Per anni chi non voleva avere rapporti sessuali veniva vista come una persona soggetta a qualche disturbo. Ora, però, non è più così e sono in molti a riunirsi sotto la bandiera dell'asessualità: ma cosa significa veramente essere asessuale? Per gli asessuali non fare sesso non è una rinuncia ma una vera necessità in quanto secondo loro fare l'amore è noioso e poco stimolante! Eppure fare l'amore fa bene alla salute, è spiegato nel video!
Cosa significa essere asessuale
La parola asessuale è stata introdotta agli inizi del nuovo secolo quando ci si è resi conto di una tendenza nuova che veniva alla luce e interessava un numero crescente di persone. Queste persone si trovavano a vivere un’esperienza particolare, diversa da quella degli altri e prima di comprendere che una definizione poteva riunirli tutti sotto una categoria credevano di essere gli unici al mondo a cui capitava qualcosa di simile.
Si sentivano infatti la cosiddetta eccezione alla regola, risultato di una problematica che poteva investire la sfera fisica o quella psichica, ma che comunque denunciava un’anomalia nel sistema. Invece. Le persone asessuali non sono poche come si credeva e nemmeno casi particolari. Nel mondo sono 70 milioni, cioè l’1% della popolazione sulla Terra e non sono neppure attitudini recenti perché esistono da quando esiste l’ Homo Sapiens. Recente è solo la loro definizione e la creazione della categoria degli asessuali che finalmente vengono riconosciuti come meritano.
L'asessualità come il quarto orientamento sessuale
La comunità di persone asexual si identifica nel quarto orientamento sessuale: secondo loro, infatti, l’asessualità è la quarta tipologia di orientamento sessuale insieme a eterosessualità, omosessualità e bisessualità. Non è certo una patologia, perché non è originato nell’individuo da traumi, da disfunzioni sessuali o ancora peggio da educazioni rigide oppure troppo religiose. È una conquista recente: pensa che solo nel 1994, l’American Psychiatric Association ha rimosso l’asessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali!
Gli asessuali non hanno disturbi della libido e non soffrono della loro condizione: possono anche far sesso ma per loro sarà sempre come mangiare un panino quando ci si sente già sazi! Non essendo una patologia capirai che non è possibile variare, a meno che non cambino condizioni esterne e interne della persona, questa situazione.
Cibi afrodisiaci per lui e per lei: gli alimenti che aumentano il desiderio
I cibi afrodisiaci sono definiti come quegli alimenti che stimolano il desiderio grazie alle loro proprietà. Ce ne sono alcuni afrodisiaci per antonomasia, come ostriche e champagne, ma anche peperoncino o tartufo. Altri meno conosciuti che troverete in questo album. Il punto è: perché alcuni alimenti vengono definiti afrodisiaci? Non è solo una questione di leggende o mitologia, ci sono dei cibi le cui proprietà influiscono positivamente sull'apparato genitale sia maschile che femminile, o più in generale attivano quei sensori che contribuiscono all'eccitazione sessuale. Non esistono prove scientifiche della correlazione tra alimento ed eccitazione sessuale, soprattutto tenendo in considerazione che quest'ultima è frutto, così come l'orgasmo, di una combinazione di fattori che vanno da quelli psicologici a quelli fisici. Esistono però degli alimenti che contengono delle proprietà che più o meno indirettamente influiscono sulla circolazione sanguigna favorendo eccitazione e orgasmo.
Cibi afrodisiaci: perché si chiamano così?
L'aggettivo "afrodisiaco" nasce in riferimento alla dea greca Afrodite, dea della bellezza ma soprattutto dea dell'amore e della generazione, intesa come capacità di generare. Associare questo aggettivo al cibo ci rimanda automaticamente a una dimensione amorosa, sessuale, in cui gli alimenti fungono da veri e propri attivatori del corpo e della fantasia. Infatti, i cibi afrodisiaci sono tali sia per le loro proprietà chimiche, ma anche per le reazioni che creano nel nostro corpo grazie a odore, colore e forma. Non bisogna pensare agli alimenti afrodisiaci come pillole magiche che, una volta mangiate, attivano per incanto l'eccitazione sessuale o ci regalano magicamente un orgasmo. Sono da inserire all'interno di un contesto particolare, come una cena speciale con il proprio partner, ed essere considerati come parte di una dieta varia volta al corretto funzionamento di tutto il nostro organismo.
