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Boom d'amore verso i lavori "noiosi": le scalate al successo non restituiscono niente, tanto vale fare fotocopie

Boom d'amore verso i lavori noiosi: le scalate al successo non restituiscono niente, tanto vale fare fotocopie
(getty)
Gen z e millennial sognano lavori percepiti come noiosi che offrono garanzie sempre più rare: contratti, orari prestabiliti, scatti di anzianità e zero stress.
di Eugenia Nicolosi

Fare fotocopie, timbrare fogli senza nemmeno leggerli, tagliare gli steli dei fiori da mettere in vendita: al netto di cosa appassiona, i lavori percepiti come "noiosi" sono la nuova fantasia, verrebbe da dire perfino erotica, della Gen Z e di qualche Millennial: succede perché sembrano più sensati, dal momento che la fatica che richiede qualsiasi lavoro preveda carriera, non offre in cambio che poco o nulla. 

Che cosa direbbe alle donne, oggi, Lidia Poët?

Un sondaggio globale Deloitte 2025 su oltre 23 mila Gen Z e millennial mette al centro tre parole molto poco romantiche - soldi, senso, benessere - cioè le cose che mancano quando il lavoro promette autorealizzazione ma consegna affitto alto, ansia e stanchezza. Gallup, nel suo ultimo State of the Global Workplace, segnala che nel 2025 l’engagement globale dei lavoratori è sceso per il secondo anno consecutivo, al livello più basso dal 2020. 

romanticizzare i lavori noiosi dopo aver inseguito sogni di carta

La fantasia del momento non è più mollare tutto, aprire un chiringuito sulla spiaggia o vendere candele artigianali online: la fantasia del momento è avere un lavoro noioso tipo quello allo sportello dell'ufficio postale o la timbrata meccanica di fogli di cui si sconosce il contenuto. I motivi sono intuibili e non c'entra solo il fatto che prevedano una pausa pranzo vera e una fine della giornata che è davvero una fine. C'entra soprattutto il fatto che la maggioranza dei lavori che fino a ora sono stati romanticizzati, quelli con i nomi in inglese e aperitivi di circostanza, non hanno dato in cambio i frutti che promettevano.

Ed eccoci alla romanticizzazione dei "boring office jobs", i lavori d’ufficio ordinari e ripetitivi, trend che ci racconta una stanchezza collettiva che non ha più voglia di travestirsi da ambizione e che smesso di credere alle lusinghe fasulle.

Gli stipendi infatti restano fermi - e bassi - a fronte di qualsiasi prova di resistenza e devozione, mentre intanto gli affitti di micro appartamenti, o stanze, vicine al "posto di lavoro dei sogni" salgono irrimediabilmente. E non parliamo delle carriere che diventano sempre più fragili, i diritti più negoziabili o proprio assenti (grazie, partita iva) e la reperibilità fino alle dieci di sera sempre più normalizzata anche se non si è medici.

le promesse di successo e benessere non sono state mantenute

Il risultato è che il lavoro quello figo col nome in inglese ha cominciato a somigliare a una truffa, a un contratto emotivo capestro: ti do poco, però tu mettici tutto e vedrai che un giorno. Solo che quel giorno non arriva mai. Arriva invece il desiderio del lavoro che non è noioso di per sé, lo è paragonato ai lavori fighi col nome inglese che ci hanno letteralmente fregate, fregati.

La nostalgia per il lavoro d’ufficio tradizionale arriva anche dopo la grande sbornia della flessibilità. Lo smart working aveva promesso libertà e in molti casi l’ha data ma senza regole ha anche dissolto il confine tra casa e lavoro. Il computer sul tavolo della cucina è diventato una succursale dell’azienda e il telefono ha portato le cose da fare fin dentro la domenica, il sabato sera, il pranzo di Natale.

La giornata lavorativa si è sfilacciata fino a occupare ogni interstizio. Il lavoro noioso in questo allegro quadro non può che essere riletto e rivalutato come rifugio: meno invasivo, nella sua banalità, allora è pure rassicurante.

C’è anche un rovesciamento culturale: la vecchia ambizione era scalare le vette per mostrarsi i migliori, oggi molti vogliono semplicemente non crollare perché nella una nuova gerarchia delle priorità in cima c'è la salute mentale che, si è capito, vale più del titolo in inglese su LinkedIn. Anche perché quando lo stipendio accumulato per oltre dieci anni non basta nemmeno a comprare una casa, quando la carriera non garantisce sicurezza, quando il merito si perde dentro sistemi opachi e relazioni di potere, verso cosa, esattamente, stiamo correndo?

macché "fare impresa": molto meglio chiudere tutto e scappare alle 4

La romanticizzazione dei lavori noiosi da ufficio è uno dei sintomi più chiari di quanto il lavoro sia diventato emotivamente costoso e ci sembra anzi una buona cosa che una parte della Gen Z e dei millennial stia uscendo dalle vecchie tossicità. Su TikTok e nei media anglosassoni questa estetica del 9-to-5 viene raccontata come un modo per "rimettere il lavoro al suo posto": guadagnare, fare il necessario, cercare un senso fuori dall’azienda. Il punto è questo: quando il lavoro noioso diventa desiderabile, significa che la vera merce rara è diventata la serenità. La stessa logica era già dentro il fenomeno dei lazy girl jobs, trend di cui abbiamo parlato, cioè lavori flessibili, a basso stress, con meno esposizione emotiva, letti da molti come pigrizia e da altri come reazione razionale e giustificatissima a un mercato che chiede troppo e restituisce niente.