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Chioma lunga e fluente: da denotazione di status ad atto di ribellione controculturale e auto espressione 

Tra mode e cambiamenti sociali, gusto estetico e consuetudine culturale, la valenza simbolica dei capelli lunghi e la loro evoluzione nel corso della storia.

di Arianna Chirico
Chioma lunga e fluente: da denotazione di status ad atto di ribellione controculturale e auto espressione 
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Tradizionalmente i capelli lunghi sono stati maggiormente associati a un uso femminile, pur assurgendo, nel corso del tempo, a diversi significati e costumi. Da Raperonzolo a Sansone, dalla Venere di Botticelli alla principessa Sissi, dagli hippy anticonformisti a Cher, sfoggiare una chioma lunga ha incarnato i significati più svariati: femminilità e purezza, forza e nobiltà, ribellione, salute e benessere.

Indice di personalità ed espressione estetica, i capelli incorniciano il volto, svolgendo una comunicazione non verbale che racconta molto di sé agli altri: cambiare colore o taglio, scegliere di pettinarli o di legarli, di ricreare morbide onde o di stirarli, di portarli corti o lunghi sono scelte legate spesso alle mode del momento, ma sono anche segnali silenziosi e inconsci, tutti da leggere.

?E poi siamo finiti nel vortice?, abbiamo chiacchierato con Annalisa di musica, crescita, cambiamento, traguardi e passioni

Origini

L’uso di portare i capelli lunghi risale agli antichi egizi, i primi a dedicarsi alla produzione di pseudo parrucche per i potenti faraoni. Storicamente invece, gli uomini con i capelli lunghi erano tendenzialmente quelli di potere: dai faraoni, appunto, alle divinità della mitologia greca, come Zeus e Poseidone, che venivano immaginati con chiome folte e lunghe. Sansone, eroe della Bibbia, traeva la sua forza e virilità proprio dai suoi lunghi capelli. Al di là dell’ideale del filosofo con la barba e i capelli lunghi, nella cultura degli antichi greci e romani, gli uomini portavano i capelli sempre più corti delle donne, considerando effeminato chi dedicava troppa attenzione all’aspetto della propria capigliatura. Le donne dell’antica Roma tendevano a pettinarli con la riga in mezzo e poi ad acconciarli in maniera fantasiosa.

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Simbolo di status e ricchezza

Nell’Europa medievale, i capelli lunghi erano una prerogativa dei guerrieri e degli uomini più ricchi, mentre i servi e i prigionieri li avevano perlopiù corti o rasati. Secondo alcune analisi storiche, una chioma importante dimostrava la salute e il benessere di una persona e designava l’appartenenza a un ceto sociale elevato. Questo perché per avere i capelli lunghi bisognava mangiare e riposare bene, avere una buona igiene e non avere malattie o infezioni; era necessario molto tempo per curarli, soprattutto se venivano sistemati in acconciature elaborate, una prerogativa riservata solitamente alle donne che avevano la possibilità di farsi aiutare da altre persone. Secondo Kurt Stenn, autore di un libro sui capelli nella storia, chi aveva i capelli lunghi ce li aveva perché poteva permetterselo.

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La lunga chioma delle donne

Nella metà dell’Ottocento, in piena epoca Vittoriana, la lunghezza dei capelli delle donne raggiunse il suo massimo storico, anche se era scandaloso portarli sciolti ed esporli fuori dalla camera da letto. Tra le chiome più famose del periodo, quella dell'imperatrice Sissi, che si estendeva ben oltre la vita: si racconta che Elisabetta d’Austria trascorresse un'intera giornata ogni tre settimane a lavare e asciugare le sue trecce castane. Le lunghe e ricche chiome echeggiavano non solo femminilità, ma anche di un’accurata e meticolosa cura dell’igiene. É probabile che la consuetudine delle donne occidentali di sfoggiare una lunga chioma sia un retaggio derivato dall’influenza della Bibbia nella nostra cultura. Si legge infatti: “È indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna perché la lunga capigliatura le è stata data a modo di velo”. 

Se gli uomini hanno sempre cercato in tutti i modi di subordinare il ruolo femminile a quello maschile, non si esclude che anche i capelli lunghi siano stati un uso implicitamente imposto per limitarne la libertà. Nella cultura occidentale, le donne hanno infatti portato capigliature lunghissime fino alla prima guerra mondiale, come simbolo di seduzione e fertilità, relegate a un ideale di bellezza standardizzato e oggettificato, messo in discussione dalle flapper e dai loro capelli alla garçonne

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Nuovi hairstyling e modi di essere

Con la possibilità di maggiore diversificazione, ognuno ha iniziato a scegliere la lunghezza a sé più consona. Alternando hairstyling corti a quelli lunghi, i diversi modi di portare i capelli hanno influenzato l’estetica di ogni decennio del Novecento, fino a farsi portavoce di ideali e a ergersi a simbolo di ribellione. Negli anni Settanta, i capelli infatti diventarono decisamente lunghi tra gli hippy, ad incarnare quello spirito di contestazione e di rifiuto sovversivo degli stilemi della società. Il più lontano possibile dall’establishment convenzionale, musicisti come Janis Joplin e Joni Mitchell attraverso le loro capigliature e la loro musica simboleggiavano e inneggiavano la libertà.

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Con Cher, la chioma lunga e folta si traduce nell’incarnazione totale del glamour: la sua capigliatura nero corvino diventa un elemento indispensabile per la costruzione del suo personaggio e della sua fama, la cui longevità dura fino a oggi. Dopo di lei, molti altri personaggi dello spettacolo hanno affidato alle capigliature la forza della propria estetica e di conseguenza del proprio riconoscimento pubblico e del successo: da Beyoncé a Kim Kardashian, da Blake Lively a Sarah Jessica Parker, le cui lunghe chiome sono fonte di ispirazione continua per uomini e donne.

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Oggi, i significati interiorizzati dalle diverse culture e dai miti sui capelli sono rapidamente spazzati via da continue ed effimere tendenze moda, che rasentano la possibilità di infinite variazioni di hair styling a cui è impossibile dare precise simbologie. I capelli fanno parte dell’estetica di ciascun individuo e rispecchiano prevalentemente il modo in cui siamo o vogliamo apparire agli altri, senza dover per forza seguire delle mode o delle inattuali valenze simboliche. Oggi i capelli svolgono un solo ruolo: aiutano a parlare di sé, di chi e come si desidera essere.