Cibi afrodisiaci per lei: gli alimenti eccitanti per le donne
I cibi afrodisiaci per lei sono vari e agiscono su livelli differenti, sia fisici che psichici. In particolare, molti di questi alimenti sono vasodilatatori che favoriscono la circolazione sanguigna; altri, invece, contribuiscono al rilascio di dopamina o serotonina, definito l'ormone della felicità. Altri ancora favoriscono l'equilibro ormonale, la cui assenza può influire negativamente anche sull'attività sessuale o sul raggiungimento dell'orgasmo femminile. I cibi afrodisiaci per eccellenza sono: cioccolato, alimento ricco di proprietà, tra cui l'anandamide, conosciuta anche come "molecola della beatitudine", e la feniletilamina, conosciuta come "la chimica dell'amore", che favorisce l'aumento della libido. Da non sottovalutare anche alcune spezie come cannella, zenzero e peperoncino, che favoriscono l'afflusso sanguigno nella zona pelvica e addominale e, dunque, l'eccitazione. Ci sono alcuni cibi che, a quanto pare, vengono definiti afrodisiaci anche per la loro forma, come i funghi, gli asparagi o l'avocado, che rispettivamente ricordano la forma del pene e delle gonadi. È pur sempre vero che la sessualità femminile ha uno spiccato lato "psicologico", ovvero è influenzata dalla mente e da quanto essa prova eccitazione, aggiunta a quella fisica che alcune proprietà di questi alimenti riescono a stimolare. Se tutti questi cibi vengono assaporati mentre siamo con il pigiamone a guardare la nostra serie TV preferita, probabilmente non sortiranno lo stesso effetto che se mangiate con il proprio partner, durante una cena romantica e... propiziatoria, prima di dedicarsi alle acrobazie amorose.
Cibi afrodisiaci per lui: come farlo impazzire a... cena!
Benché siamo abituate a credere che all'uomo basti molto poco per eccitarsi o raggiungere l'orgasmo, anche su di lui i cibi afrodisiaci hanno una doppia componente, sia fisica che psicofisiologica. Ci sono cibi le cui proprietà vasodilatatorie possono influire positivamente sull'erezione maschile, ma ci sono anche alimenti afrodisiaci che sono tali per la loro forma e per la loro consistenza, evidenti rimandi alla forma della vulva o della vagina. Per quanto riguarda gli alimenti afrodisiaci che favoriscono fisicamente l'erezione, i più famosi sono: pesce azzurro e crostacei, ricchi di omega3, zinco, fosforo ma soprattutto arginina, un ottimo vasodilatatore che favorisce l'afflusso del sangue anche nel pene. Arginina contenuta anche inaspettatamente nell'anguria. Le spezie come zenzero, zafferano, cannella e soprattutto peperoncino sono stimolanti e eccitanti perché favoriscono la circolazione sanguigna anche nella zona pelvica. Altri alimenti afrodisiaci per lui sono le ostriche e i fichi, la cui forma rimanda molto alla vulva, ma anche la banana, suggestiva per la forma, che però agisce positivamente anche a livello fisico, sia sull'apparato nervoso che circolatorio. Il vino rosso è molto afrodisiaco, poiché contiene tannini che aumentano il piacere. Il vino, come qualsiasi alcolico, abbassa anche i freni inibitori che possono inficiare mentalmente una vita sessuale serena. Bisogna però tenere conto anche dell'effetto sedativo degli alcolici, che invece riduce se non annulla le prestazioni sessuali. Quindi, un bicchiere di vino è consigliato, esagerare assolutamente no!
Come agiscono i cibi afrodisiaci sui 5 sensi?
Vogliamo soffermarci per un attimo sulle peculiarità sensoriali dei cibi afrodisiaci, solo così potremo capire come agiscono.
- La vista è il primo senso quello coinvolto immediatamente, lo è in particolare da forme e colori che possono rievocare ricordi piacevoli.
