Menopausa senza limiti: ecco il nuovo approccio multidisciplinare per la salute delle donne
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Roma, Aula dei Gruppi Parlamentari. La menopausa è una fase naturale della vita di milioni di donne italiane, ma troppo spesso è stata trattata come un tema secondario nel dibattito sanitario. La conferenza “Menopausa senza limiti: nuove consapevolezze e strategie”, promossa dall’Onorevole Martina Semenzato in collaborazione con Fondazione Onda ETS e con il supporto non condizionato di Astellas, ha voluto ribaltare questa prospettiva, portando la questione al centro dell’attenzione politica e medica. L’iniziativa ha riunito professionisti della salute, rappresentanti delle istituzioni e stakeholder per discutere strategie concrete e sostenibili per la presa in carico di questa fase della vita femminile.
menopausa: migliorare l'accesso alle cure e alle informazioni
In questo contesto si inserisce la recente attenzione istituzionale dedicata alla menopausa, con la nascita dell’Intergruppo sulla Menopausa, presieduto dall’On. Martina Semenzato, e con la presentazione di una mozione anche al Senato. L’obiettivo è quello di promuovere un approccio condiviso che aiuti le donne ad arrivare preparate alla menopausa, comprendendone i possibili effetti psicofisici e conoscendo gli strumenti disponibili per gestirli in modo efficace.
Questo documento vuole essere un primo passo concreto verso la definizione di percorsi normativi che garantiscano una presa in carico uniforme e continuativa delle donne in menopausa, soprattutto a livello locale e territoriale, attraverso piani di cura personalizzati. A differenza di quanto avviene per la gravidanza, oggi la menopausa è ancora troppo spesso affidata a un approccio multidisciplinare gestito quasi esclusivamente da strutture private, senza un reale coordinamento nazionale né linee guida ministeriali. Il risultato è una forte disomogeneità nell’accesso alle cure e alle risorse, che rischia di lasciare molte donne prive del supporto necessario in una fase delicata e centrale della loro vita.
un approccio multidisciplinare può fare la differenza
Durante la mattinata, si sono susseguiti numerosi interventi di esperti del mondo medico-scientifico, come Rossella Nappi (Presidente della International Menopause Society) e Annamaria Colao (ordinaria di Endocrinologia), insieme a ginecologi, cardiologi, psichiatri, farmacisti e specialisti in medicina di genere. Un messaggio comune ha attraversato gli interventi: la menopausa richiede un approccio multidisciplinare, capace di considerare la complessità dell’esperienza femminile in questa fase.
In Italia si stima che circa 17 milioni di donne si trovino in menopausa o in perimenopausa. I sintomi legati a questa fase possono essere molteplici e influenzare in modo significativo la qualità della vita, con ripercussioni sia sul piano sociale che lavorativo. Oltre ai disturbi fisici più comuni come le vampate di calore, la menopausa è spesso accompagnata da alterazioni dell’equilibrio emotivo, come ansia e depressione, disturbi del sonno, incontinenza, aumentato rischio cardiovascolare e osteoporosi.
È importante quindi non sottovalutare i sintomi, e avviare programmi multidisciplinari a cura di un team di professionisti.
tra silenzio e scarsa informazione, le donne in menopausa sono lasciate sole
Secondo una recente indagine condotta su circa 600 donne in menopausa, con il supporto della Fondazione Onda, il 44% dichiara di avere un livello di informazione medio-basso sul tema. Le fonti principali restano il passaparola tra amiche e familiari (74%), la ricerca autonoma su siti informativi (62%) e il confronto con figure professionali, in particolare il ginecologo (65%). Tuttavia, il dialogo con i professionisti della salute appare spesso superficiale, e manca un approccio realmente proattivo nell’affrontare gli aspetti più specifici e complessi della menopausa. Questo silenzio contribuisce a lasciare molte donne sole nel percorso di comprensione e gestione di una fase cruciale della loro salute.
"Le donne purtroppo, come evidenziano anche le nostre ricerche, non riescono ad avere un supporto adeguato per affrontare la menopausa e non sono pienamente consapevoli dei cambiamenti legati a questo momento cruciale della vita. O, ancora, la ritengono una conseguenza inevitabile dell'età che non necessita di particolari azioni preventive o supportive. Una delle principali criticità è l'assenza di un approccio omogeneo a livello nazionale che rende, pertanto, l'accesso a servizi di qualità poco equo ed uniforme. Senza una rete strutturata e integrata, molte donne si trovano a fronteggiare da sole i disagi fisici e psicologici legati alla menopausa, non ricevendo un'assistenza appropriata e tempestiva con conseguente impatto sulla qualità della vita, sulla sfera relazionale e lavorativa nonché sul rischio di sviluppare cronicità" ha osservato Nicoletta Orthmann della Fondazione Onda.
Tra i professionisti coinvolti è emersa, infatti, la necessità di promuovere un modello che coinvolga diverse figure sanitarie: ginecologi, endocrinologi, psicologi, cardiologi, nutrizionisti. Fondamentale, inoltre, garantire un accesso equo e informato ai percorsi di cura.
cosa può e deve cambiare in Italia
I dati confermano che esiste un margine di miglioramento nella gestione della menopausa in Italia. Serve rafforzare la rete territoriale, promuovere formazione specifica e costruire protocolli condivisi. L’obiettivo è duplice: curare ma anche prevenire complicanze a lungo termine come osteoporosi, disturbi cardiovascolari e depressione.
Progetti come “Manupausa”, le attività dei consultori rinnovati e iniziative territoriali come “Progetto Donna” rappresentano esempi positivi, ma per molte donne l’accesso a servizi adeguati è ancora disomogeneo. La sfida è trasformare queste esperienze in buone pratiche sistemiche, accessibili su tutto il territorio nazionale.
Come è stato ricordato durante la giornata, è tempo di superare gli stereotipi e i silenzi: la menopausa non segna una perdita, ma un cambiamento che può e deve essere accompagnato in modo competente. In fondo, come ha affermato il presidente AOGOI, Antonio Chiàntera, “menopausa non vuol dire meno donna”.
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