Mancanza di ferro: cause, sintomi e prevenzione dell'anemia da carenza di ferro
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La mancanza di ferro, anche detta anemia sideropenica (parola che deriva dal greco e significa proprio "carenza di ferro"), è una condizione che può comportare gravi problemi al nostro organismo: il ferro, infatti, è fondamentale per la formazione di proteine importanti, prima tra tutte l'emoglobina, una proteina che si trova nei globuli rossi e consente il trasporto dell'ossigeno alle cellule. Non avere la giusta quantità di ferro nel sangue può compromettere quindi questo processo, provocando sintomi di gravità differente.
Se la produzione di emoglobina non è sufficiente, la circolazione di ossigeno nel sangue in tutto l'organismo risulta compromessa. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, si può parlare di anemia accertata nel caso in cui i valori di emoglobina nel sangue siano al di sotto dei 12 grammi per decilitro nelle donne e di 13,4 grammi per decilitro negli uomini.
A essere interessate dalla carenza di ferro sono tutte le fasce di età, ma in particolar modo le donne in età fertile, in gravidanza o allattamento, i bambini e gli adolescenti. Scopriamo assieme tutto quello che c'è da sapere sull'argomento, dalle cause più comuni della mancanza dei ferro ai sintomi fino alle modalità per prevenire il problema grazie a una dieta corretta ricca di alimenti che contengano questo minerale. Intanto, eccotene qualcuno davvero insospettabile:
Quali sono le possibili cause della mancanza di ferro?
All'origine dell'anemia da carenza di ferro possono esserci cause differenti, di natura fisiologica oppure patologica. Può essere causata da cospicue perdite di sangue (emorragie interne o esterne), che comportano una riduzione della quantità di ferro nell'organismo: si tratta di un problema piuttosto frequente nelle donne in età fertile, specie durante il ciclo mestruale.
L'anemia può essere causata da una dieta poco ricca di ferro. Se si mangia in maniera varia ed equilibrata si riesce ad assumere la giusta quantità di questo minerale, mentre bisogna stare particolarmente all'erta se si stanno svolgendo delle diete drastiche o se si soffre di disturbi alimentari.
Può anche capitare di avere dei problemi nell'assorbimento stesso del ferro, come accade nel caso di patologie intestinali (dal morbo di Chron alla colite ulcerosa) oppure di celiachia, in cui i villi intestinali danneggiati non consentono l'estrazione del ferro dagli alimenti. Nei casi peggiori, il mancato assorbimento può essere dovuto anche a tumore del colon o dello stomaco. Si può avere difficoltà simili, infine, se si sono subiti interventi chirurgici con asportazione di parti dell'intestino.
La carenza di ferro è piuttosto comune in fasi delicate come la gravidanza e l'allattamento: la donna, in questi momenti, ha un fabbisogno maggiore di ferro, perché serve per lo sviluppo del bambino.
Con quali sintomi si manifesta la carenza di ferro?
I sintomi della mancanza di ferro sono diversi e possono variare anche parecchio d'intensità e di gravità, in base alla quantità di ferro che circola nel sangue e di quella contenuta in riserva dall'organismo, all'età della persona e alla sua situazione clinica.
In linea generale, il sintomo principale di questa carenza è la mancanza di energia e il rallentamento metabolico che ci fa sentire affaticate e stanche. Si può manifestare emicrania o cefalea, senso di spossatezza anche a riposto, difficoltà respiratorie, colorito pallido.
Tra gli altri sintomi possibili ricordiamo: perdita di capelli, infiammazione o gonfiore della lingua, secchezza e fragilità di pelle e unghie, soffio cardiaco e tachicardia, vertigini, acufeni, mancanza di concentrazione e stress. In alcuni casi, tuttavia, è possibile che l'anemia non presenti nessun sintomo.
Prevenire l'anemia sideropenica con la dieta: ecco gli alimenti ricchi di ferro!
Per poter prevenire la carenza di ferro e l'anemia sideropenica è necessario curare la propria alimentazione, scegliendo alimenti ricchi di ferro, cui è necessario affiancarne altri ricchi di vitamina C, sostanza che facilita l'assorbimento del minerale.
