiali innovativi: PVC, vinile ma anche tessuti metallici,  suggeriscono un’estrema modernità. André Courrèges, che viene definito il pioniere dell’era Space Age, è il primo designer a interfacciarsi con l’estetica dello spazio e a definire il look da “Moon Girl”. Insieme a lui Pierre Cardin e Paco Rabanne, negli stessi anni, disegnano capi “per il mondo di domani”, ispirati dai viaggi spaziali e dal mistero delle creature extraterrestri. Negli anni ’80, Thierry Mugler si ispira alle stelle e ai pianeti. John Galliano per Dior, nel 2006, crea un immaginario a cavallo tra la cultura medievale e la fantascienza; Alexander McQueen, nel famoso Fashion Show “Plato’s Atlantis” che presenta creature tra mito e realtà, Valentino nell’Autunno Inverno 2015 con i ricami cosmici sugli abiti scuri. Nel 2017, Karl Lagerfeld per Chanel mette in scena il decollo di un razzo al Grand Palais di Parigi in chiusura della presentazione della collezione Autunno Inverno e Alessandro Michele trae ispirazione da Star Trek per la campagna della collezione Autunno inverno di Gucci.

Schiaparelli Haute Couture 

“Schiaparalien”, la collezione Haute Couture di Schiaparelli che attinge dall’iconografia cosmica

L’estetica Sci-Fi non smette di ispirare anche nel contemporaneo: Daniel Roseberry da Schiaparelli ha reinterpretato in chiave avanguardista i codici classici della storica Maison con la passione di Elsa Schiaparelli per il cosmo (ereditata dallo zio Giovanni Schiaparelli, direttore dell'Osservatorio di Brera a Milano), le atmosfere surreali e le creature immaginarie. La collezione Haute Couture, battezzata “Schiaparalien”, unisce il mondo ultra tecnologico, con chip, schede madri e calcolatrici, alle forme classiche della Couture e a riferimenti tipici del Texas, il paese natio di Daniel Roseberry da cui il designer trae la sua iconografia. Schiaparelli ci dimostra che la moda sci-fi non ha abbandonato le passerelle, continuando a essere reinterpretata e convivendo con diverse iconografie nello stesso momento.