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Leather jacket: storia ed evoluzione di un must have senza tempo

Miu Miu 

Dai bad boys anni Cinquanta alla club scene degli anni Settanta e Ottanta fino all’estetica bikercore più recente, la giacca di pelle ha attraversato epoche e stili diversi, trasformandosi in capo cult della moda contemporanea

Destrutturata, reinventata, modernizzata e re-contestualizzata, la leather jacket, a quasi cento anni dalla sua nascita, si è piegata alle estetiche di diverse sottoculture, incarnando sempre uno spirito anticonformista e ribelle. Crop o lunghissima; oversize o dal taglio classico; basic o accessoriata da borchie e fibbie; in pelle o in materiali più sostenibili; nel classico nero o testa di moro o in una palette colori più audace e coeva, il famoso chiodo è un must delle passerelle, che si divertono a manipolarne la forma e lo styling, tra accostamenti inaspettati e occasioni d’uso insolite.

Per la Spring Summer 2024, si indossa in look total leather, con abiti romantici o in versione all over print, senza rinunciare mai alla sua allure rock.

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Flying jacket  

Le origini della giacca di pelle si rintracciano nel mondo militare, che la adotta come uniforme per il corpo dell’aviazione durante la Prima Guerra Mondiale. Questo capospalla viene declinato per lo più in pelle marrone in una silhouette che assomiglia più ad un bomber che ad una giacca vera e propria. Prende il nome di flying jacket proprio perché indossato solo dagli aviatori per proteggersi dagli sbalzi di temperatura nella cabina di pilotaggio. La prima donna ad indossarla sarà proprio la pilota Marie Mavient nel 1910, antesignana di Amelia Earhart, grandissima aviatrice statunitense, che non si separava mai dal suo bomber di pelle marrone di Belstaff.

La prima giacca di pelle non ad uso militare, simbolo di libertà, ribellione e vento tra i capelli, viene realizzata nel 1928 a New York City dall'intuizione dell'artigiano Irving Schott, che la battezza Perfecto®, in onore del suo sigaro preferito. 

Gabriele D'Annunzio 1917 

Perfecto®

Appassionato di motociclismo, Schott ne perfeziona il design con una serie di accorgimenti pensati proprio per rendere più facile la vita dei rider: la chiusura asimmetrica con zip in metallo, che sostituisce per la prima volta bottoni e alamari, è il dettaglio fondamentale per proteggersi dal vento in moto; i soffietti dietro le spalle consentono maggiore libertà di movimento, così come il taglio studiato per cadere sul punto vita perfettamente durante la guida. La giacca Perfecto® è caratterizzata da una serie di elementi destinati a renderla iconica: cerniere a vista, taschini, la cintura a stringere la vita e soprattutto le epaulettes, un dettaglio (di tanto in tanto decorato con una singola stella) volto proprio a richiamare le origini militari di questo modello. Venduto esclusivamente nelle officine e nei negozi Harley Davidson, all'inizio il capo si rivolge a una nicchia ben precisa, per poi velocemente estendersi ad una fascia più ampia, conquistando prima le sottoculture giovanili e poi, complice Hollywood, la cultura di massa.

Perfecto 

Bad Boys e ribellione

É Marlon Brando a segnare il mito del chiodo di pelle: nel 1953 in Il Selvaggio, l’attore che interpretava un pericoloso membro di una banda, indossa uno Schott Perfecto 618, su cui era stato ricamato proprio il nome Johnny. Da quel momento, diventa ufficialmente l'uniforme dell'affascinante bad boy e di star come James Dean, Elvis Presley, Steve McQueen, John Travolta, nonché l’emblema di una nuova mascolinità ribelle. Così la giacca di pelle segna l’immagine di un ragazzaccio carismatico, anticonformista e sovversivo, che tutti aspirano ad essere in un periodo in cui iniziano le proteste contro l’establishment e i codici societari prestabiliti. 

