Il boom dei "bar à tarocchi", dove drink e predizioni si intrecciano in segreto: la Gen Z (ma non solo lei) si rifugia nel rituale
Rientra nel più ampio fenomeno della "spirtual economy": l'apertura di tarot bar - per ora soprattutto in Cina - rivela che la spiritualità è uno degli antidoti alle incertezze preferiti dalle nuove generazioni
Nel cuore delle metropoli cinesi — da Pechino a Shanghai — si sta affermando un nuovo modello di intrattenimento spirituale: i tarot-bar o fortune‑telling bar. Ambienti discreti, spesso nascosti nei distretti urbani, dove i giovani possono sorseggiare un drink mentre consultano un/una fortuneteller tra bastoncini di palo santo e carte dei tarocchi. Così emerge una forma di economia densa di significati: la "spiritual economy".
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Cresce l’ansia per il futuro che già conoscono molto bene millennial e gen x: job market incerto, intelligenza artificiale che avanza, tenuta politica globale traballante. Molti/e under‑30 cercano conforto in pratiche divinatorie: qiuqian (significa "poesia della lotteria", è una pratica di divinazione originaria della Cina in cui una persona pone domande e interpreta le risposte da bastoncini piatti incisi con dei testi o dei numeri), oppure tarocchi e cristalli. Non si tratta solo di superstizione, ma di un vero sollievo psicologico, un valvola di sfogo che sostituisce spesso la terapia classicamente intesa .
È importante precisare che questa è una generazione che pare non cerchi guarigione, piuttosto conforto rituale, un senso di controllo quando tutto attorno sembra incerto.
Cocktail con lettura di carte: il nuovo trend urbano
Tra questi spazi c’è One As All, a Pechino, dove ordinando un solo cocktail — a partire da 88 yuan, circa dieci euro — si può richiedere una sessione, o seduta, di qiuqian in mezzo alle nubi d’incenso. Ovviamente, tutto questo ingrassa le tasche di un giro di business ben preciso. Il mercato della spiritualità in Cina ha numeri impressionanti: app per smartphone come Cece sono state scaricate decine di milioni di volte e strumenti come il livestreaming astrologico sono - anche in Italia - nuove forme di comunicazione.
I giovani cinesi assumono cartomanti e maestri di feng shui online nonostante il controllo del Governo sulle pratiche spirituali. Infatti il settore è in crescita: secondo la società di ricerche di mercato Frost & Sullivan si stima che il mercato cinese della salute mentale declinato nella spiritualità raggiungerà i 10,41 miliardi di yuan (1,46 miliardi di dollari) nel 2025.
In generale, l’economia del misticismo (astrologia, lettura dei cristalli, tarologia) vale già miliardi di yuan: si parla già di spese annue - a testa - superiori a mille yuan, anche offline, con baristi che diventano lettori, influencer spirituali e merchandiser di amuleti.
esperienze esoteriche nonostante i divieti
Le aziende hanno acchiappato il trend e ora confezionano esperienze estetiche che possano restituire agli e alle utenti "significati" e rassicurazione emotiva. Tutto a un prezzo accessibile rispetto a viaggi o terapia. Come detto, bar come One As All non fanno pagare per la lettura, ma monetizzano tramite consumazione, merchandising o letture in livestream.
La narrazione è chiara: non superstizione, ma esperienza. E dietro alla novità ci sono radici culturali profondissime che vale la pena di riscoperire, nonostante i divieti. Il Partito Comunista - formalmente ateo - ha risposto al trend lanciando campagne anti-superstizione e arriva perfino a punire penalmente alcune pratiche. Ma il trend non si arresta: molti luoghi, baristi e app rivendicano credenze come “semplici intrattenimenti”, evitando di veicolare contenuti esplicitamente religiosi per restare sul filo rosso della censura.
Che al governo piaccia o no, la spiritual economy è di fatto un ritorno alla cultura cinese tradizionale. La diffusione di simboli come bracciali benaugurali, ideogrammi, memetica a tema zodiacale sui social cinesi, testimoniano il radicamento del fenomeno nella patriottic consumption e nel desiderio di riscoprire un'identità culturale moderna e rassicurante.
In sostanza è un fenomeno che intreccia il mistico con i trend urbani in cui le storie personali e i sentimenti di ciascuno tornano a dominare le conversazioni tra cocktail, carte e spiritualità. Sempre meglio che stare sui social. In un mondo sempre più automatizzato, chi sceglie la lentezza sacra di una predizione sceglie una forma di ribellione gentile. E, come spesso accade, a dispetto dei divieti e degli stigmi, la spiritualità sopravvive — e prospera — come forma di resistenza emotiva.