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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

La moda grida libertà e diventa genderless

La moda grida libertà e diventa genderless
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Pensiero fluido, moda fluida. Le collezioni Autunno Inverno 2023/2024 si schierano con la voglia di rompere le categorizzazioni e di andare oltre l’idea di esclusivamente maschile o femminile

di Arianna Chirico

La netta distinzione tra menswear e womenswear diventa un cliché inadatto a rappresentare la società contemporanea, che non si riconosce nel solo e unico sistema binario sociale tradizionale - il sesso biologico - e scuote fortemente questa visione a favore del concetto di identità di genere. L’espressione della propria individualità e della propria identità prevarica finalmente su un sistema rigidamente definito e stereotipato e il fashion system si fa specchio di questo fenomeno sociale di cambiamento.

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Gender expression

Per comprendere però l’approccio della moda al genderfluid, occorre innanzitutto fare un po’ di chiarezza sui diversi concetti di sesso biologico, gender identity, orientamento sessuale e gender expression. La gender identity è la percezione di se stessi in relazione al genere maschile, femminile, entrambi o nessuno dei due e può coincidere o meno con il sesso assegnato alla nascita. A questo si aggiungono l’orientamento sessuale che concerne l’attrazione sessuale e la gender expression o gender presentation che racchiude le scelte estetiche di un individuo e la sua attitude, ma anche i manierismi e gli interessi che sono socialmente associati al genere, vale a dire alla femminilità o alla mascolinità. L'espressione di genere di una persona può o meno corrispondere al sesso assegnato alla nascita. Ciò include i ruoli di genere e di conseguenza si basa sugli stereotipi culturali sul genere. La moda è principalmente legata al gender expression: ciò che indossiamo parla di noi, di quello che siamo o che vogliamo essere.

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Identità fluida

Il fashion system, con le sue contraddizioni, fa da portavoce a questa voglia di libertà d’espressione grazie soprattutto all’influenza della Gen Z, che rivendica il diritto di vivere senza etichette. Ci si può sentire e definire uomini, donne, entrambi o nessuno dei due, liberi di essere se stessi in ogni luogo e situazione: è il manifesto degli Zoomers, un atto di empowerment e amore per ogni individuo.

 

L’identità fluida non riguarda direttamente la sfera sessuale, ma maggiormente quella relazionale ed emotiva. Così il rosa non è solo un colore per bambine, le gonne e le ballerine sono indossate da tutti, così come le cravatte. ”Il genere neutral non è una tendenza, è una realtà”, aveva dichiarato Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe e fondatore di JW Anderson, nel 2021. “Tutta la mia filosofia si basa sul fatto che non puoi dire alla gente cosa indossare. Non ci è più permesso dire: voglio che questo lo compri una donna o un uomo”. 

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Genderless e Unisex

Alcune recenti ricerche hanno dimostrato che sono moltissimi i consumatori, soprattutto tra i giovani della GenZ, ad acquistare capi al di fuori dell’area gender a loro assegnata. Quindi, come vuole l’esprit du temps, sono sempre più numerosi i designer indipendenti e legati a grandi brand ad abbracciare uno stile genderfluid che rende sempre più labili i confini tra menswear e womenswear.

 

Si potrebbe obiettare che un simile concetto sia sempre esistito, in fondo, parlando di unisex. Ma la semantica è emblematica: il termine unisex si riferisce a un abbigliamento adatto a tutti, mentre lo stile genderless propone uno stile in movimento, che abbandona rigide categorizzazioni e diventa strumento di espressione individuale. Nel concreto, questa ideologia si esprime in collezioni dallo stile minimal pensate per entrambi i sessi ma che ne distrugge i classici canoni. 

 

La moda genderless ha avuto le sue prime manifestazioni istituzionali con Alessandro Michele alla direzione creativa di Gucci per la collezione Autunno Inverno 2015/2016. Nel suo viaggio con la maison fiorentina, Michele ha scosso il fashion system affinché si aprisse verso una nuova concezione di libertà e di inclusività. Così anche Prada e il desiderio di Miuccia di “tradurre la stessa idea di abito per entrambi i sessi”.

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Fluid Form

Non potendo esimersi dal prendere parte a una vera e propria rivoluzione concettuale, Pierpaolo Piccioli con Valentino porta in passerella shorts ultracorti e maxi stampe floreali, trasparenze e sparkling per entrambe le collezioni uomo-donna. Da Prada, durante l’ultima sfilata uomo Fluid Form per la Primavera Estate 2024, i bermuda diventano sempre più corti. Da Dolce&Gabbana alle trasparenze e alle scollature si aggiungono corsetti per uomo. Per le collezioni donna, le linee diventano più pulite e i tagli sartoriali decisamente over: i completi maschili, le spalle XXL e le cravatte fanno parte di un guardaroba che spesso si traduce in uno stile Tomboy.

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La moda genderless non è più un’opzione e ce lo insegnano anche le star che si riconoscono in uno stile senza genere: da Timotheè Chalamet a Billie Eilish, dai Maneskin a Lil Nas X, da Harry Styles a Kirsten Stewart, da Billy Porter a Cara Delevingne. Anche molte celebrità italiane hanno abbracciato uno stile fluido: da Achille Lauro a Rosa Chemical, da Madame a Ariete, da Sangiovanni a Fedez.