La moda grida libertà e diventa genderless
Pensiero fluido, moda fluida. Le collezioni Autunno Inverno 2023/2024 si schierano con la voglia di rompere le categorizzazioni e di andare oltre l’idea di esclusivamente maschile o femminile
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La netta distinzione tra menswear e womenswear diventa un cliché inadatto a rappresentare la società contemporanea, che non si riconosce nel solo e unico sistema binario sociale tradizionale - il sesso biologico - e scuote fortemente questa visione a favore del concetto di identità di genere. L’espressione della propria individualità e della propria identità prevarica finalmente su un sistema rigidamente definito e stereotipato e il fashion system si fa specchio di questo fenomeno sociale di cambiamento.
Gender expression
Per comprendere però l’approccio della moda al genderfluid, occorre innanzitutto fare un po’ di chiarezza sui diversi concetti di sesso biologico, gender identity, orientamento sessuale e gender expression. La gender identity è la percezione di se stessi in relazione al genere maschile, femminile, entrambi o nessuno dei due e può coincidere o meno con il sesso assegnato alla nascita. A questo si aggiungono l’orientamento sessuale che concerne l’attrazione sessuale e la gender expression o gender presentation che racchiude le scelte estetiche di un individuo e la sua attitude, ma anche i manierismi e gli interessi che sono socialmente associati al genere, vale a dire alla femminilità o alla mascolinità. L'espressione di genere di una persona può o meno corrispondere al sesso assegnato alla nascita. Ciò include i ruoli di genere e di conseguenza si basa sugli stereotipi culturali sul genere. La moda è principalmente legata al gender expression: ciò che indossiamo parla di noi, di quello che siamo o che vogliamo essere.
Identità fluida
Il fashion system, con le sue contraddizioni, fa da portavoce a questa voglia di libertà d’espressione grazie soprattutto all’influenza della Gen Z, che rivendica il diritto di vivere senza etichette. Ci si può sentire e definire uomini, donne, entrambi o nessuno dei due, liberi di essere se stessi in ogni luogo e situazione: è il manifesto degli Zoomers, un atto di empowerment e amore per ogni individuo.
L’identità fluida non riguarda direttamente la sfera sessuale, ma maggiormente quella relazionale ed emotiva. Così il rosa non è solo un colore per bambine, le gonne e le ballerine sono indossate da tutti, così come le cravatte. ”Il genere neutral non è una tendenza, è una realtà”, aveva dichiarato Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe e fondatore di JW Anderson, nel 2021. “Tutta la mia filosofia si basa sul fatto che non puoi dire alla gente cosa indossare. Non ci è più permesso dire: voglio che questo lo compri una donna o un uomo”.
Genderless e Unisex
Alcune recenti ricerche hanno dimostrato che sono moltissimi i consumatori, soprattutto tra i giovani della GenZ, ad acquistare capi al di fuori dell’area gender a loro assegnata. Quindi, come vuole l’esprit du temps, sono sempre più numerosi i designer indipendenti e legati a grandi brand ad abbracciare uno stile genderfluid che rende sempre più labili i confini tra menswear e womenswear.
Si potrebbe obiettare che un simile concetto sia sempre esistito, in fondo, parlando di unisex. Ma la semantica è emblematica: il termine unisex si riferisce a un abbigliamento adatto a tutti, mentre lo stile genderless propone uno stile in movimento, che abbandona rigide categorizzazioni e diventa strumento di espressione individuale. Nel concreto, questa ideologia si esprime in collezioni dallo stile minimal pensate per entrambi i sessi ma che ne distrugge i classici canoni.
La moda genderless ha avuto le sue prime manifestazioni istituzionali con Alessandro Michele alla direzione creativa di Gucci per la collezione Autunno Inverno 2015/2016. Nel suo viaggio con la maison fiorentina, Michele ha scosso il fashion system affinché si aprisse verso una nuova concezione di libertà e di inclusività. Così anche Prada e il desiderio di Miuccia di “tradurre la stessa idea di abito per entrambi i sessi”.
Fluid Form
Non potendo esimersi dal prendere parte a una vera e propria rivoluzione concettuale, Pierpaolo Piccioli con Valentino porta in passerella shorts ultracorti e maxi stampe floreali, trasparenze e sparkling per entrambe le collezioni uomo-donna. Da Prada, durante l’ultima sfilata uomo Fluid Form per la Primavera Estate 2024, i bermuda diventano sempre più corti. Da Dolce&Gabbana alle trasparenze e alle scollature si aggiungono corsetti per uomo. Per le collezioni donna, le linee diventano più pulite e i tagli sartoriali decisamente over: i completi maschili, le spalle XXL e le cravatte fanno parte di un guardaroba che spesso si traduce in uno stile Tomboy.
La moda genderless non è più un’opzione e ce lo insegnano anche le star che si riconoscono in uno stile senza genere: da Timotheè Chalamet a Billie Eilish, dai Maneskin a Lil Nas X, da Harry Styles a Kirsten Stewart, da Billy Porter a Cara Delevingne. Anche molte celebrità italiane hanno abbracciato uno stile fluido: da Achille Lauro a Rosa Chemical, da Madame a Ariete, da Sangiovanni a Fedez.
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