- Olfatto e gusto sono invece, i sensi più importanti legati al cibo afrodisiaco e la gamma di sensazioni percettibili e apprezzabili è vastissima.
- Anche il tatto può essere coinvolto, ed in questo caso tutto dipende dalla consistenza e dalla superficie degli alimenti: possono essere cremosi, lisci, ruvidi o croccanti, ma il desiderio si accende quando un piatto o un alimento riporta insieme tutte queste caratteristiche.
- Infine, un ruolo importante è quello dell’udito: basti pensare alla pratica ASMR molto in voga sui canali Youtube e che consiste nel rilassarsi proprio ascoltando il rumore prodotto dagli alimenti mentre vengono mangiati.
Attraverso il consumo dei cibi afrodisiaci che abbiamo citato, è facile rievocare ricordi di esperienze erotiche passate. Questo ci porta ad una riflessione: i cibi afrodisiaci più efficaci sono quelli che ognuno di noi riconosce come tali.
Miti da sfatare sui cibi afrodisiaci
Perché parliamo di miti da sfatare sui cibi afrodisiaci? Perché come dicevamo prima non sono dei cibi magici che esplodono nel nostro corpo aumentandone all'istante la reattività sessuale. Ma sicuramente abbiamo a che fare con alimenti che influiscono anche chimicamente e fisicamente sul nostro corpo. Parliamo di alimenti vasodilatatori, o il cui odore stimola il nostro corpo a reagire producendo ormoni che hanno a che fare con la sessualità. Per non parlare di alimenti che fungono da regolatori ormonali, i cui sbalzi possono causare anche una diminuzione della libido. Insomma, anche se non direttamente collegati alla sessualità, questi alimenti hanno un legame rilevante con questa sfera. Giusto per capirci meglio: sapevate che il desiderio sessuale e il desiderio del cibo condividono alcune basi neurofisiologiche? In entrambi casi produciamo dopamina, un neurotrasmettitore che influisce positivamente su umore, sonno e stato di stress. E adesso date uno sguardo a tutti i cibi più afrodisiaci così da poter organizzare la perfetta cenetta hot!
Che differenza c'è tra essere demisessuale e asessuale
Per molto tempo si è creduto che asessuale fosse chi non riesce a eccitarsi. Niente di più falso. L’asessuale non solo si eccita, si masturba ma fa anche sesso, magari pure regolarmente. Dove è allora la differenza con tutti gli altri? In cosa consiste l’asessualità? L’asessuale è disinteressato al sesso. Lo considera noioso, superfluo, a volte monotono o perfino stancante. Non ne sente desiderio impellente o necessità, non ha voglia di fare sesso insomma ma non ne ha alcuna repulsione.
Un asessuale uomo o donna che sia può tranquillamente eccitarsi in una situazione ma non per questo prova vero desiderio sessuale. Anzi, ne rimane piuttosto indifferente. Un asessuale che si masturba lo fa come pura esigenza fisica per il benessere del proprio corpo ma non per un reale appagamento sessuale. Gli asessuali non sono mica tutti vergini e questa verità non può e non deve meravigliarci!
L’asessualità non è una condizione clinica, ma un fenomeno identitario: se una persona dice di essere asessuale non sta a noi interpretare dal suo comportamento se lo è secondo noi oppure no. Se dice di esserlo, lo è. Punto.
Chi si definisce demisessuale, invece, riesce a fare sesso solo con individui per cui prova una forte vicinanza emotiva. I demisessuali si situano a metà tra gli asessuali e le persone interessate al sesso, perché non hanno problemi ad avere rapporti ma solo in determinate occasioni.
Il coming out degli asessuali
Essere riconosciuti in una categoria sessuale vuol dire tanto per chi ha creduto per anni di essere l’unico a provare determinate pulsioni. La nascita di questa tipologia ha coinciso con una vera liberazione per gli asessuali, e anche per l’uscita da un senso di solitudine e silenzio. Poter parlare della propria condizione, dei propri desideri (e in questo caso dell’assenza dei propri desideri sessuali) in maniera serena e limpida, libera da ogni sorta di compromesso, pregiudizio o tabù è fondamentale per gli asessuali come per chiunque di noi.
