Come mai le sneakers sono le scarpe più democratiche del fashion system?
Storia ed evoluzione di una calzatura che non ha genere, età e occasione d’uso
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Rudimentalmente definite anche scarpe da ginnastica, le sneakers sono le scarpe più indossate al mondo. In origine, il loro uso era limitato esclusivamente alle attività sportive, grazie alla loro suola comfy e prestante che si adattava a lunghe sessioni in movimento. Con il passare degli anni però, queste calzature vengono trasformate negli accessori di cui fruire in ogni momento della giornata, grazie alla loro essenza profondamente versatile. Oggi il mercato offre una proposta vastissima ed eterogenea di sneakers: dai modelli più classici e longevi, come quelli proposti da Converse, Adidas o Nike, a quelli più avantgarde e sperimentali, frutto di collabo tra brand sportivi e luxury, come le New Balance x Miu Miu alle sneakers realizzate con materiali innovativi o completamente ecosostenibili, come funghi o canna da zucchero.
Le origini delle sneakers
Le loro origini non sono chiarissime, ma secondo alcune testimonianze sono da attribuire ai nativi d’America che, durante i loro spostamenti o le interminabili battute di caccia, proteggevano i loro piedi applicando sulla pianta uno strato di lattice naturale. Questa consuetudine può essere tradotta come il primo prototipo di suola in gomma, seppur ad uno stato embrionale. É nel 1850 che in Inghilterra nacque ufficialmente la prima scarpa da ginnastica con una suola in lattice, resa estremamente resistente dal processo di vulcanizzazione, scoperto nel 1839.
Charles Goodyear, attratto dal potenziale di questa calzatura, mise a punto la lavorazione del caucciù e, così, iniziò a produrle in serie. Apprezzate dagli aristocratici per gli sport all’aria aperta, nel 1896, grazie alle Olimpiadi di Atene, la sneaker divenne un vero e proprio fenomeno di massa: i primi a comprenderne la versatilità furono i tennisti, poi i calciatori e gli atleti.
Vennero battezzate con il nome di sneakers, dal verbo to sneak, muoversi silenziosamente, proprio perché la loro suola di gomma le rendeva particolarmente silenziose rispetto alle calzature classiche: pare che fu un ufficiale di polizia britannico ad aver coniato per la prima volta questo termine, visto che permetteva a chi le indossava di sorprendere alle spalle le persone, rivelandosi quindi perfette per catturare i ladri.
I primi brand di sneakers diventati mainstream
Nel 1919 venne messo sul mercato il primo modello di scarpe da basket, prodotto da Marquis Converse chiamato Converse All-Stars. Il successo delle All Star fu senza precedenti e, nel 1923, Chuck Taylor approvò le scarpe, che automaticamente divennero note come Chuck Taylor All-Stars: oggi sono le sneakers più vendute di tutti i tempi. Nel 1924 divennero internazionali grazie a un uomo tedesco di nome Adi Dassler, che creò un paio di sneakers a cui diede il suo nome abbreviato: Adidas. Alle Olimpiadi del 1936, Jesse Owens, atleta afroamericano, vinse 4 medaglie d'oro con indosso un paio di Adidas. Il passaggio delle sneakers al mondo mainstream avvenne grazie a Michael Jordan, il migliore giocatore che l’NBA abbia mai conosciuto, che nel 1984, scelto come testimonial di Nike, contribuì al successo di una delle scarpe più famose di sempre, le iconiche Air Jordan.
Moda e democrazia
La passione per queste calzature esplose nella seconda metà del ‘900, ma da oltre un secolo vestono i piedi di grandi star del cinema e dello sport, nonché la gente comune. James Dean le consacrò a fenomeno di massa: l’attore indossava spessissimo le All Star e questo innescò un interesse speciale per scarpe dall’allure sporty ma comfy in tutti i ragazzi della sua generazione: così le sneakers incontrarono la strada, diventando simbolo della cultura urban e ribelle.
Quando la moda ne colse le sue mille sfumature le portò in passerelle, liberandole da un’unica ed esclusiva funzione ed ergendole a scarpa versatile e funzionale, da indossare per sdrammatizare look troppo impettiti, ma preservando comunque un’allure casual cool. I primi a introdurle nelle loro collezioni, furono Giorgio Armani, da sempre precursore di uno stile elegante ma libero dalle costrizioni, e da Yves Saint Laurent. Dopo di loro, le sneakers sono diventate l’accessorio indispensabile di ogni guardaroba, da scegliere in base ai propri gusti e stili, da utilizzare durante ogni momento della giornata e (quasi) per ogni occasione.
Fra soluzioni tecnologiche e flirt con il mondo dell’arte e della musica, le sneakers hanno acquisito un ruolo unico, diventando la calzatura più acquistata e usata. Molto spesso non hanno genere e sono disponibili per una fascia di fruitori ampissima che li vede ai piedi di tutti, indistintamente che siano uomini, donne, bambini o anziani. Il loro prezzo è normalmente accessibile, fatta eccezione per alcuni modelli, frutto di collaborazioni speciali e di conseguenza diventati oggetti di culto. Molti quelli che in questo ultimo anno sono andati virali, creando una vera e propria caccia al tesoro sul web, con l’obiettivo di accaparrarsi un paio anche in un numero diverso dal proprio.
Direzioni creative sostenibili
Visto il loro uso smisurato, sono molte le aziende che di recente si impegnano per produrre delle calzature che riducano al minimo l’impatto ambientale. É il caso del brand Veja, da sempre supporter di una produzione sostenibile, che ha un reparto di ricerca e sviluppo molto avanzato, sempre propenso all’utilizzo di nuovi materiali e soluzioni: la sua sneakers V-10 è realizzata con materiali che derivano dal cotone biologico: la soletta interna è composta da un mix di canna da zucchero, cotone, gomma e acetato riciclato, mentre il logo con scarti della lavorazione del riso e gomma. Nike ha instaurato una collaborazione con Ananas Anam, una startup innovativa che realizza un tessuto simil-pelle completamente vegetale con gli scarti della lavorazione della pianta di ananas, per la realizzazione di alcuni dei suoi modelli più iconici. Adidas invece ha stretto una partnership con Bolt Thread, una società americana di biotecnologie che ha sviluppato il Mylo, un materiale simil-pelle che deriva dai funghi per le sue Adidas Stan Smith.
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