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RICERCHE (QUELLE BELLE) Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Le critiche più assurde che le donne ricevono sul lavoro

Le donne hanno la carriera bloccata da fattori che non dipendono direttamente da loro e che sul lavoro non dovrebbero contare: tra le altre ci sono età, colore o conformità di genere.
Lo rivelano alcune ricerche (a cura di Harvard).
di Eugenia Nicolosi
Meghan Markle e Sarah Rafferty in una scena della serie Suits
Meghan Markle e Sarah Rafferty in una scena della serie "Suits" 

Finalmente le ricerche lo dimostrano: le donne vengono criticate a prescindere da come lavorano o dal loro rendimento e per motivi che non dipendono da loro. Tra le oltre trenta caratteristiche per le quali vengono criticate troviamo accento, ètà, attrattiva, corporatura, colore, conformità di genere e stile comunicativo. Oltre, ovviamente, alla questione della maternità: basta una gravidanza o l'ipotesi di una gravidanza per compromettere avanzamenti di carriera e alimentare la sfiducia di capi e colleghi. Ma andiamo con ordine, ché le ricerche sono tante. 

la carriera delle donne e i pregiudizi

I pregiudizi e la discriminazione di genere hanno bloccato le carriere delle donne per generazioni, lo sappiamo. Oggi una delle ricerche che abbiamo analizzato ci dice che i giudizi basati sul genere scalfiscono a malapena la superficie dei modi in cui le professioniste vengono criticate nel corso della loro carriera. L'Harvard Business Review ci racconta che ha scoperto 30 tratti comuni della personalità e caratteristiche basate sull’identità che sono state usate contro le donne sul lavoro.

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Le donne incluse nello studio lavorano in quattro settori a predominanza femminile (istruzione, organizzazioni no-profit, diritto e sanità) e il punto a cui giunge la ricerca ​​è che non importa chi fosserio: le donne "non avevano mai ragione" o un'idea che fosse buona. Le ricercatrici, Amy Diehl, Leanne Dzubinski e Amber Stephenson, raccontano per esempio che l’età è una sfida per le donne leader: "alcune affermano che è stato detto loro che erano troppo giovani per determinati ruoli, mentre altre sono state ritenute troppo vecchie". Esiste anche un doppio standard legato all'età in base al genere, come ha osservato una donna medico coinvolta nella ricerca: gli uomini della mia età sono visti come affidabili leader, noi donne come troppo anziane”. Le donne che ricevono critiche come queste le interpretano come un fallimento personale o come un tentativo di reprimere le loro ambizioni di carriera. Come dice Diehl, "una donna a cui è stato detto che è troppo giovane per essere promossa potrebbe pensare che deve solo aspettare finché non sarà più grande". Solo che poi sarà "troppo" grande.

le critiche più assurde

Tra le 30 caratteristiche che le donne affermano siano state usate contro di loro sul posto di lavoro troviamo: accento, età, attrattiva (sapevamo che "bisogna essere belle" anche in ufficio), corporatura, classe sociale, colore, stile di comunicazione, identità culturale, restrizioni alimentari, formazione scolastica, etnia, conformità di genere, stato di salute, stato civile, nazionalità, posizione professionale, stato genitoriale, tratti della personalità, abilità fisica, preferenze politiche, gravidanza, religione, luogo di residenza, anzianità, orientamento sessuale. 

Ma secondo le ricercatrici le critiche sull’età, sullo stato genitoriale, ecc. sono “false piste” : i pregiudizi di genere sono potenti e sono il motore di ciascuna delle critiche mosse alle donne per questi motivi. Un punto critico è anche lo status genitoriale: insomma la questione della maternità. Le donne non possono vincere se hanno figli. Una avvocata single o divorziata e madre di bambini in età prescolare afferma di essere stata ignorata per le nuove opportunità di carriera “a causa della percezione dei miei capi (maschi) secondo cui non posso o non sono in grado di svolgere nuovi compiti”. Nel frattempo, secondo lo studio, ci si aspettava che una donna medico senza figli lavorasse di più e producesse più di quanto non facessero le altre colleghe che sono anche madri.

I pregiudizi basati su razza, etnia, colore e nazionalità sono emersi in modi differenti Le donne nere sono state oggetto di microaggressioni sul posto di lavoro, come una leader religiosa nero che ha dettoi di essere regolarmente screditata da uomini bianchi e una donna medico filippina che dice di essere viene regolarmente scambiata per un’infermiera.

La carriera interrotta a metà

Ancora Harvard pubblica sulla sua Business Review una ricerca fatta con il coinvolgimento di donne dirigenti di tutto il mondo: hanno chiesto loro in quale fase della loro carriera hanno dovuto affrontare maggiori pregiudizi o discriminazioni di genere. La metà di loro ha risposto "a metà carriera", cioè all'incirca attorno ai 40 anni. Incrociando i dati con altre ricerche, emerge che l’intensità dei pregiudizi in questa fase della carriera si sommano ai problemi affrontati dalle donne all’inizio della carriera, come essere prese meno sul serio rispetto ai coetanei maschi, l'aspettativa di vederle svolgere più “lavori domestici” in ufficio. Il che si riflette su come vengono percepite (sempre). criticate e - ovviamente - su come vengono retribuite. 

Come cambiano le cose quando le donne arrivano a metà carriera? Insomma non cambiano: resistono presupposti ingiusti, attenzioni non richieste e avanzamenti diseguali (raffontandoli con i colleghi maschi).