Willow Smith: l'autolesionismo, la depressione e quelle parole di incoraggiamento per chi soffre
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I social media sono il mezzo di comunicazione più potente che possediamo e, se alcuni ancora si ostinano a usarli impropriamente, c'è chi fa del bene attraverso la divulgazione della consapevolezza su temi sensibili, quali quelli relativi ai disturbi mentali. Tra queste persone, anche moltissime star che negli anni hanno deciso di portar avanti una personale battaglia di awareness: la figlia d'arte Willow Smith, dopo aver raccontato il periodo in cui soffriva di depressione e autolesionismo, porta su Instagram un messaggio di supporto a chi la segue.
Il post su Instagram
“Giusto per ricordarvi che il nostro valore come esseri umani non si basa sulle nostre capacità o sulla nostra produttività. Il nostro valore è innato e uguale”.
Così inizia il post di Willow Smith, la giovanissima figlia di Will Smith e Jade Pinkett Smith che, oltre a essere figlia di famosissimi, è anche stata ed è tutt’ora modella e cantante. Un privilegio, quello di essere nata nella sua famiglia, che spesso le si è ritorto contro e che ha danneggiato la sua salute mentale, soprattutto durante gli anni delicatissimi dell’adolescenza.
Sembra ribadirlo quanto continua così il commento sotto l’ultima foto Instagram, che la ritrae serena e immersa nella natura: “Ho fatto fatica a scendere a patti con questo concetto ultimamente; mi si spezza il cuore quando permetto a me stessa di allontanarmi dal mio personale percorso emotivo e mentale.” Conclude infine con grande sensibilità e affetto, rivolgendosi direttamente ai suoi follower: “Sappiate che siete amati, naturalmente rilevanti e di valore, a prescindere da cosa il mondo o le vostre insicurezze vi abbiano fatto credere”.
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Le dichiarazioni in merito alla depressione e all'autolesionismo
Aveva 10 anni quando ha pubblicato la sua prima canzone, “Whip My Hair” e 18 quando, in un’intervista a Usa Today, ha raccontato di aver sofferto di autolesionismo durante i primi anni del periodo adolescenziale. La pressione sociale dei media e dei fan si sono scontrati con le insicurezze e le fragilità tipiche di quell’età, con conseguenze gravi sulla sua salute mentale.
"Mi sentivo un bluff. Ero troppo piccola per affrontare quello che mi stava accadendo. Quando oggi vedo adulti perdere il controllo appena hanno un po’ di successo, ripenso a quando ero solo una bambina. Avevo un sogno, che era cantare, ma non avevo fatto i conti col prezzo che realizzarlo potesse comportare. L’ansia da prestazione mi consumava. Così ho smesso di esibirmi e mi sono chiusa in me stessa. Ero convinta che la gente mi ritenesse debole”.
Giornata del fiocchetto lilla: i vip che hanno sofferto di disturbi alimentari e ne hanno parlato
Affrontare i disturbi alimentari può essere ancora più difficile, se ci si sente soli; d'altronde, questi disordini del comportamento ci fanno, inevitabilmente, sentire isolati rispetto al resto del mondo. Anche per questa ragione moltissime attrici, cantanti e altri personaggi famosi si sono rivelati al pubblico, parlando delle proprie dolorose esperienze con vari tipi di disturbi alimentari. Mostrare che non si è mai davvero soli è un modo efficace di dimostrare supporto a coloro che soffrono, dimostrando come sia utile chiedere aiuto e come guarire sia, in effetti, possibile.
In occasione della Giornata del fiocchetto lilla, ovvero la Giornata nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione, che si tiene ogni anno il 15 marzo, abbiamo deciso di raccontare le storie dei personaggi famosi che ci sono passati e che hanno condiviso la propria storia con gli altri, infondendo empatia e messaggi di fiducia.
Se ti interessa questo argomento e le dichiarazioni dei vip, dai un'occhiata a questi altri album:
Mental health awareness: perché è indispensabile
Prima dell’intervista al Today, è stato durante uno show online, il Red Table Talk, condotto con sua madre, che Willow ha raccontato per la prima volta alla sua famiglia e al pubblico americano il suo trascorso con l’autolesionismo. “Ho cominciato a tagliarmi da adolescente perché era il solo modo che conoscevo per stare meglio. Solo in quei momenti non avvertivo il dolore che mi rendeva impossibile vivere”.
Un genere di sensazione che può far sentire capite le persone che l’hanno provata in precedenza e che non hanno avuto il coraggio di parlarne. Affrontare l’argomento risulta spesso impossibile per molti, a causa dello stigma sociale che aleggia intorno a questi disturbi del comportamento e alla vergogna che si prova a voler chiedere aiuto, a cercare le cosiddette “attenzioni”. Sono le esposizioni mediatiche, come quella di Willow Smith, ad aiutare i più deboli a capire che chiedere il supporto dei propri amici, dei famigliari o di un medico è un passo necessario per risolvere il problema.
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