Britney Spears e la depressione perinatale: perché è importante parlarne
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I disturbi fisici e mentali associati alla gravidanza sono spesso considerati un tabù nella nostra società, a causa della narrazione idealizzata della maternità che ci viene consegnata. Ma parlare di queste situazioni serve a chi ne sta facendo esperienza per non sentirsi solo e, anzi, in pieno diritto di chiedere aiuto, di dire “c’è qualcosa che non va”.
Sempre più celebrities, grazie alla loro potenza mediatica, si sono fatte avanti in questo senso: l’interprete di “Toxic” Britney Spears ha menzionato, nel post in cui annunciava la gravidanza, la depressione perinatale che l’ha colpito durante l’attesa dei suoi primi due bambini e di come, all’epoca, era impossibile poterne parlare.
Britney Spears: la sua terza gravidanza sarà diversa
È sicuramente la notizia della settimana, quella del felice annuncio di Britney Spears su Instagram, che ha rivelato ai propri follower di essere incinta dell’attuale compagno e futuro marito Sam Ashgari.
Nel post social in cui racconta di come ha scoperto di aspettare un bambino, ha spiegato che non uscirà molto di casa, facendo riferimento agli spiacevoli atteggiamenti dei paparazzi che, quando in dolce attesa dei suoi primi due figli, la tormentavano cercando sempre nuovi gossip e modi per accusarla di essere una madre cattiva e instabile.
Ma non solo: all’epoca delle gravidanze di Sean Preston e Jayden James (i figli avuti con l’ex marito Kevin Federline), la famosa cantante ha anche sofferto di depressione perinatale.
Britney spears e la depressione perinatale: cos’era successo?
La depressione perinatale ha colpito la regina del pop in un periodo particolarmente delicato della sua vita, in cui le pressioni sociali di manager e fan si alternavano solo all’ossessione dei paparazzi nei suoi confronti: inoltre, dopo la nascita dei suoi due bambini ha anche dovuto lottare in tribunale per ottenerne la custodia, un percorso non semplice se ti chiami Britney Spears e hai alle spalle dei periodi di rehab e dei meltdown vigliaccamente resi di dominio pubblico dai fotografi.
Come scrive nel suo post: “È difficile perché quando ero incinta ho sofferto di depressione perinatale.
Le donne non ne parlavamo molto allora, ed era considerato pericoloso che una donna si lamentasse con un bambino dentro di lei. Ma ora se ne parla più spesso, e non dobbiamo più farne un segreto”.
Le star che hanno sofferto di depressione post partum
Il giorno della nascita di un figlio dovrebbe essere uno dei momenti più belli della vita di una donna: dare alla luce il proprio bambino, prendersene cura, donargli amore e affetto sono obiettivi della gran parte delle mamme.
Ma a volte, nonostante l'impazienza con cui si è aspettato quel grande evento, qualcosa colpisce le neo-mamme, una sensazione che molte di loro trovano davvero difficile da spiegare e descrivere. Fino a non molto tempo fa, parlare di "depressione post partum" era quasi un tabù, ma fortunatamente, oggi, sempre più donne si stanno aprendo sull'argomento, condividendo la propria esperienza e cercando confronto e conforto in altre persone che si trovano nella loro situazione o in dottori specializzati.
Questo tipo di depressione provoca vari sintomi, dalla continua agitazione e ansia all'irritabilità, dal calo dell’appetito o continua stanchezza ai disturbi del sonno, fino al senso di colpa e di inadeguatezza nel ruolo di madre, con frequenti crisi di pianto e sentimenti negativi nei confronti del neonato. La tendenza all'isolamento non deve essere assolutamente assecondata, perché porta questo stadio di tristezza a un peggioramento.
La depressione post parto può colpire qualsiasi donna, anche le nostre amate star, molte delle quali si sono aperte su questa questione e hanno rivelato come siano riuscite a superarla: da Céline Dion a Jennifer Lopez, da Alena Seredova alla regina del tennis, Serena Williams.
È anche il caso di Adele: su Vanity Fair, la cantante si è confidata sul periodo a suo avviso più terrificante della sua vita, proprio dopo la nascita di suo figlio, quando ne era diventata ossessionata e, allo stesso tempo, si sentiva inadeguata.
Sfoglia la Gallery e scopri tutte le vip che hanno sofferto di questa patologia dopo il parto ma che l'hanno combattuta e vinta, grazie all'aiuto dei propri partner, al confronto con altre donne o, semplicemente, chiedendo e cercando aiuto negli specialisti.
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Cos’è la depressione perinatale
Ecco che a dissipare lo stigma intorno ai disturbi mentali che colpiscono le donne prima, durante e dopo la gravidanza ci pensano le star, che come sempre più spesso accade non si trattengono dall’affrontare il tema pubblicamente, aiutando in questo modo chi sta soffrendo e si sente solo. E sono in tanti; secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, infatti, sono 90mila le donne che ogni anno in Italia sviluppano una depressione perinatale.
Questo genere di disturbo legato al periodo della maternità, diversamente dalla depressione prenatale (che si avverte dal momento del concepimento alla nascita) e dalla depressione post – partum (che interessa solo il periodo successivo alla nascita), può interessare la madre dal concepimento fino al compimento del primo anno di età del figlio.
Come si manifesta la depressione perinatale e perché bisogna parlarne
La depressione perinatale si manifesta con sintomi simili alla depressione maggiore, che vanno quindi dall’affaticamento alla perdita d’interesse verso qualsiasi genere di attività, fino ad arrivare a pensieri funesti e disturbi del sonno.
Sono moltissimi poi i fattori scatenanti: un senso di abbandono da parte della società o del partner, la paura del futuro o storie cliniche complesse precedenti alla tanto attesa gravidanza. Fare luce sui sintomi è il primo passo; il secondo è chiedere aiuto o fare in modo che chi sta soffrendo un disturbo simile lo faccia. Questo genere di disturbi, infatti, interessano tanto la madre quanto il figlio e il loro futuro rapporto: non intacchiamo la nostra salute e quella del bambino per colpa di una società che ci costringe a vedere la maternità solo ed esclusivamente come qualcosa di positivo.
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