È morta Vivienne Westwood, la regina della moda punk
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81 anni e una storia di successi, salti nel vuoto, ribellioni e rivoluzioni culturali e politiche: questa è stata la vita di Vivienne Westwood che, a Londra, ci ha lasciati. La sua eredità rimarrà nel tempo, nel costume e nel filone punk, ma non solo. Dagli anni Settanta a Portobello Road, fino ad arrivare ai giorni nostri su TikTok, le sue creazioni hanno spopolato e determinato la nascita di una vera e propria estetica femminile alternativa alla tradizione, che racconta una donna, finalmente, diversa e determinata solo e unicamente dalla propria forza creativa.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]È morta Vivienne Westwood
“Vivienne Westwood è morta oggi, serenamente e circondata dalla sua famiglia, a Clapham, nel sud di Londra. Vivienne ha continuato a fare le cose che amava fino all'ultimo momento, disegnando, lavorando alla sua arte, scrivendo il suo libro e cambiando il mondo in meglio. Ha condotto una vita straordinaria. La sua innovazione e il suo impatto negli ultimi 60 anni sono stati immensi e continueranno nel futuro”. Con queste parole è stata annunciata la scomparsa della regina dell’estetica punk britannica, dell’icona ribelle e creativa che ha cambiato per sempre la storia non solo della moda, ma anche della società contemporanea e della pop culture, grazie ai suoi interventi stilistici iconici e le sue numerose incursioni trasversali nella musica, nel cinema e nell’attivismo. Le prime avvisaglie di una sua possibile malattia erano apparse lo scorso settembre quando, alla sfilata di Parigi, la stilista non si era presentata.
Chi era la regina del punk?
Dopo dei corsi di moda e oreficeria mai conclusi, un matrimonio andato male e una carriera di insegnante avviata, la vita di Vivienne Westwood cambia per sempre la propria rotta, e quella del mondo intero. La donna conosce infatti Malolm McLaren, la mente che si nasconde dietro la nascita dei Sex Pistols. I due, insieme, partendo dalla vendita di abiti vintage da loro acquistati a poco prezzo e poi destrutturati, distrutti e rinati dotto le loro mani, cominciano a vestire gli stessi membri della band e a presentare sfilate sotto vari nomi. La minicrini, una minigonna figlia degli anni Sessanta ma prodotta utilizzando la crinolina tipica degli abiti settecenteschi, diventa uno dei numerosi marchi di fabbrica di Vivienne che, con corsetti stralunati, zeppe altissime e silhouette coprenti che, non a caso, rivelano solo il sedere, fonda l’estetica feminine punk e new romantic.
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Lo stile rivoluzionario di Westwood diventa iconico
Vivienne Westwood raccoglie la sua conoscenza del costume e della moda e lo unisce allo stravolgimento dello status quo britannico, all’irrisione e lo storpiamento delle norme sociali borghesi, trasformando le tradizioni in ribellione. La prima, forse, a pensare il genderless come un naturalissimo “embrace yourself”, trasformando i kilt scozzesi in gonne da tutti i giorni per gli uomini. Le zeppe alte e le giorgiere diventano unisex, e dalla subcultura giovanile passa alla pop culture. Chi si dimentica l’abito da sposa di Carrie Bradshaw da lei disegnato? Non solo nel vestiario altrui, ma anche nella propria presentazione al mondo, Westwood non ha mai limitato la sua brillante malizia: quando fu invitata a ritirare il titolo di Dama dell’Ordine dell’impero Britannico nel 1992, a Buckhingam Palace, si presentò con una gonna a ruota che, nel mostrare ai paparazzi, rivelò l’assenza di biancheria intima.
L’attivismo ambientalista
Negli ultimi anni, il suo motto era diventato “Buy less, buy better, make it last”, ossia: "Compra meno, compra meglio, fallo durare". La sua battaglia nei confronti dell’ambiente non si è espressa solo a parole, ma anche nei fatti. In un certo senso, Westwood si è involontariamente trasformata nella guida rivoluzionaria e simbolica della lotta contro il fast fashion e l’enorme inquinamento che ne consegue. Dopo le proteste intraprese nei confronti della classe politica e a sostegno delle organizzazioni umanitarie non governative, Westwood continua anche in tarda età a far sentire la propria voce, e lo farà anche, tramite la voce dei figli e dei nipoti, in futuro. Infatti, è stato annunciato per il 2023 il lancio della società senza scopo di lucro Vivienne Foundation, che si basa su quattro principi: cambiamento climatico, fermare la guerra, difendere i diritti umani e protestare contro il capitalismo. Cosa c’è di più punk, d’altronde, di un’eterna battaglia contro i potenti?
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