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Comfy chic? Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Lazycore: il lusso di essere pigre

Lazycore: il lusso di essere pigre
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Ultima tendenza Estate 2023? Si chiama LazyCore e coniuga il comfort con un mood particolarmente rilassato

di Arianna Chirico

Tra i meandri del -core del momento, salta all’attenzione un trend che, a metà strada tra normcore e gorpcore, tra eleganza e benessere, ufficializza il comfy non più come scelta occasionale, ma come necessità per non complicarsi la vita e, soprattutto, il guardaroba. Sebbene lazy stia per pigro, questo non indica il non aver voglia di vestirsi e di indossare la prima cosa che capita, ma enfatizza la possibilità di poter mettere ciò che si vuole, senza rinunciare a essere chic e glamour, avendo i capi giusti che consentono di farlo.

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Lazy come Lazycore

In auge dalla pandemia che ne ha dato il via, quest’estate il LazyCore si consolida come stato d’animo che trova concretezza in vestibilità over e leggerezza. Ripristinando un minimalismo di forma, tra pragmatismo e survivalismo, punta prevalentemente tutto sulla praticità e sul comfort, ma allo stesso tempo esige di non minimizzare lo stile e la propria personalità mista a originalità. Questa cultura della pigrizia e della semplicità riflette la necessità di liberarsi da qualsiasi eccesso che ostacola la libertà di movimento e la condizione di sentirsi a proprio agio, spesso boicottata da capi e tagli troppo stretti, formali e scomodi. Così il Lazycore rappresenta un’evoluzione del concetto di abbigliamento casual, concentrandosi sull’idea che sia possibile essere alla moda in una diversa modalità, che coniuga la moderazione con l’eleganza e la comodità con l’estetica. Il trend può essere interpretato quasi come stile di vita, che riflette l’atteggiamento di coloro che desiderano semplificare la loro routine e privilegiare il benessere e l'autenticità.

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Riscoperta dell’essenziale

Il Lazycore è una risposta ai ritmi frenetici della vita moderna e un approccio più rilassato e meno stressante alla moda, per cui le costrizioni sono abolite e la libertà di movimento diventa una prerogativa principale. Less is more è il mantra del trend, che evita gli eccessi e il superfluo e preferisce linee pulite e minimal, capi morbidi, over e versatili, ma allo stesso tempo contemporanei e assolutamente originali. Si promuove un ritorno all’essenziale, ai fondamenti della moda, spinti dal desiderio di rompere i diktat della cultura delle apparenze, che reclama una perfezione inesistente, spingendo la società a fare abuso di chirurgia, filtri fake e shopping compulsivo, a favore di una maggiore naturalezza e semplicità. La schizofrenia da fast fashion è un altro punto che il lazycore si prefigge di combattere: i consumatori sono stanchi di perseguire la mutevolezza fulminea delle mille tendenze che, dai social alle serie tv, impongono di ridisegnare il guardaroba ogni settimana. Così alcune persone si oppongono al fast fashion e alla moda usa e getta, prediligendo prodotti funzionali, utili e intelligenti che possano essere usati a lungo senza tener troppo conto della fugacità dei trend.

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Cosa suggerisce di indossare il lazycore?

Mentre le tendenze Y2K riportano in auge la vita bassa, i micro top, i corsetti e al contempo i pantaloni cargo, è certo che il dress code quotidiano va in corto circuito tra il desiderio di enfatizzare le forme e sentirsi sexy e quello di abbracciare un look più morbido, leggero e disimpegnato. 

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Il desiderio più diffuso è quello di anelare alla semplificazione ed è un sentire che ha coinvolto tutte le generazioni, da Gigi Hadid a Keira Knightley a Miuccia Prada, che in occasione del Met Gala 2023 ha indossato nient’altro che una blusa, dei pantaloni e contrasti cromatici.

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Il trend punta su una totale estromissione di mise inguainate, abiti strutturati ed ultraslim, a favore di pullover morbidi e soffici, abiti dalla leggerezza sinuosa, sneakers, sandali flat in stile moda Positano o modelli intrecciati e alla schiava, tshirt oversize e pantaloni in lino impalpabili e delicati. Gli accessori giocano un ruolo importante nel completare un outfit lazycore, aggiungendo dettagli che riflettono la personalità e lo stile individuale. Sì quindi ad un abito boho, da avvitare magari dolcemente in vita con una cintura integrata o da aggiungere in base ai propri gusti, monocromatico o impreziosito da pattern geometrici e/o floreali e un blazer over ma sartoriale, che è lazy ma anche estremamente chic.

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Diktat dalle passerelle SS23

Le nuove collezioni hanno intercettato perfettamente questa ondata di indolenza fashion e hanno generato un trionfo di volumi ampi al punto giusto e linee semplici e disinvolte. Comodi sì, informi mai. Gli outfit che scandiscono la nostra estate si possono definire morbidi e fluidi, ma mai penalizzanti, così da avere voglia di indossarli dal mattino a notte fonda.

Le calzature di stagione puntano su mocassini, sneakers e sandali, che sposano l’estetica dell’ugly-chic. Le borse, dal design lineare o sperimentale, diventano pratiche e si colorano di palette neutre che variano dal bianco all’avorio, dal perla al vaniglia, dal cammello al cuoio, in modo da poter essere abbinate con tutto senza dover riflettere troppo.

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Tra i brand più focalizzati all’approccio Lazycore, Dries van Noten, Max Mara, Tod’s e Hermès, ma anche Calcaterra, Ports 1961 e soprattutto Giorgio Armani, che non si stanca mai di ripetere l’importanza di eliminare il superfluo, enfatizzare la comodità e riconoscere l’eleganza del poco complicato.