Secondo alcuni però per gli asessuali non si può parlare semplicemente di coming out, perché sarebbe come un rivelare un non -comportamento, una mancanza di scelta piuttosto che una scelta vera e propria. Comunque la si pensi un coming out indispensabile per un asessuale è senza dubbio quello con il partner che ovviamente deve essere informato dei desideri sessuali e del concetto di sesso della persona con cui si sceglie di trascorrere la vita.
Un asessuale si innamora?
La risposta è ovvia: si. Proprio come i sessuali, anche gli asessuali si innamorano. Di persone del loro stesso sesso, del sesso opposto o di entrambi i sessi, questo vuol dire che un asessuale può essere omoromantico, eteroromantico oppure biromantico. Sesso e amore, lo abbiamo visto spesso, non sono la stessa cosa ma piuttosto appartengono a due sfere emozionali ben distinte.
Questo vuol dire che un asessuale può tranquillamente provare amore senza però provare desiderio di un contatto intimo e sessuale con un’altra persona. Non è molto diverso da quando desideri sessualmente qualcuno per pura attrazione fisica senza provare alcun coinvolgimento affettivo!
Per gli asessuali può esserci amore senza sesso: in questi casi però è ovvio che il partner sia consapevole e approvi questa inclinazione per non trovarsi in ovvi contrasti!
Ma perché un asessuale fa una simile scelta?
I motivi che possono stare dietro a una simile scelta, a parte un proprio inclinamento personale possono essere tanti. In alcuni casi l’asessualità può nascere anche come rifiuto dal bombardamento sessuale a cui i media ci sottopongono in maniera continua e incessante. La scelta di distanziarsi dalla sfera sessuale è un modo per non vivere l’ansia da prestazione e la moltitudine di stimoli a cui si viene sottoposti dalla società. Se questo può essere vero oggi è però anche vero che l’asessualità esiste da sempre, da quando esistono l’uomo e la donna. Questo vuol dire che probabilmente nasce dalla somma di diversi e complessi fattori biologici e si consolida poi scelta radicata.
Oggi l’asessualità è pertanto un movimento consapevole e ben organizzato che ha saputo prendersi il suo spazio anche sui social network: parliamo del movimento asexual, che predilige rapporti online tra le persone e pochi incontri reali. Gli individui che si definiscono asessuali nella maggior parte dei casi sono poco amanti della fisicità e anche di scambi affettivi fisici e prediligono contatti indiretti in particolare modo quelli virtuali.
Tre miti da sfatare sull’asessualità
Asessuale non vuol dire che ha paura del sesso, né con disfunzioni sessuali o altre patologie.
L’asessualità non è un’avversione al sesso. Abbiamo visto che gli asessuali si eccitano come tutti gli altri semplicemente non hanno interesse a trasmettere il loro desiderio sessuale trasformandolo in un appagamento. Il corpo prova stimoli erotici che la mente non riconosce per cui non mostrano alcun tipo di interesse al sesso e al raggiungimento dell’orgasmo.
Asessuale non vuol dire inesperto, single o incapace di amare. Molti asessuali vivono una relazione e alcuni hanno anche dei rapporti sessuali con il proprio partner. Non provato vera attrazione sessuale ma sono sicuramente attratti in maniera romantica dalla persona che amano. Le relazioni con un asessuale non sono per forza prive di sesso.
Se l’asessuale ama un sessuale allora è probabile che i due abbiamo rapporti o per compiacere il partner sessuale o perché si sentono in dovere di farlo magari non avendo comunicato il loro status al compagno o alla compagna. Esistono d’altra parte anche asessuali che non desiderano alcun tipo di relazione, neppure priva di sesso.
Asessuale non vuole dire non avere fantasie erotiche. Ormai lo abbiamo capito anche gli asessuali si masturbano e hanno fantasie sessuali, anche se vivono la masturbazione in maniera meno diretta, come un appagamento che non è mai una preparazione al sesso o un’alternativa al sesso ma piuttosto un modo di stare bene con il proprio corpo.
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