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Ma quale acqua e sapone: la (mega) truffa della "bellezza naturale"

La bellezza al naturale è una truffa ma è anche una pratica super tossica.
Si tratta solo di una ennesima richiesta a cui le donne devono sottostare mentre la società crea una differenza di percezione tra il "cattivo trucco evidente" e la "brava ragazza che si sveglia bellissima". 

C'è un libro che circola ormai da quasi 10 anni e che si intitola How To Fake Real Beauty, traducibile con "come creare la finta bellezza al naturale". Lo ha scritto Ramy Gafni, truccatore di celebrità e specialista in makeover televisivi. In sostanza con How to Fake Real Beauty, il guru del make up condivide i suoi segreti per truccarsi senza sembrare truccate. In Europa c'è una beauty clinic con diverse sedi: si chiama Fake your natural beauty, (traducibile come "Falsifica La Tua Bellezza Naturale" fondata nel 2014 a Manchester) dove si promette che "grazie ai trattamenti sembrerai fantastica e senza trucco".

Forse siamo arrivate al cortocircuito definitivo: quello di truccarci talmente tanto da non sembrare truccate, perché pare sia meglio apparire al naturale. Anche se sappiamo che di naturale non c'è niente, nel make up "al naturale". E basta prendere le foto delle varie vip che sembrano non truccate - ma che invece lo sono - scattate quando sono davvero non truccate.

Qual è il prodotto beauty senza il quale non puoi uscire?

la mega truffa della bellezza al naturale

L'industria della bellezza è un'impresa mostruosamente capitalista che inventa e produce strategicamente le insicurezze per vendere poi le relative, presunte, “soluzioni”. E questo è un punto di partenza necessario per affrontare il tema del make up (o della skin care). E negli ultimi tempi abbiamo assistito a un progressivo aumento di tendenze che sponsorizzano la bellezza al naturale (le "glow skin" o le "vanilla girl", per fare due esempi). A chi è poco attenta può sembrare un cambiamento epocale: abbracciare e quindi sponsorizzare un look “naturale” che peraltro viene commercializzato con una serie di washing rispetto alle diversità. Cose come “la tua pelle, ma migliore” o immagini di modelle con la vitiligine o le lentigginiSi tratta di un'alternativa all'estetica a copertura totale degli anni passati? No. Abbiamo scambiato il fondotinta con tinte acquose e il glitter con gli "illuminanti", abibamo acquistato le mille sfumature di terre per il contouring, creme BB, creme CC, correttori antiage e filleranti e polveri fissanti traslucide. La regola base quindi rimane in questo look "trucco che sembra senza trucco" che, ironicamente, richiede un lavoro più scrupoloso, lungo e tecnico del trucco "che sembra trucco", cioè quello che è.

Viene da chiedersi se, a un livello più profondo, la fissazione di far sì che le donne adottino un look “al naturale” sia legata al modo in cui ci si aspetta che ci muoviamo nel mondo: senza sforzo, dissolvendoci sullo sfondo.

la bellezza al naturale che richiede un lavoro extra

Se si cerca su internet "bellezza al naturale" il motore di ricerca genererà una griglia di volti di donna prevalentemente bianchi e cis, apparentemente privi di inestetismi. Più si guarda però, più diventa ovvio che la nostra definizione di bellezza naturale esiste entro parametri estetici limitati: zigomi alti, labbra carnose, occhi larghi, ciglia lunghe, nasi piccoli e tonalità della pelle chiare. Al massimo etnicamente ambigue.

Heidi Klum prima e dopo il make up. 

Le nostre preferenze quando si parla di "bellezza" non vengono create dal nulla ma dai processi di socializzazione. E più ci si allontana dall'ideale della giovane, magra, con la pelle chiara, occhi da cerbiatta, naso piccolo e guance alte, più problematico diventa questo “aspetto naturale”. Ma la truffa è efficace. Cadiamo tutte nella trappola della bellezza naturale, anche se sappiamo che il volto ideale, “naturalmente bello”, è profondamente radicato nel razzismo, nella misoginia e nel colorismo.

Ma tant'è. In una società in cui c'è un enorme privilegio legato all'essere fisicamente attraenti, non possiamo incolpare nessuno per aver fatto ciò di cui ha bisogno per sentirsi più a suo agio nel muoversi nel mondo. Ciò non significa che non ci possiamo interrogare su questo fenomeno. 

L'attrice Uzo Aduba (in una scena di "Orange is the new black) e a un red carpet 

la superiorità morale e il vantaggio biologico (quello si che è naturale)

L’idea che le persone, tutte, possano essere finalmente liberate dall'oppressione degli standard di bellezza grazie al “look al naturale" quindi fa solo ridere. Come ha sottolineato lo scrittore Rian Phin, "ciò a cui stiamo realmente assistendo è una nuova serie di richieste nei confronti delle donne e la valorizzazione del “capitale biologico” sopra ogni altra cosa. "La bellezza è passata a essere vantaggio biologico piuttosto che un'abilità", oltretutto creando una differenza di percezione tra il "cattivo trucco evidente" e la "buona ragazza che si sveglia bellissima". 

Il trucco minimalista, dice Phin, è diventato il "preferito" perché implica un vantaggio genetico intrinseco. Ci sono ragioni per cui preferiamo un aspetto naturale a un viso palesemente truccato – e non ha a che fare con l'accettazione di sé. Si tratta di nascondere il lavoro necessario per soddisfare gli standard di bellezza e di attribuire una superiorità morale alle donne che non hanno bisogno di cercare di essere belle

Ma il giganesco lavoro, tra make up invisibile e skin care, necessario a essere bellissime senza sforzo è diventato un imperativo - oltre che un trend - durante la pandemia. Secondo un sondaggio per la prima volta in tre anni, la Gen Z ha speso più per la cura della pelle che per il trucco nel tentativo di eliminare gli inestetismi nella fase pre make up usando filler e peeling. Quell'anno c'è stato stato infatti un aumento di richieste di ritocchi e riempitivi: con un audit del 2022, la British Association of Aesthetic Plastic Surgeons (BAAPs) ha rilevato che la domanda di trattamenti Botox è aumentata del 124 per cento rispetto al 2019. Di conseguenza, la bellezza naturale è associabile a chi è abbastanza ricca per sottoporsi a trattamenti costosi ed evitare così il make up evidente.