Questione di cromosomi: le malattie autoimmuni preferiscono le donne
Perché?
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La colpa sarebbe di una molecola chiamata "Xist": ecco perché le malattie autoimmuni colpiscono più donne che uomini (4 pazienti su cinque in Italia sono donne). Dal canto suo, la Xist è una molecola la cui funzione è quella di inattivare uno dei due cromosomi X (le donne biologicamente ne hanno due, gli uomini uno), formando particolari complessi con il materiale genetico (Dna e RNA). La molecola quindi sarebbe in grado di attivare e stimolare la risposta immunitaria aumentando così la possibilità di sviluppare malattie autoimmuni.
le malattie autoimmuni "preferiscono" le donne
È uno studio condotto dalla Stanford Medicine a mostrarci il perché le donne corrono un rischio maggiore di malattie autoimmuni: una condizione in cui il sistema immunitario attacca i suoi stessi tessuti. L’artrite reumatoide, la sclerosi multipla e la sclerodermia sono alcuni esempi di malattie autoimmuni caratterizzate da rapporti asimmetrici tra donne e uomini. Ma anche il rapporto di genere per il lupus è 9 (donne) a 1 (uomo) o quello per la sindrome di Sjogren è addirittura di 19 a 1.
Gli scienziati e le scienziate della Stanford Medicine hanno ricondotto questa disparità di genere alla caratteristica più fondamentale che differenzia biologicamente le femmine dai maschi: il cromosoma X. In tutto il regno dei mammiferi il sesso biologico è determinato dalla presenza, in ogni cellula femminile, di due cromosomi X. Le cellule maschili racchiudono un solo cromosoma X, accoppiato con uno molto più corto denominato cromosoma Y. Il "tozzo" cromosoma Y contiene solo una manciata di geni attivi. Si può vivere senza cromosoma Y ma non senza almeno una copia del cromosoma X, che contiene molte centinaia di geni attivi che specificano le proteine.
Ma avere due cromosomi X non ha solo benefici: rischia di produrre, in ogni cellula femminile, una quantità doppia della miriade di proteine specificate dal cromosoma X ma non da quello Y. E una sovrapproduzione sarebbe letale. La natura però ha ideato una soluzione intelligente, anche se complicata, chiamata "inattivazione del cromosoma X".
All'inizio dell'embriogenesi, ciascuna cellula della nascente femmina di mammifero prende la decisione indipendente di interrompere l'attività dell'uno o dell'altro dei suoi due cromosomi X. Una volta presa la decisione, questa viene trasmessa alla progenie di queste cellule nel feto in via di sviluppo. In questo modo, in una cellula femminile viene prodotta la stessa quantità di ciascuna proteina specificata dal cromosoma X come in una cellula maschile. Come ha scoperto la ricerca, l’inattivazione del cromosoma X può portare a disturbi autoimmuni (anche altri fattori possano causare questi disturbi, motivo per cui a volte gli uomini li sviluppano).
un cromosoma x viene reso inattivo
L'inattivazione del cromosoma X è ottenuta per gentile concessione della molecola chiamata Xist. Il gene Xist è presente su tutti i cromosomi X, compreso quello singolo delle cellule maschili. Ma Xist stessa viene prodotta solo quando il cromosoma X su cui risiede il suo gene fa parte di una coppia XX abbinata (cioè solo nelle persone biologicamente nate donne) e viene prodotto e distribuito su un solo membro di quella coppia.
Xist è costituita da RNA, una sostanza nota soprattutto perché capace di immagazzinare le nostre informazioni genetiche. Per farla breve, la molecola Xist nel cromosoma X genera strane combinazioni di RNA con le proteine che si legano ad esso, con altre proteine che si legano a quelle proteine e con il DNA a cui si aggrappano alcune di quelle proteine. Sono questi "complessi" che possono innescare una forte risposta del sistema immunitario.
sì ma cosa sono le malattie autoimmuni
Le malattie autoimmuni sono caratterizzate da una condizione in cui il sistema immunitario dell'ospite (della persone cioè) attacca se stesso. Questi disturbi fanno sì che il sistema immunitario provochi una reazione di attacco contro un solo organo - per esempio la pelle - o più organi. Non si sa ancora con precisione come funzioni l’esatto meccanismo di tali condizioni ma la Medicina presume che ci siano delle differenze tra i disturbi. Alcuni esempi possono essere l'artrite reumatoide, la celiachia, la psoriasi, l'epatite autoimmune o il lupus e ancora il morbo di Crohn. La cosa interessante è appunto che le malattie autoimmuni si presentano con un chiaro "pregiudizio di genere" con una maggiore prevalenza tra le donne: accade durante periodi di stress intenso, come la gravidanza, o durante un grande cambiamento ormonale. Il che, per fortuna, sta spingendo la ricerca a definire i contorni di questa differenza di genere.
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