A farci invecchiare, più di tutto, sono le relazioni sbagliate (e non esiste skincare che ci salvi)
Uno studio dimostra che le persone sbagliate sono veicoli di stress e lo stress logora anche fisicamente: insomma fa invecchiare.
Ci hanno insegnato che per vivere a lungo e mantenersi giovani bisogna mangiare bene, dormire bene, fare attività fisica e non stressarsi. Il problema è che a farci invecchiare - dentro e fuori - sono anche le relazioni sbagliate, quelle con persone che lo studio definisce "hassler": le "fastidiose".
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Le persone che frequentiamo e le relazioni che intrecciamo o che siamo costrette, costretti, a mantenere per motivi diplomatici (famiglie, lavoro, socialità) possono letteralmente farci invecchiare prima del tempo. Ci consumano e drenano le nostre energie fino a quando non trasformano ogni incontro in una tensione che impatta irrimediabilmente sul nostro corpo e sulla nostra psiche. Lo studio rivela che le donne - e quando mai - sono più soggette a relazioni di questo tipo e che relazioni di questo tipo sono più presenti in famiglia che altrove. Ma andiamo con ordine.
Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e finanziato dal National Institute on Aging ha analizzato l’impatto dei cosiddetti “hasslers”, cioè persone che “creano problemi o rendono la vita più difficile”. Lo staff di ricerca ha osservato che la presenza di queste figure nelle reti sociali è associata a un aumento del ritmo dell’invecchiamento biologico, misurato attraverso biomarcatori epigenetici rilevati da campioni di saliva.
cosa sono gli hassler e perché ci fanno invecchiare più del dovuto
In particolare, per ogni hassler in più con cui una persona interagisce regolarmente, il ritmo di invecchiamento aumenterebbe dell’1,5 per cento. Si tratta di un dato che colpisce, anche perché rende concreta una sensazione diffusa: alcune relazioni non si limitano a stancarci, ma proprio ci svuotano.
Non parliamo solo del fastidio momentaneo provocato da una discussione o dall'interazione circoscritta e una tantum con una persona fastidiosa. Parliamo di uno stress continuo, ripetuto e normalizzato in forme di rapporti - più o meno stretti - che non esplodono mai ma corrodono. E dal momento che la rabbia è un sentimento sano ed è altrettanto sano darle sfogo, è proprio questa usura silenziosa e continuativa a essere pericolosa. E no, si può fingere di non provare fastidio ma non si può non provarlo.
Naturalmente evitiamo, per prassi, conclusioni banali e veloci. Lo stesso studio non dimostra un rapporto di causa-effetto definitivo nel senso che non possiamo dire con assoluta certezza che una persona difficile ci faccia invecchiare solamente esistendo e gravitando attorno alla nostra orbita.
Ma l’associazione rilevata esiste, è comunque un dato e conferma qualcosa che psicologia e medicina ripetono da anni: lo stress cronico incide sul corpo. Il sonno alterato, il cortisolo che aumenta e uno stato di allerta - perché è questo il problema delle persone fastidiose: ci costringono a non rilassarci - è una condizione combinata che se non affrontiamo prima o poi ne pagheremo il prezzo.
L’aspetto forse più inquietante è che queste persone “sbagliate” spesso sono le meno facili da allontanare. Lo studio mostra che spesso si tratta di familiari di sangue o acquisiti ma anche di coinquilini, colleghi e vicini di casa.
Molti legami sono incorporati nel nostro quotidiano e nei nostri ruoli, in sostanza siamo costrette, costretti, a mantenerli e perfino ad alimentarli. E più un rapporto è difficile più rischia di diventare una fonte cronica di malessere.
alle donne capitano più relazioni sbagliate
La ricerca segnala anche che le donne riportano più spesso la presenza di “hasslers” nella propria rete sociale. Il dato non sorprende, se si considera quanto spesso siano ancora le donne a farsi carico del lavoro emotivo: mediare, ascoltare, organizzare, tenere in piedi la socialità della famiglia.
Questa disponibilità, celebrata come altruismo, è fonte di un accumulo di stress molto, molto tossico. Anche chi è già in condizioni di salute più fragili o ha vissuto esperienze difficili nell’infanzia sembra essere più esposto, esposta, a relazioni di questo tipo. Il che suggerisce una verità scomoda: le persone più vulnerabili rischiano di essere anche quelle più facilmente intrappolate in rapporti dannosi.
soluzioni all'invecchiamento da persone tossiche e dove trovarle
Da qui nasce una domanda: quanto siamo disposti, disposte, a tollerare in nome dell’abitudine e delle pressioni sociali? Per troppo tempo abbiamo considerato la resistenza nelle relazioni come una virtù ma resistere, ingoiare rospi, non è sinonimo di maturità, anzi. Spesso è soltanto una forma di rinuncia alla propria gioia (o dignità).
E se un rapporto produce costantemente ansia e frustrazione è nocivo. La risposta ovviamente non può essere darsi all'eremitaggio o tagliare totalmente i ponti con parenti e colleghi che ci triggerano ma compensare questi punti di bassezza con picchi di relazioni sane. Circondarsi di persone non tossiche, capaci di offrire reale sostegno e reciprocità. Poi il secondo passo è imparare a distinguere tra le due forme di legami, mettendo dei confini (che non è egoismo).