Marlon Brando 1953 

Chiodi e punk

La giacca di pelle diventa definitivamente simbolo di rivoluzione negli anni Settanta con la cultura della musica rock, basata su idee audaci e anticonformiste e spesso legata a questioni politiche particolarmente care ai giovani in cerca di espressione e di individualità. Con il punk inglese acquisisce l'appellativo di chiodo, proprio per la tendenza punk di tenere un chiodo in tasca e si arricchisce di borchie e spille da balia. Si copre di slogan irriverenti fatti con la pittura spray, diventando un mezzo per sfogare la rabbia così come per liberare la creatività.

Una rivoluzione a suon di batteria e di giacche di pelle alimentata da I Ramones, Sex Pistols, Billy Idol o David Bowie, ma anche da donne come Joan Jett e Debbie Harry che diventano esempi di un'estetica forte ed impensabile prima di quel momento.

Negli anni Ottanta, la biker jacket si impadronisce di una carica sexy e spregiudicata: con Dolly Parton è country, con Cher e Grace Jones sexy e irraggiungibile, con Madonna e Blondie è l’esaltazione del kitsch pop, con Loredana Bertè sul palco dell’Ariston diventa irriverente (nonché ispirazione postera per Lady Gaga). 

Cher 1987 

Effortless cool anni Novanta

Dalla strada e dalla club scene, la leather jacket entra ufficialmente nel mondo della moda prima grazie a Vivienne Westwood, che la propone in chiave punk, e poi a Yves Saint Laurent che la presenta in una declinazione più chic. Anno dopo anno, complice lo spirito di rinascita e di innovazione, complice il boom economico e il desiderio di alcuni designer di sperimentare e di adottare nuove estetiche a metà tra il minimalismo e l’innovazione, inizia ad affermarsi una nuova estetica che si identifica nell’effortless chic, non priva di sexyness e coolness, che trova nella semplicità della camicia bianca, jeans e giacca di pelle dei must have irrinunciabili. Ad assurgere alla funzione di testimonial della tendenza negli anni Novanta, la prima generazione di top model, da Kate Moss a Naomi Campbell, da Cindy Crawford a Christy Turlington; ma anche Jennifer Aniston in  Friends e Gwyneth Paltrow in Sliding Doors, che la indossano al limite dell’informale, sia sullo schermo che nella vita privata. 

Emblema della coolness senza sforzo e dello stile grunge di quegli anni è Winona Ryder che, tra le principali sostenitrici della giacca di pelle, la indossa durante tutte le sue apparizioni pubbliche a metà tra il bon ton e la ragazza interrotta, dai red carpet al quotidiano. La sua biker jacket preferita è oversize, consumata, incredibilmente trendy e senza dubbio rubata dall’armadio del suo sexy boyfriend del momento, Johnny Depp. I trendsetter e la gen Z sono avidi di quella estetica e continuano a ripescare dall’archivio mood e look da cui prendere ispirazione. 

Wynona Ryder 1990 

Spring Summer 2024

Per la Primavera Estate 2024, la leather jacket non rinuncia alla sua allure rock, ma si indossa in un mix and match di stili e stampe: diventa blazer dritto, a volte oversize, a volte lunghissimo in stile Matrix, ma si tinge di pattern all over. Quello preferito dai designer è l’effetto pitonato, come per Jil Sander e Iceberg che decorano bomber e blazer oversize, abbinandoli a bermuda coordinati.

Tom Ford SS 24 

Total leather look anche per Bally e Givenchy. Fendi e Tom Ford preferiscono pelle coccodrillata, il primo in versione crop sulle tonalità del marrone chiaro, il secondo su blazer verniciato.

Gucci SS 24 

Rick Owens la trasforma in armatura; Schiaparelli la rende tipicamente surreale; Roberto Cavalli ne fa un’ode ai suoi anni d’oro; mentre Gucci ne presenta delle versioni dai tagli dritti e di media lunghezza, chiuse con cerniere o da portare aperte, nell’iconico colore Gucci Ancora.