L’attenzione è sulle maniche: dalla nuova mostra “Statement Sleeves” a New York fino ai meravigliosi costumi di “Poor Things”
Il nuovo film di Yorgos Lanthimos “Poor Things”, da poco lanciato nelle sale italiane, oltre che per la trama costruita perfettamente, ha particolarmente attratto il pubblico per i costumi: da giorni i social sembrano siano stati completamente catturati dagli abiti indossati da Bella Baxter e il merito è delle maniche: vistose, esuberanti, iperboliche. L’attenzione oggi è sulle maniche, in “Poor Things”, ma anche nella mostra “Statement Sleeves” a New York e sulle ultime passerelle. In questo articolo ricostruiamo le ultime evoluzioni delle maniche, centrali nel lavoro dei creativi contemporanei così come nel corso della storia.
Le maniche hanno un potere incredibile, definiscono la silhouette e la struttura dell’abito, conferiscono personalità al design e a chi lo indossa. Nel corso della storia e in alcuni periodi in particolare, come nel contesto esuberante degli anni ’80, le maniche sono state al centro dell’attenzione: esagerate, ampie e decorate.
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É proprio sull’importanza delle maniche e sul loro ruolo ed evoluzione nel corso della storia che si concentra la mostra “Statement Sleeves” al Museum at FIT di New York, ed è ancora sulle maniche che pone l’attenzione Holly Waddington per i costumi di “Poor Things” di Yorgos Lanthimos. Le maniche vistose sono da sempre fondamentali per gli stilisti: erano un’ossessione per il grande couturier Cristóbal Balenciaga come si può vedere nel suo biopic su Disney+ e sono ancora oggi al centro delle collezioni più recenti.
Maniche vistose: il focus della nuova mostra al Museum at FIT
L’ultima mostra del museo del Fashion Institute of Technology di New York, in esposizione dal 24 gennaio, si concentra sulle maniche, quelle maniche in grado di cambiare la silhouette di un capo, le “Statement Sleeves” che da anni conquistano le passerelle dei brand più esclusivi. La mostra, dividendosi per tematiche, riflette sulle maniche in correlazione alla rappresentazione del corpo, ricostruisce la storia delle stesse come elemento decorativo, dalle maniche tipiche dei kimono a quelle drappeggiate fino alla classica manica a gigot e alle elaborazioni più sperimentali. L’esposizione parte da un abito dell’antico Egitto di oltre 5000 anni fa, passa dal cinema, dall’arte e dagli stilisti più importanti per arrivare nel contemporaneo, all’importanza delle maniche vistose come un elemento indispensabile per distinguerci in un mondo sempre più intermediato dal digitale.
Le maniche nel cinema contemporaneo: dagli abiti di “Poor Things” all’ossessione di Cristóbal Balenciaga
É proprio su quello che cattura l’attenzione sullo schermo che ha riflettuto Holly Waddington nella creazione dei costumi di Poor Things, il nuovo film surrealista e sci-fi del regista di successo Yorgos Lanthimos, con Emma Stone e Willem Dafoe, da poco uscito nelle sale italiane con il nome “Povere Creature”. La costumista per elaborare il complesso personaggio di Bella Baxter, una donna-bambina alla scoperta di sé in un percorso di liberazione sociale, è partita da un’unica reference: i pantaloni gonfiabili in lattice del designer britannico Harri. É da quella sensazione di “aria” che Waddington elabora le maniche ampie che diventano il Fil Rouge dell’intera narrazione, evolvendo insieme al personaggio. Parallelamente, vediamo che una grande attenzione è portata alle maniche nella serie da poco uscita su Disney+ sul personaggio di Cristóbal Balenciaga, che ricostruisce la vita e l’evoluzione del maestro couturier che ha fondato l’omonima maison. Per Balenciaga le maniche erano al centro del design, dalle forme rivoluzionarie, modellate e cucite perfettamente sul corpo di ogni donna per creare il giusto spazio tra il corpo e l’abito; una pratica per lui impensabile da adottare nel prêt-à-porter tanto che, nel suo unico tentativo di adattarsi quasi forzatamente al nuovo sistema moda progettando le divise per Air France, sarà proprio una manica a tradirlo.
Le maniche nelle ultime passerelle: le interpretazioni dei designer
Le maniche sono un elemento di fondamentale importanza nel lavoro di molti designer contemporanei: nelle ultime collezioni le vediamo in versione massimalista riprendere il valore che gli si deve negli abiti. Per la Spring Summer 2024, Balmain ricrea grappoli di rose 3D sulle maniche e sulla gonna dell’abito rosso e brillante che richiama l’attenzione in passerella, Stella McCartney sceglie invece un approccio più minimal ma d’effetto: maniche leggere e ampie decorano volteggiando nell’aria una semplice camicia bianca. Balenciaga e Schiaparelli puntano sulle maniche extra lunghe e ampie sul fondo e Simone Rocha fa delle maniche a palloncino, decorate, ampie o morbide in organza, uno degli elementi chiave delle sue collezioni.
Voi cosa ne pensate? Vi piace indossare maniche ampie e vistose per sperimentare sui volumi della silhouette?