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moda Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Cos’è lo stile “Man Repeller”? Da Leandra Medine a trend popolare sui social

Cos’è lo stile “Man Repeller”? Da Leandra Medine a trend popolare sui social
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Molto spesso la società accosta il concetto di bellezza femminile ad abiti sexy e tacchi alti, uno stereotipo che dopo tanti anni di film e campagne pubblicitarie è difficile da sradicare dall’immaginario comune, ma che ci riporta inevitabilmente a riflettere e ridisegnare gli attuali confini della femminilità, liberando il concetto dagli attributi di una società patriarcale.

“Man Repeller” è il fenomeno che sta spopolando sui social, uno stile creato dalle donne per piacere a sé stesse senza preoccuparsi che, nella maggior parte dei casi, i loro look non troveranno un riscontro positivo nell’altro sesso. In questo articolo rintracciamo le origini dello stile “Man Repeller”, dal blog di Leandra Medine al movimento virale sui social. 

di Chiara Trimigliozzi

Sdoganare l’idea comune di bellezza

L’idea alla base dello stile “Man Repeller” (repellente per gli uomini) è quella di riscoprire tutti quei capi e abbinamenti che non vengono considerati femminili, ma anche riflettere sulle aspettative della società nei confronti della donna dal punto di vista estetico. L'idea di bellezza comune prevede che la donna sia sempre attraente e curata e indossi abiti che pongono in evidenza le sue forme fisiche.

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Lo stile “Man Repeller”, al contrario, vuole celebrare lo stile personale, gli outfit comodi che nascondono le curve e il look volutamente trasandato. Perché? C’è sicuramente una carica di ribellione nei confronti dei vecchi codici di abbigliamento femminile, ma lo stile “Man Repeller” è anche un vero e proprio modo di vestire che piace alle donne che non hanno bisogno dell’approvazione altrui e soprattutto dei giudizi non richiesti. Ma quando nasce il fenomeno e cos’è in origine “Man Repeller”?

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“Man Repeller” il blog fondato nel 2010 da Leandra Medine

Man Repeller” nasce come un blog nel 2010 da un’idea di Leandra Medine, influencer ante litteram e personalità dirompente nel mondo della moda. Durante uno dei suoi soliti giri da Topshop con l’amica Rachel Strugatz arriva l’idea del blog e del suo particolare nome: Leandra, interrogandosi sulle motivazioni per le quali non fosse considerata attraente dagli uomini, trova risposta negli abiti stravaganti e negli accostamenti inusuali che indossa. La reazione di Medine non è quella di adattarsi alle aspettative della società, ma al contrario di scegliere d‘incentrare il suo blog proprio sulla self-confidence, allontanandosi dai cliché imposti. “Man Repeller” è subito un successo. Il modo di scrivere ironico, sincero e accattivante di Leandra Medine conquista rapidamente molte seguaci in tutto il mondo: si parla dei nuovi trend, di moda in generale, ma anche delle avventure personali di Leandra, di autostima e di stile personale (anche e soprattutto quando è “Man Repeller”). L’approccio di Medine è qualcosa di totalmente nuovo nel lontano 2010 e anticipa l’ondata di femminismo che sarebbe arrivata successivamente. Le lettrici trovano nel blog un’amica onesta con cui scherzare e il coraggio di indossare quegli amati look considerati “poco femminili” dalla società. Man Repeller diventa nel corso degli anni una pubblicazione seguita e autorevole, con un team solido alle spalle, e nel frattempo Leandra Medine e Rachel Strugatz proseguono le loro rispettive carriere nel mondo della moda, fino a che nel 2020 non arrivano le accuse di razzismo nei confronti del blog e qualche mese dopo, a causa delle difficoltà economiche e dei competitor sempre più numerosi, “Man Repeller” (che nel frattempo aveva cambiato il suo nome in “Repeller”) è costretto a chiudere. “Man Repeller” non cade nel dimenticatoio dopo la sua chiusura: l’eredità del blog e dei concetti che ha portato avanti sono tuttora vivi nella Gen Z.

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L’eredità di Leandra Medine, il fenomeno virale sui social

Negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi avanti verso l’inclusività e la moda è stata pionieristica nel portare avanti il concetto del “Gender-fluid”, mescolando i guardaroba maschili e femminili senza più categorie prestabilite. Inoltre le tendenze dell’ugly-chic e dello stile effortless (i cosiddetti look “senza sforzo”) hanno contribuito a ridefinire i confini di cosa è considerato bello, elegante, femminile. Ma a quanto pare non è bastato: la critica verso una femminilità che si allontana dai vecchi canoni della società è ancora onnipresente . Sui social, in particolare TikTok, molte giovanissime ragazze reagiscono posano fiere e ironiche indossando outfit considerati poco attraenti come capi oversize, fantasie diverse abbinate tra loro e maglie sportive accostate a gonne scozzesi con l’hashtag #ManRepeller. Questo testimonia che l’eredità di Leandra Medine è ancora viva, ma soprattutto che, anche se la femminilità è ancora troppo spesso legata a vecchi stereotipi, la Gen Z non resta a guardare.