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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Cuissardes over the knee: le calzature cult del 2024

Cuissardes 2024
Cuissardes 2024  (getty images)

Ritornati in auge da qualche anno, gli stivali cuissardes hanno riconquistato la scena con il loro fascino intriso di sensualità, forza e femminilità

di Arianna Chirico

Must have imprescindibile e simbolo di empowerment femminile, i cuissardes sono gli stivali dalla doppia natura: avvolgono e coprono la gamba, ma la pongono allo stesso tempo in risalto, in un'antitesi che svela e nasconde e che solletica la fantasia in un gioco di seduzione e innocenza.

Classici senza tempo e costantemente reinterpretati, sono espressione di una sensualità libera e dominatrice. Vengono estrapolati dall’abbigliamento maschile per vivere nuove esegesi, poi a lungo relegati nei confini dell’universo fetish, oggi liberi di incarnare e di supportare l’indipendenza stilistica più variegata.

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Calcei protettivi

I cuissardes nacquero in battaglia, già diffusi tra gli antichi romani con il nome di calcei. Erano i cosciali dei soldati, usati come protezione in guerra, proprio perché le cosce erano le parti più esposte ai colpi dei nemici. Dapprima realizzati in ferro poi in cuoio pesante, permettevano di affrontare corsi d’acqua e terreni paludosi senza sporcarsi troppo. Così protettivi da diventare simbolo di forza e da entrare persino nell’iconografia delle fiabe per rendere invincibili i protagonisti, come nel Gatto con gli stivali o Pollicino.

Nella Francia della prima metà del Seicento, i moschettieri che Luigi XIII aveva scelto come suo corpo di guardia personale contro gli attacchi del cardinale Richelieu, indossavano bottes à chaudron, i tipici stivaloni con risvolto, chiamati a imbuto o alla moschettiera. Subito adottati dagli aristocratici dell’epoca per ostentare, almeno in apparenza, spavalderia e coraggio. Dal 1650, il re dei cuissardes divenne Nicolas Lastage, inventore del marchio Loup Botté, che produceva stivali confezionati con un unico pezzo di pelle ricavato dal piede di un vitello.

Moschettiere
Moschettiere  (getty images)

Armamentario di lady vittoriane, femme fatale e femministe

A parte alcune eccezioni, come quella di Giovanna d'Arco, gli stivali hanno iniziato l'ascesa nel guardaroba femminile nel corso del Settecento, per vivere uno dei loro periodi d'oro il secolo successivo quando, in pieno clima vittoriano, le gambe dovevano essere invisibili. Il sociologo francese Philippe Perrot riflette, scrivendo ne Il sopra e il sotto della borghesia. Storia dell'abbigliamento nel XIX secolo, che era il momento in cui “tra i pizzi vaporosi della biancheria intima, si celava un capitale erotico i cui profitti si misuravano in proporzione al culto del polpaccio e all'eccitazione che allora suscitava la visione di una caviglia”.

Bally
Bally  (getty images)

In seguito si trasformarono nell'accessorio indispensabile dell'armamentario della femme fatale, poi iniziò il loro declino, facendosi graziosi e bassi durante la Belle Époque e massicci per i cowboy.

All'epoca della Swinging London, i cuissardes si liberarono di allusivi labirinti di lacci e si indossavano lisci o al massimo stretti da un elastico o chiusi da una lampo, enfatizzando la rivoluzione delle minigonne. Christian Dior li introdusse per primo nelle sue collezioni, seguito da Paco Rabanne e Yves Saint Laurent

Brigitte Bardot
Brigitte Bardot  (getty images)

Cuissardes e femminilità

Oggi, gli stivali over the knee sono un valido alleato per riparare le gambe dal freddo, o semplicemente un mezzo per coprirle con eleganza, per relegare al proprio stile un’aura sofisticata, forte e grintosa. Queste calzature cult, rielaborate nelle proposte del ready-to-wear sia con tacco altissimo che comodo, riscrivono con estrema raffinatezza i codici di una nuova femminilità, che non ha paura di osare e di sperimentare, rompendo i vecchi stilemi del passato a favore di nuove e più libere interpretazioni.

Le collezioni del 2024 dimostrano un’attenzione particolare per queste calzature, nel proseguimento di un leitmotiv ben preciso: nascondere e scoprire lì dove si vuole, senza particolare cura delle regole dei benpensanti. La moda può trasformarsi nel veicolo principale di messaggi e autostima, con la quale può essere facile affermare la propria personalità, anche se come ispirazione c’è la disinvoltura di Vivian Ward aka Julia Roberts in Pretty Woman e dei suoi altissimi cuissardes neri in vinile.

Chloè
Chloè  (getty images)

Gli stivali over the knee 2024

Sulle passerelle del 2024, i cuissardes diventano autentici catalizzatori di attenzione e sfruttano il loro potere combinato con lunghezze midi e mini, pantaloni e layering. Sono altissimi, decisamente prepotenti ed estremamente sensuali.

Da Fendi sono gli stivali della femminilità, da Versace mantengono la loro natura rock e sensuale, ma vengono estremizzati e proposti in versione camperos; da Bally, in un ritorno alle origini, si impreziosiscono di un labirinto di lacci.

Gucci
Gucci  (getty images)

Sabato De Sarno, da Gucci, sceglie di giocarci senza distinzione tra look da giorno e da sera; li tinge di rosso Ancora e li investe di una palette audace e sperimentale, mixandoli a look color block e a tessuti e dettagli sparkling. Schiaparelli aggiunge un tocco esotico ai suoi stivali, che diventano fondamentali nel suo storytelling sull’anatomia, corpo umano e mondo animale: i cuissardes vengono declinati in pelle martellata e verniciata per ricreare lo stesso effetto dei completi in pelle crocodile, in un total look tutto animalier.

Schiaparelli
Schiaparelli  (getty images)

Da MM6 Maison Margiela, gli stivali sono proposti in versione leggings, lucenti, altissimi, iper aderenti e soprattutto dorati. Quelli firmati Chloé sono in pelle marrone, da indossare arricciati sulla gamba e con punta lunga ma bombata, per conferire un tocco strong alle vibe romantiche e boho della collezione.