Quali sono gli alimenti, quindi, da aggiungere alla vostra dieta? Tra i più ricchi in assoluto di ferro troviamo il fegato d'oca, il cioccolato fondente amaro, i frutti di mare come vongola e ostrica cotta o seppia, la frutta secca e il muesli, le lenticchie, la farina di soia e il germe di grano, il pollo, i ceci, le patate bollite, i fagioli, le alici, il grano duro. Sfoglia il nostro album qui sotto per scoprirne molti altri ancora!
Per ulteriori informazioni scientifiche sulla mancanza di ferro, puoi consultare il sito di Humanitas.
Alimenti ricchi di ferro: elenco dei più comuni
In natura ci sono tantissimi alimenti ricchi di ferro, un minerale assolutamente fondamentale per una dieta sana ed equilibrata ma che risulti anche energica. La carenza di ferro (anemia) può portare infatti gravi complicazioni quali disturbi cardiaci e neurologici e altri meno gravi ma comunque fastidiosi come spossatezza, fatica e stanchezza, in inverno soprattutto ma anche nelle altre stagioni dell'anno.
Quali sono i cibi con più ferro? Per fortuna questo prezioso minerale si può trovare in numerosissimi alimenti, da quelli di origine animale come carne (in particolare le frattaglie, ma non solo) e pesce (comprese ostriche e cozze), fino al lievito di birra, al cacao amaro in polvere e poi, a seguire, legumi, frutta secca, verdure verdi e cereali.
Bisogna però fare attenzione al fatto che la carenza di ferro può essere collegata non solo a una cattiva alimentazione, ma anche a un'eccessiva assunzione di nutrienti che ne possano rallentare oppure ostacolare l’assorbimento: per esempio l’acido ossalico e gli ossalati presenti nei cereali (soprattutto integrali), certi tipi di legumi, un’eccessiva assunzione di fibra e la presenza di ingenti quantità di zinco e fosforo. Viceversa per aumentare l'assorbimento del ferro si può accompagnare con vitamina C, fruttosio e proteine animali.
È noto infatti che in alcuni alimenti ricchi di ferro come verdure, legumi e cereali, l'assorbimento risulti più complicato perché contengono anche la fibra che ne riduce l'efficacia (cosa che non avviene invece nella carne e nel pesce). Allora, tanto per fare un esempio, quando si mangiano gli spinaci, che contengono una quota piuttosto alta di ferro ma scarsamente assorbibile, si può aggiungere del succo di limone (vitamina C) per renderlo più disponibile, oltre che più gustoso!
Ricordiamo che una dieta corretta dovrebbe introdurre giornalmente circa 10 mg di ferro, ma ci sono diverse eccezioni che riguardano donne incinte, donne in età fertile (alle prese col ciclo), donne che allattano, i bambini e gli adolescenti.
Vediamo adesso un breve ma comunque esaustivo elenco degli alimenti più ricchi di ferro:
Fegato d'oca: 30,53 mg
Cioccolato fondente amaro: 17,4 mg
Vongola: 13,98 mg
Cacao amaro: 13,86 mg
Ostrica cotta: 11,99 mg
Caviale: 11,88 mg
Paté di pollo inscatolato: 9,19 mg
Muesli con frutta e frutta secca: 8,75 mg
Muesli: 8,20 mg
Lenticchie: 7,54 mg
Ostrica: 6,66 mg
Farina di soia: 6,37 mg
Germe di grano: 6,26 mg
Pollo (coscia): 6,25 mg
Ceci: 6,24 mg
Patate bollite: 6,07 mg
Seppia: 6,02 mg
Pinoli secchi: 5,53 mg
Fagioli cannellini: 5,49mg
Fagioli borlotti freschi: 5,00 mg
Fiocchi d'avena: 4,72 mg
Nocciole: 4,70 mg
Alici sottolio: 4,63 mg
Arachidi 4,58 mg
Grano duro: 4,56 mg
Mandorle secche: 4,51 mg
Crema di nocciole e cacao: 4,38 mg.
Chiudiamo ribadendo l'importanza di assumere il ferro nell'alimentazione (senza ovviamente eccedere): il ferro, contenuto nell'organismo sotto forma di emoglobina, transferrina e ferritina, è indispensabile per la respirazione dato che costituisce l’emoglobina (ovvero la proteina che lega l’ossigeno, lo trasporta nel sangue e lo cede ai tessuti), e la mioglobina (altra proteina che rappresenta un sistema di deposito dell’ossigeno nel muscolo). Oltre a ciò il ferro permette la duplicazione delle cellule in quanto rientra nella composizione di un enzima che catalizza la sintesi di DNA.
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