Sostituiti da una macchina: quali mestieri sono più a rischio a causa dell’AI?
Sono diversi i settori nei quali si prospettano grandi cambiamenti ora che l’Intelligenza Artificiale è uno strumento sempre più a portata. Già oggi alcuni ruoli non necessitano più dell’intervento umano, e aumenteranno man mano che la tecnologia si affinerà: ecco quali sono le professioni più vulnerabili all’avvento dell’AI e quali rischiano di sparire.
Il futuro è arrivato. L’idea di un sistema tecnologico capace di simulare, imitare o persino superare l’intelligenza umana ha affascinato la società sin dai tempi in cui l’informatica nemmeno esisteva: dall’invenzione dei primi calcolatori nel diciassettesimo secolo ad oggi, il concetto di Intelligenza Artificiale è stato teorizzato e immaginato sotto varie forme. E spesso ha fatto paura: non a caso, il tema delle macchine che prendono coscienza e soggiogano l’umanità è uno dei più amati dal genere sci-fi. Fantascienza a parte, quando una nuova tecnologia diventa operativa qualche competenza umana scompare o non è più richiesta, perché i compiti a cui si applicava possono essere eseguiti meglio e più velocemente da una macchina. Sta accadendo anche con l’AI: se da un lato gli strumenti forniti dall’Intelligenza Artificiale stanno rendendo possibile la nascita di nuovi mestieri specializzati, dall’altro stanno decretando la fine di altre figure professionali, in particolare di quelle che prevedono compiti ripetitivi e rigidamente strutturati (al momento, sembrano essere più al sicuro tutte quelle attività che richiedono intelligenza emotiva, empatia, competenze sociali e creatività, ma staremo a vedere). Si prevedono grossi cambiamenti per certi ambiti professionali, anche se le scommesse su come e quando avverranno, e con quale grado di intensità, sono ancora aperte.
Chiara Valerio e l'AI: chi ha paura dell'intelligenza artificiale?
Dove si lavora con i dati
Alcuni studi affermano che è ancora troppo presto per immaginare che l’AI rimpiazzi la maggior parte delle skills umane, altri invece teorizzano che già nel 2030 vedremo le prime sostituzioni uomo-macchina. Molte indagini concordano sul fatto che chi si occupa di data entry, ovvero di inserimento dati, e di compiti amministrativi conoscerà ben presto un reindirizzamento di carriera, e farà bene a stringere amicizia con gli strumenti offerti dall’Intelligenza Artificiale. L’AI è infatti eccellente nell’organizzare e nell’elaborare enormi quantità di dati, e lo può fare con altissima precisione, in quasi totale assenza di errori, e velocità. Chi per mestiere compila file Excel, suddivide informazioni e archivia documentazione, potrebbe trovarsi in una posizione vulnerabile: l'automazione in questi frangenti è dietro l’angolo.
Lo stesso discorso vale per chi si occupa di contabilità: i grandi numeri non fanno certo paura all’AI, che li può macinare, sommare, suddividere, con estrema rapidità e senza falli. Fare i conti ed essere certa che tornino sempre, è un task che l’intelligenza artificiale svolge con semplicità, così come monitorare grosse transazioni finanziarie. Infine, chi si occupa di analisi dei dati in ottica di marketing dovrà imparare a sfruttare le potenzialità dell’AI o rischia di farsi sostituire da essa. Anche in questo caso, la capacità dei vari software di elaborare enormi quantità di informazioni gioca a favore della macchina, e in questo contesto c’è un ulteriore servizio che la tecnologia può offrire: la capacità di prevedere comportamenti dei consumatori e tendenze con maggiore velocità rispetto all’intelligenza umana.
Al servizio del cliente
Pur basandosi sull’interazione tra persone, ci sono anche altri mestieri o settori che potrebbero ben presto essere rimpiazzati dall’AI. Parliamo ad esempio del customer care, il servizio clienti delle aziende che già oggi grazie a chatbot e assistenti virtuali fornisce tutto il supporto necessario agli utenti con prenotazioni, rimborsi, domande di vario genere, reclami. Solo in caso specifici, quando ad esempio i problemi sono particolarmente complessi, si manifesta la necessità di parlare direttamente con un operatore, ma man mano che le capacità dell’AI si affineranno potrebbe non essere più indispensabile. Le macchine inoltre possono gestire maggiori volumi di richieste contemporaneamente, riducendo le attese.