Il padel è il nuovo calcetto (ma con più ragazze): i motivi dietro all'incredibile boom di questo sport
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Con buona pace di molti tennisti che lo detestano, il padel in Italia è diventato uno sport che In dieci anni ha sovrastato qualsisi altra "disciplina" passando da sport semi-sconosciuto a fenomeno transgenerazionale e nazionale. Nel 2014 in Italia si contavano appena 30 campi. Oggi sono quasi 10mila, distribuiti capillarmente dal Nord al Sud, nelle grandi città come nei piccoli centri. E piace soprattutto ai maschi.
perché i maschi amano il padel
Facilità di apprendimento e pratica, aspetto sociale (si gioca sempre in quattro quindi è un’occasione per socializzare), la competizione non è eccessiva e, infine, il fattore "trend". Cioè scegliere di associarsi a un fenomeno diventato di tendenza anche grazie alla visibilità data da VIP, ex calciatori e influencer (ah ecco perché non piace ai tennisti). Molti uomini coltivano l'effetto imitativo se sono attratti dall’immagine "cool" del padel veicolata dai loro eroi (Totti). Da non sottovalutare, perché non siamo nate ieri, il fatto che giocare a padel e frequentare i campi significa anche avere opportunità di incontro.
Il padel non è solo uno sport che ha avuto una rapida ascesa: è anche un indicatore sociologico interessante dei cambiamenti nei modelli di socialità e nelle identità maschili contemporanee. Il fatto che oltre il 70 per cento dei praticanti in Italia siano uomini (dati Federazione Italiana Tennis e Padel, FITP) non è casuale, ma rispecchia dinamiche sociali, culturali e psicologiche precise: quello che vediamo è anche un nuovo spazio di socialità soprattutto maschile.
Nella società contemporanea, gli uomini adulti hanno sempre meno luoghi informali dove stare insieme in modo spontaneo, soprattutto dopo i trent’anni. Ecco, il padel risponde a questo bisogno: offre un contesto rilassato ma strutturato, dove si può stare in gruppo, scherzare, sfidarsi e coltivare relazioni senza pressioni sociali.
stiamo parlando del nuovo calcetto (ma con più ragazze)
È il nuovo “calcetto”, ma con meno contatto fisico, più longevità atletica e più ragazze (soprattutto per la gioia degli etero). Inoltre mentre il calcetto premia un corpo giovane, resistente, reattivo, il padel valorizza anche corpi meno veloci, il che lo rende lo sport ideale per chi vuole sentirsi ancora “agonista” senza sottoporsi a prove fisiche estreme. Come detto, si gioca in doppio: una combinazione perfetta per uomini adulti, spesso ex sportivi in cerca di una nuova dimensione competitiva che non abbia però lo stress della performance.
Non va sottovalutato l’aspetto dello status: il padel è anche una pratica che negli ultimi anni è stata associata a contesti medio-alti, a club esclusivi, ad ambienti professionali urbani. Giocare a padel può diventare, per alcuni, un simbolo di distinzione culturale e sociale.
la birra dopo la partita, la fuga dal cellulare, la chat
Un altro elemento chiave è il forte aspetto sociale. Il padel non è solo sport, ma rito collettivo: l’ora di gioco, la birra dopo, la chat su WhatsApp per organizzare la rivincita. Il campo diventa uno spazio informale dove si ritrovano amici, colleghi, persone nuove. Il gioco stesso, con il suo ritmo rapido e coinvolgente, favorisce un’atmosfera amichevole, incoraggiante, che alimenta il senso di appartenenza e comunità anche con il turnover di partecipanti: si cambia partner, si commenta il gioco altrui, si diventa amici, amiche "di padel". E come ogni moda maschile che funziona, è pratica, ha un suo codice non scritto e permette di far sentire parte di un gruppo.
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