Il fascino del foulard e delle sue infinite possibilità di styling: dalle dive dell’Old Hollywood ad oggi
La storia del foulard è un viaggio attraverso il tempo, che rivela come un semplice pezzo di stoffa possa avere un impatto significativo sulla moda e sull’espressione individuale, tra utilità, religione e ribellione
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Tra gli accessori più versatili esistenti, il foulard è il pezzo di stoffa che si presta ad infinite possibilità di styling: si piega, si arrotola, si annoda al collo, sul capo e in vita, per diventare il dettaglio più eclettico o più chic di un look. Replicando il glamour delle icone del passato, il foulard diventa un accessorio funzionale quando viene utilizzato per legare i capelli, un capo d’abbigliamento da indossare annodato cache-coeur a mo’ di top, o un vezzo lussuoso per adornare cappelli e borse o avvolto sulla fronte per un piglio western ma di classe. Dal provenzale foulat, derivato a sua volta di foular, ovvero “follare”, un termine tecnico che indica un processo di lavorazione utile a rendere il tessuto più compatto e resistente, il foulard è diventato la tela d’artista di molte maison di moda, da Hermès a Gucci, da Burberry a Pucci, da Alexander McQueen a Etro, contribuendo alla loro iconicità nel mondo.
Origini del foulard
Secondo alcune fonti, i primi avvistamenti del foulard risalgono all'Antico Egitto: pare che la Regina Nefertiti avesse indossato un copricapo decorato sopra un foulard in tessuto. Secondo altre testimonianze, le prime tracce sono rivendicabili dalle civiltà orientali: alcuni studiosi hanno ritrovato in Cina delle sculture risalenti al 1000 a. C. che sembrano essere rappresentate con un velo.
Nella storia occidentale, il foulard sopraggiunge solo nel II secolo d. C., quando i soldati lo utilizzavano come accessorio protettivo per la gola durante i conflitti bellici o per diversificare e segnalare il grado e l’appartenenza ad una fazione. Con il passare del tempo, iniziò a riscuotere gradimento anche presso le mondine e le contadine, che si coprivano il capo per proteggersi dal sole durante le ore di lavoro nei campi. Il colore e la preziosità dei tessuti lo resero nel tempo un simbolo per individuare e distinguere lo status sociale e anche religioso di chi lo indossava durante lo svolgimento delle funzioni in chiesa. Questo lo trasformò in un vezzo che spingeva a ricercare foulard sempre più belli, necessari non solo per coprire i capelli e le scollature, ma per regalare maggiore bellezza all’abito della domenica.
Moderne e hollywoodiane interpretazioni
Il foulard moderno, inteso quindi nell’accezione più contemporanea, non solo come accessorio funzionale, ma come strumento d’eleganza, iniziò a diffondersi tra il XIX e il XX secolo. Durante il regno della Regina Vittoria in Inghilterra (1837 – 1901) divenne simbolo del lusso più ostentato; nei ruggenti anni Venti, le flapper legavano intorno alla testa sciarpe di seta stampate per ballare e guidare; negli anni Quaranta, Rosie the Riveter nel poster "We Can Do It" e le altre donne della sua epoca legavano i capelli con una sciarpa a pois, portando un tocco di femminilità anche mentre lavoravano in fabbrica.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, il foulard si rinnovò come item must have del guardaroba di dive e celebrità: da Jackie Kennedy, che lo indossava in molti modi diversi, soprattutto alla pirata, coprendo quindi solo la parte superiore della testa e lasciando il collo del tutto libero, sempre abbinato a maxi occhiali da sole, a Brigitte Bardot che lo portava come una fascia per capelli, a Jane Birkin, per cui divenne un micro top a fascia, senza dimenticare Grace Kelly, Audrey Hepburn, Catherine Deneuve e Sophia Loren, che seduta tra le rovine dell'Antica Grecia per girare il film Il ragazzo di delfino, indossò un foulard per proteggere la testa dal sole. La tendenza del foulard colpì anche molti artisti come Henri Matisse e Salvator Dalì, che lo immortalarono nelle loro opere.
Il carré di Hermès
Hermès fu la prima maison di moda a commercializzarlo, diventando così l’icona del foulard per eccellenza. Tutte lo indossavano: da Grace Kelly che lo usò come fascia ospedaliera per sostenere il suo braccio rotto alla Regina Elisabetta II, diventata iconica per il suo look con foulard annodato sotto al mento per proteggersi dal vento del nord, in pieno luxury country style.
Il primo carré Hermès si chiamava Jeau des Omnibus et Dames Blanches e illustrava l’inaugurazione dei trasporti pubblici Madeleine-Bastille. A volerlo fu Robert Dumas, genero di Emile-Maurice Hermès (nipote del fondatore Thierry), cui propose di personalizzare i foulard della maison. Nacque così l’accessorio in twill di seta, preziosa e resistente, con trama in diagonale, magico connubio di moda e arte. Per il successo, si attese Hugo Grygkar, che concepì Brides de Gala, un foulard destinato a venire stampato e ristampato, ricamato e ricolorato secondo innumerevoli rivisitazioni che ne sancirono il successo definitivo. Jackie O. aveva il suo preferito, dal quale non riusciva a separarsi: il modello Astrologie.
Il foulard Flora di Gucci
Da non sottovalutare l’iconicità del foulard Flora di Gucci, che fece la sua epoca, continuando ancora oggi a piacere generazione dopo generazione: chiunque ne possiede uno ereditato dalla nonna o dalla mamma. Nel 1966, Rodolfo Gucci decise di commissionare un foulard per Grace Kelly, con una stampa creata appositamente per lei dall’artista Vittorio Accornero. Un delicato motivo floreale su un foulard di seta bianco bordato di blu navy: così nacque Flora, che ancora oggi rivive in nuove stampe dai colori più pop dell'originale e spesso con loghi che ne abbracciano ogni singolo petalo. Il pattern originale vedeva protagonisti insetti, differenti bouquet di fiori, tra cui iris, ranuncoli, papaveri e gigli, e bacche, disposti sul tessuto secondo il numero 5 del dado. Il messaggio? Un inno alla vita, tra transitorietà e piaceri terreni, passione per la moda inclusa.
Nel corso degli anni questo accessorio mutò in un cult della maison: negli anni Settanta, i pattern divennero più colorati ed eccentrici, con sopra stampate le classiche GG o con i morsetti, i nodi da marinaio oppure animali esotici. Nell'era di Alessandro Michele, poi, il foulard si rinnovò in statement, con tigri, motivi monogram in technicolor e la scritta Gucci ben visibile in tutti i colori dell'arcobaleno.
Spring Summer 2024
Negli anni Novanta, il foulard era declinato in stile bandana o fascia da star di hip hop e R&B come Aaliyah, Jennifer Lopez e Destiny's Child. Oggi, saturo di tantissime ispirazioni del passato, rivisita in chiave moderna tutti i diversi usi e le differenti declinazioni, dando nuova vita e forma a ciò che nel tempo ha influenzato la cultura moderna e la storia del costume.
Per la Spring Summer 2024, il foulard si presta a mille usi e ad essere interpretato secondo le più libere letture. Quelle più diffuse lo vedono annodato cache-coeur a mo’ di top, sulla borsa o sopra il baseball hat.
Alcuni look streetstyle lo propongono come accessorio per capelli, indossato a mezzo fiocco o come durag, o meglio a bandana, la tendenza perfetta per chi non ha paura di sperimentare. Tra le principali sostenitrici di questo accessorio Billie Eilish e Hailey Bieber che li indossano per look da giorno, ma anche per occasioni più speciali.
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