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moda Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Lo stile Harajuku, dagli anni ’80 ad oggi: l’importanza dell’uscire dagli schemi

Harajuku
Harajuku  (getty images)

Molto probabilmente avrete già sentito parlare di stile Harajuku, l’estetica colorata e massimalista che nasce nel vibrante quartiere di Tokyo e racchiude un significato di libera espressione di sé stessi. In questo articolo scopriamo la storia dello stile Harajuku, le differenti interpretazioni e la sua evoluzione nel contemporaneo.

di Chiara Trimigliozzi

Oggi il Giappone è il centro delle sottoculture giovanili più interessanti, i cui stili influenzano l’intero scenario contemporaneo. Il senso di appartenenza a una comunità è per i giovani giapponesi di estrema importanza e nei quartieri di Harajuku e Ginza oggi, come nei decenni passati, assistiamo alle più interessanti sperimentazioni stilistiche. Con il termine Harajuku (che prende il nome dall’omonimo quartiere di Tokyo) non si intende soltanto un look specifico ma un insieme di estetiche che a partire dagli anni ’80 hanno portato il Giappone a essere il luogo delle sperimentazioni nella moda e delle sottoculture giovanili. La commistione tra lo stile orientale e quello occidentale e la voglia di rompere i rigidi codici vestimentari giapponesi, hanno portato i giovani del quartiere di Harajuku a esprimersi liberamente in termini di stile e a creare un’estetica che ancora oggi è d’ispirazione per molti. Nonostante l’estetica Harajuko abbia raggiunto il suo picco di popolarità durante gli anni 2000, la sua anima è oggi ancora viva e la sua eredità viene portata avanti dai giovani sui social. 

Cos’è e quando nasce lo stile Harajuku

Lo stile Harajuku nasce nei primi anni ’80 nell’omonimo quartiere di Tokyo che si trova vicino alla stazione di Shibuya e proprio da quel momento ha contribuito a definire e lanciare la moda alternativa e giovanile giapponese. Tutto parte dall’unione della moda tradizionale giapponese con i codici dell’abbigliamento occidentale con cui i giovani di Tokyo erano venuti in contatto, ma anche da una voglia di differenziarsi e di uscire dalle norme per dare sfogo alla creatività personale e sfidare un’epoca in cui conformarsi era di estrema importanza. Il risultato è che, in poco tempo, le strade del quartiere Harajuku di Tokyo si sono riempite di giovani vestiti con look estremamente colorati, massimalisti e contaminati dalle più svariate influenze: dai cartoni animati ai manga giapponesi, dal punk al goth, dagli abiti tradizionali a quelli occidentali. É solo negli anni 2000 che lo stile Harajuku arriva in occidente, anche grazie alla rivista FRUiTS, fondata da Shiochi Aoki. Era il 1996 quando il fotografo Shiochi Aoki nota che le strade di Tokyo pullulano di differenti gruppi giovanili che sperimentano estetiche diverse, e così inizia a fotografarli per strada. Gli scatti con una breve descrizione dei soggetti vengono racchiusi nel magazine da lui fondato FRUiTS, che esporta la visione in occidente mostrando l’eterogeneità e la creatività degli stili di Tokyo.

Lo stile di Harajuku
Lo stile di Harajuku  (getty images)

Le moltissime sottocategorie dello stile Harajuku

Con Harajuku non si intende un’unica e codificata sottocultura, Harajuku è in realtà un termine “ombrello” che racchiude uno spettro più ampio di sottostili che si sono nel tempo arricchiti e definiti. Si passa dalle “Sweet Lolita”, che prendono ispirazione dagli abiti barocchi, adornandoli con dettagli femminili, alle loro sorelle "Goth Lolita” dall’animo più dark, alle “Kogal” che traggono ispirazione dalle uniformi scolastiche, rendendole decisamente più colorate e massimaliste, alle “Decora” che sono caratterizzate da una moltitudine di accessori. Tutti i differenti stili Harajuku sono però contraddistinti da caratteristiche comuni: colori e pattern differenti vengono mixati tra loro, anche se appartenenti a contesti lontani, e poi combinati con uno styling a strati. Anche la personalizzazione è di estrema importanza, per la ricerca dell’unicità dei capi da indossare. Il look viene poi completato da innumerevoli accessori, dalle borse ai cappelli fino ai calzini colorati e ai gioielli, e da un hairstyling e make up strutturato.

Harajuku Dark Lolita
Harajuku Dark Lolita  (getty images)

L’estetica harajuku nel contemporaneo: dalla musica a TikTok

Nonostante, come per la maggior parte delle sottoculture, lo stile Harajuku abbia perso la sua iniziale carica radicale e di espressione personale, ancora oggi la cultura è viva tra i giovani di Tokyo così come all’estero. Lo stile Harajuku non smette di ispirare anche nello scenario contemporaneo, dove diverse celebrities e cantanti hanno contribuito a rendere nota l’estetica con i loro look: da Avril Lavigne a Nicki Minaj. Oggi l’estetica gode di una grande popolarità su TikTok, dove sono presenti numerosi video tutorial per avvicinarsi allo stile e provare un look stile Harajuku, ma anche consigli sugli indirizzi dove trovare innumerevoli capi estrosi e colorati a Tokyo.