La «strategia del cuore» di Kiabi che conquisterà anche l'Italia
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Varcare la soglia del nuovo Kiabi Village alle porte di Lille è come entrare in una dimensione parallela in cui tutto è a misura di famiglia, qualunque essa sia. Noi di FEM abbiamo avuto la possibilità di visitare in anteprima questo centro polifunzionale che è diventato il Quartier Generale del marchio amato per il suo abbigliamento bello e a piccoli prezzi.
L'azienda, leader in Francia nel mercato del pronto moda femminile e del comparto kidswear, è stata fondata nel 1978 ed è di proprietà della famiglia Mulliez, che controlla, solo per dare un'idea della sua potenza, colossi internazionali come Decathlon, Auchan e Leroy Merlin. Ma, nonostante i successi stellari - solo nell'ultimo anno ha registrato un fatturato in crescita del 5%, pari a 2,3 miliardi di euro, e oltre 24 milioni di clienti sparsi nel globo - la sensazione è che siano davvero le persone il vero cuore del marchio, con le loro esigenze, i loro gusti, le loro vite.
Una filosofia che è tangibile proprio nel nuovo mega hub che si staglia in tutta la sua avveniristica costruzione a Lezennes, nel nord dell'Esagono a poco più di un'ora di TGV da Parigi, 30mila metri quadri in totale con 4 piani di uffici e 3000 metri quadri di negozio. Un luogo nevralgico impostato sull'idea di vivere a 360° lo spazio, sia all'interno che all'esterno. Non solo shopping, quindi, ma anche zone ristoro, un asilo nido, un rooftop, spazi per il coworking affittabili, un parco giochi, un locale dove il marchio sperimenta le nuove offerte da proporre alla rete, e in futuro, si pensa anche a una palestra e un nail bar. L'esperienza di acquisto sarà sempre più accurata e orientata ai servizi, con l'inserimento di corner dedicati alla personalizzazione, stand per le modifiche all’orlo, laboratori sul tema della genitorialità, spazi relax con poltrone confortevoli, giochi interattivi per i più piccini e zone destinate al reselling dei vestiti di seconda mano o realizzati da giovani designer indipendenti. "La moda può e deve essere un motore di benessere e cambiamento, per oggi e per le generazioni future", ha dichiarato Patrick Stassi, CEO di Kiabi, e noi non potremmo essere più d'accordo.
A richiamare in primis i consumatori, però, rimane la gamma di prodotti in vendita, che spazia dalla donna al bambino, dall'uomo alla casa, ultimo e decisamente apprezzato settore a trovare posto negli store e online, diventato nel giro di appena quattro mesi il reparto in maggiore crescita per l’insegna.
Il core rimane il tessile, che vede l'87% dei prodotti attualmente realizzato con materiali più sostenibili (naturali, organici, riciclati, ecc.). Divisa tra capi basici e versatili e pezzi più alla moda per attirare acquisti emozionali, l'offerta di abbigliamento di Kiabi verrà sempre più razionalizzata negli anni a venire in modo da ridurre l'ampiezza della gamma.
Kiabi, che ad oggi conta 640 indirizzi in tutto il mondo sparsi in 33 Paesi, lancerà a marzo una nuova app che promette di essere memorabile e ha annunciato l'apertura di una ventina di nuovi store a livello internazionale, con location sempre più vicine ai consumatori: negozi dal mood local nei sobborghi e grandi vetrine nelle metropoli. L'intenzione è quella di spostarsi dai centri commerciali al centro delle città, rimanendo, però, sempre connessi con le esigenze delle persone.
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