“More is more and less is a bore” recitava Iris Apfel, un’icona di vita, oltre che di stile
Personaggio chiave della moda statunitense, musa di molti stilisti, interior designer, esperta di costume e stile, adepta del colore ed estimatrice degli accessori più eclettici, Iris Apfel è stata un’icona per caso, come lei stessa si era definita nella sua autobiografia, e una trendsetter sotto svariati aspetti
Autoproclamatasi “l’adolescente più attempata del mondo”, Iris Apfel è scomparsa circa due settimane fa, all’età di 102 anni, lasciando dietro di sé una scia di ammirazione e ispirazione per i posteri. La sua forza vitale era così contagiosa che questa definizione non poteva essere più perfetta. Esplosiva, istrionica, estremamente libera, si era raccontata nella sua autobiografia dal titolo Icona per caso. Riflessioni di una star della terza età, con una sincerità e una naturalezza tali da rompere qualsiasi tipo di distanza col lettore, snocciolando una raffica di aneddoti uno dopo l'altro e tirando fuori fantasmagoriche storie e un'infinità di fotografie che, se possibile, hanno una potenza ancora più strabiliante delle parole.
Con il suo rossetto rosso, gli occhiali oversize, i boa di piume e le braccia tempestate di grossi e colorati bracciali, rimarrà nell’estetica contemporanea per sempre.
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Manifesto di libertà
Iris aveva conosciuto la notorietà mondiale in età già più che adulta, ma da subito aveva rifiutato di adeguarsi al classico immaginario, anche stilistico, della donna matura newyorkese, chic e understated, preferendo l'eccentricità, l'originalità, l'anticonformismo e la stravaganza del massimalismo, di cui si definiva fervente sostenitrice.
I suoi outfit eccentrici erano una metafora concreta del suo approccio alla vita, da guardare e vivere con fantasia, leggerezza e autentica libertà. “Se non ti vesti come gli altri, non devi pensare come gli altri” diceva. Rifiutava categoricamente l’idea che la moda fosse fatta di regole di stile da seguire: “È molto meglio essere felici che vestiti bene. Dimentica le regole, se ti piace indossalo” E: “Osare e sperimentare non nuoce mai. Se sbagliate va bene uguale, sono solo vestiti. Non verrà la polizia della moda per sbattervi in galera”.
Una vita di more is more
Inesauribile nella creatività e instancabile sul lavoro, negli anni Iris aveva sperimentato i più svariati settori professionali: agli esordi, negli anni ‘40, era stata decoratrice di interni e la designer di riferimento di clienti privati come Greta Garbo, Estée Lauder, Faye Dunaway e Joan Rivers. Con suo marito Carl, l’amore della sua vita con cui ha condiviso 68 anni di vita, aveva fondato Old World Weavers, un'azienda di tessuti di lusso con la quale aveva fornito tessuti alla Casa Bianca sotto nove presidenti, da Harry Truman a Bill Clinton, diventandone l’interior designer.
Appassionata d'arte, collezionista, curiosa di qualsiasi forma di creatività, Apfel aveva collaborato con moltissimi stilisti (Gucci l’aveva vestita anche in versione Barbie), diventandone spesso musa e/o dando vita a collezioni che portavano la sua firma eclettica. All’età di 97 anni aveva firmato un contratto come modella con IMG Models, mentre nel 2005, veniva celebrata dal Metropolitan Museum di New York con una mostra dedicata ai suoi look intitolata Rara Avis: The Irreverent Iris Apfel e nel 2014 il regista Albert Maysles aveva realizzato un documentario dedicato alla sua vita dal titolo Iris.
Lo stile Apfel
Il suo stile decisamente eccentrico, ma particolarmente autentico e originale, era stato la sua silenziosa ma internazionale signature. Sin da adolescente aveva scelto di vestire come meglio credeva, usando la moda come mezzo d’espressione e di divertimento. Gli accessori erano i capisaldi dei suoi look: dagli occhiali tondi ed oversize ai bijoux indossati in dosi massicce e combinati in maniera singolare, dalle stampe alle associazioni insolite di colori. Iris amava esplorare, senza essere vittima di nessun limite, né stilistico né mentale. Indossava haute couture, ma anche fast fashion: non a caso tra le varie collaborazioni la “stella geriatrica” - come lei stessa si definiva - nel marzo del 2022 aveva lanciato una capsule collection con H&M. “I marchi di fast fashion sono un grande aiuto: non costano molto e permettono di sperimentare. Occorre imparare a mescolare i capi chic a quelli di basso costo. Mescolare tutto è molto più divertente”. Si dilettava anche nella ricerca del vintage più autentico, riconoscendo l’illimitato potere degli oggetti preziosi del passato, tra mercatini delle pulci e negozietti nascosti in città.
Empowerment e moda
Iris Apfel è stata un’icona inimitabile di stile, ma attraverso il suo modo di vestire ha lanciato dei messaggi che dovrebbero essere dei manifesti di empowerment: aveva sempre invitato le donne, ma in generale gli essere umani, a essere se stessi, a vivere della libertà, a giocare, a osare, a lanciarsi e a sperimentare a proprio modo, in un mondo che ci spinge verso l’automatismo e il conformismo, che annulla le differenze e l’individualità.
In un periodo in cui cerchiamo continuamente di omologarci agli standard propinati dai social e non, bisognerebbe prendere ad esempio una donna che ha vissuto le lunghe decadi della sua vita con straordinaria intelligenza e ironia, senza mai lasciarsi frenare dal giudizio altrui. Un’attitude e un modus operandi che l’hanno resa un’icona di vita e di libertà: “Nella vita devi provarci, sempre. Hai un unico viaggio. Devi sempre ricordatelo”.