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moda Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Perché i capi femminili non hanno le tasche? La genderizzazione dell’abbigliamento

Perché i capi femminili non hanno le tasche? La genderizzazione dell’abbigliamento
(getty images)

Le tasche e la funzionalità dell’abbigliamento femminile è un tema con cui ancora oggi dobbiamo confrontarci che affonda le sue radici in uno stereotipo di genere legato alla politica e alla società. Nei capi femminili l'ornamento ha da sempre avuto la meglio sulla praticità, in questo articolo ritracciamo la storia delle tasche, passando dal recente trend dell’utility wear, per riflettere su quanto ancora dei vecchi stereotipi di genere dobbiamo sradicare.

di Chiara Trimigliozzi

Le tasche dal medioevo al dopoguerra 

Nel Medioevo gli uomini e le donne erano sullo stesso livello sul piano delle tasche: si portavano delle piccole sacche legate a una corda a cui si poteva accedere tramite una piccola fessura nei vestiti. Nel XVII secolo arriva l’invenzione della tasca per come la conosciamo oggi, una fessura che dà accesso agli oggetti personali cucita direttamente sui capi d’abbigliamento, e con la nuova invenzione arriva anche la diversificazione tra gli uomini e le donne.

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L’abbigliamento è da sempre il riflesso della società e le discrepanze tra le tasche femminili e quelle maschili traducono la differenza tra le donne che, limitate a casa e senza accesso al denaro, devono fare i conti con delle tasche separate, legate intorno alla vita tra la sottogonna e la sottoveste, a cui possono avere accesso soltanto spogliandosi, mentre gli uomini che sono agevolati da un abbigliamento funzionale, con tasche facilmente accessibili. Qualche secolo più tardi arriva lo stile impero e gli abiti diventano più aderenti per le donne, le tasche così scompaiono del tutto. Si dice che durante la rivoluzione francese siano state addirittura bandite per evitare che nascondessero materiale rivoluzionario, e vengono sostituite da piccole antenate delle borse, chiamate “Reticules”. Nel 1800, con i primi movimenti di emancipazione delle donne, l’abbigliamento femminile diventa uno dei temi fondamentali per l’acquisizione dei nuovi diritti. Si inizia a pensare che solo vestendosi con capi più comodi le donne sarebbero considerate al pari dell’altro sesso e la Rational Dress Society promuove campagne per un abbigliamento femminile più funzionale. Il 1910 è l’anno dello stile da “suffragetta” e durante le due guerre mondiali l’abbigliamento femminile diventa sempre più simile a quello maschile, complici anche i nuovi ruoli delle donne nella società per sopperire ai mariti/fratelli/padri al fronte. Elsa Schiapparelli, negli anni ’30, disegna il celebre cappotto a 8 tasche partendo da un disegno di Salvador Dalì, una sintesi perfetta di forma e funzionalità. Poi arriva il dopoguerra e il ritorno a un abbigliamento estremamente femminile. All'epoca Christian Dior afferma che "Gli uomini hanno le tasche per tenerci dentro le cose, le donne per decorazione”, un’affermazione che ridefinisce l’abbigliamento femminile come puro ornamento, di cui sono un esempio le tasche finte poste ancora oggi sui pantaloni femminili.

Loewe
Loewe  (getty images)

Maxi tasche per il recente trend dell’utility wear

Per la Primavera-Estate 2023 il trend è quello delle tasche maxi, che ispirandosi alla funzionalità, riprende le caratteristiche del tipico abbigliamento da lavoro. MiuMiu le propone sulle giacche in pelle slavata e in vita in stile marsupio, Chitose Abe per Sacai ne estremizza l’utilizzo arrivando a porle su top e cinture, Marine Serre crea un cargo patchwork e Loewe le aggiunge in versione extra-large alle giacche per aumentarne il volume. I designer parlano chiaro, la funzionalità è ormai una tematica centrale, tanto che Glenn Martens da Diesel ha fatto delle maxi tasche uno degli elementi distintivi della sua direzione artistica. Ma poi, nell’abbigliamento quotidiano questa funzionalità incorporata nell’abbigliamento femminile è realmente presente?

Sacai
Sacai  (getty images)

Le tasche sono legate al genere ancora oggi?

Purtroppo non basta un trend per sradicare secoli di stereotipi di genere. Nonostante le tendenze come quella dell’utility wear e del gorpcore stanno sdoganando l’importanza della funzionalità sull’ornamento in un abbigliamento che va sempre di più in direzione dell’unisex, i dati parlano ancora chiaro. Nel contesto dei mercati di massa si nota che le tasche da donna sono più corte del 48% rispetto a quelle da uomo, sempre quando sono presenti… perché in molti design le tasche sono ancora finte! Questa è la ragione per cui ancora molte donne sono costrette all’utilizzo di borse, non per un fattore stilistico, ma puramente utilitario, anche quando non vorrebbero o devono portare con sé lo stretto necessario. In queste piccole ma enormi differenze ci rendiamo conto che l’abbigliamento femminile è ancora connotato da differenze di genere che di fatto alimentano ancora delle disuguaglianze.