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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

La camicia classy-chic è azzurra ed è il trend da non sottovalutare per il 2024

Moschino
Moschino  (getty images)

Dall’attitude genderless e senza età, la camicia azzurra è il capo evergreen da sfoggiare tutto l’anno e da sfruttare per ogni genere di occasione

di Arianna Chirico

Grande classico sartoriale, la camicia azzurra piace sempre, sfuggendo a qualsiasi diktat o trend passeggero: le si riconosce infatti il vanto di autocelebrarsi come capo senza tempo. Il suo potere si legittima anche nella sua versatilità, che la adatta a qualsiasi circostanza, che sia l’ufficio o una serata più speciale ed elegante. 

Per le prossime stagioni, le passerelle non impongono limiti, ma la propongono e ripropongono senza nemmeno trovare un escamotage per reinventarla: la camicia azzurra è per tutti e viene declinata nei modelli più disparati, da quelli dal fit perfetto a quelli oversize o dai tagli sciancrati; a righe, semplice o impreziosita di ruches o applicazioni.

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Sottovesti e camis

Sebbene le origini della camicia siano incerte e poco definite, siamo a conoscenza che le prime civiltà la utilizzavano nella sua forma più semplice e primitiva, quasi come sottoveste, per coprire e proteggere il corpo dall’abbigliamento che non veniva cambiato quotidianamente. I primi esemplari sono formati da due teli di tessuto rettangolari cuciti tra loro lateralmente e sulle spalle, prive di maniche e colletto, realizzati in lino o in cotone naturali nella Roma del III secolo d.C..

Solo con le Crociate, intorno all’anno 1000, viene importato dall’Oriente il Camis, in uso presso i Persiani, che suggerirà la struttura definitiva della camicia, con le maniche tagliate separatamente, cucite al corpo lungo i fianchi e con scollatura tonda aperta fino al petto.

Bally
Bally  (getty images)

Gorgiere e neoclassicismo

Nel corso dei secoli successivi, i mutamenti delle fogge degli abiti la metteranno più o meno in evidenza, sancendone la sua evoluzione e la differenziazione tra quella maschile e quella femminile.

Negli inventari delle famiglie altolocate toscane del 1400, le camicie da donna risultano più preziose e ricercate rispetto a quelle da uomo, e sono confezionate in lino e ornate di ricami in fili d’oro, d’argento e di seta. Successivamente, si impreziosiranno di colletti alti e rigidi, che a poco a poco si trasformeranno in gorgiera, simbolo di opulenza e potere, realizzata con varie metrature di mussola, trina o finissimo lino, cucito e pieghettato.

Nel periodo Neoclassico la camicia, principale prerogativa dell’abbigliamento femminile, assume i connotati di abito esterno. Riscoperta con spirito antico dal mondo greco romano, viene indossata come capo unico per inneggiare alla libertà del corpo, privilegiandola in tessuti leggerissimi, con effetti plissè, lunga ai piedi con coulisse e taglio al seno. É la nascita della concezione più moderna del capo, ma ancora privata di quella versatilità e libertà che le associamo oggi. 

Neoclassicismo
Neoclassicismo  (getty images)

Eleganza borghese

Con la nascita dell’abbigliamento moderno, la camicia pura e semplice diventa l’emblema dell’eleganza borghese maschile e il completamento di un’uniforme composta da completo e gilet. Per le donne, le camicie si ingentiliscono e sono quasi sempre bianche, arricchite di ricami, inserti in pizzo francese, fitte piegoline e jabots di pizzo. All’inizio del Novecento la camicetta contribuisce, con il fiorire dei motivi decorativi sul petto a sottolineare lo sviluppo della linea ad S. I colletti alti ed aderenti impongono una postura eretta e fanno stelo alle acconciature di capelli. Sono formali, austere, composte, per una donna che vive i suoi riconfinamenti sociali.

La svolta arriva con l’ingresso della donna nel mondo del lavoro: la moda femminile attinge al repertorio dell’abbigliamento maschile con grande disinvoltura, talvolta con provocazione, e si libera degli eccessi, asciugandosi nel fitting. Dopo le guerre mondiali, si percepisce la necessità di un’eleganza disimpegnata, ora sportiva, ora elitaria, e la camicia diventa il simbolo di uno stile più fresco e dinamico, ma non totalmente privo delle fantasie di un mondo virile, che spesso la vede come il capo preso in prestito dal guardaroba del compagno. Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Monica Vitti, dirette dai maestri del Neorealismo e della Nouvelle Vague, incarnano le idiosincrasie della società in cambiamento nei loro personaggi.

Brigitte Bardot
Brigitte Bardot  (getty images)

Rivoluzioni e nuove estetiche

Negli anni Settanta, la concezione della camicia come simbolo di mascolinità, del potere borghese del patriarcato, del cowboy e/o del militare subisce definitivamente un arresto, grazie a designer come Yves Saint Laurent e Gianfranco Ferrè, ma anche Ralph Lauren, John Galliano e Giorgio Armani, che ne rivoluzionano l’immaginario, rompendo quel labile confine tra maschile e femminile. La camicia viene modernizzata, destrutturata e ricontestualizzata. 

Il minimalismo degli anni Novanta ne sancisce il suo potere: grazie alle sue linee pulite e alla sua versatilità, la camicia diventa il capo effortless perfetto, da sfoggiare per uno stile casual o elegante, per daily look raffinati e super chic dall’ufficio ai dates night

Etro
Etro  (getty images)

Relaxed-chic fw24-25

Se la camicia bianca è l’emblema dell'eleganza formale per eccellenza, la blue shirt sintetizza una disinvoltura e una duttilità trasversale che la rendono perfetta sia d’estate che d’inverno. Il suo approccio irriverente e relaxed-chic, che allude a quella interessante contaminazione tra maschile e femminile, si fa portavoce dello stile preppy e functional chic, ritornato in voga con l’insospettabile ascesa dell’old money aesthetic, della moda Nineties e del quiet luxury

Capo passe-partout per eccellenza, le ultime collezioni giocano tra sperimentazioni e classicismi, forme e fitting diversi ed un’unica pretesa: la palette di riferimento deve essere quella del cielo.

Vivetta
Vivetta  (getty images)

Da Etro, la camicia azzurra si porta aperta, ampia, a righe, per un gioco di volumi e fluidità; da Prada è austera e del giusto fit; da Moschino contribuisce a creare quel dinamismo di forme, tra passato e futuro; da Tod’s si abbina a pantaloni sartoriali. LaDoubleJ la impreziosisce di linee e stampe, mentre Vivetta le regala trasparenze, fiocchi, ruches e pizzi.